La programmazione estiva conferma la bontà dei palinsesti fatti con programmi che durano da 30 minuti a massimo un’ora

Cara Laura Lattuada, da qualche sera sto seguendo il tuo programma Passepartout: ospite a sorpresa su Arturo Tv. L’ho scoperto perché è estate ed è più facile andarsi a cercare qualcosa da vedere sulle piccole emittenti del digitale terrestre, vista la penosa carenza delle grandi emittenti, e poi perché precedi la messa in onda delle repliche di The West Wing, uno dei miei appuntamenti estivi con Arturo Tv. Il tuo è il programma più semplice del mondo: vai a casa di un personaggio conosciuto della tv, dello spettacolo, della cultura e ti fai raccontare la sua casa: come la vive, perché l’ha arredata in un certo modo, che storie hanno gli oggetti che ti colpiscono di più.

Trenta minuti di colloquio, gradevoli, ben condotti, che riesci a rendere interessanti senza mai entrare troppo nel privato del personaggio e lontanissima da qualsiasi accenno al gossip. Una conduzione elegante, semplice, non banale, nonostante la leggerezza del programma. Arturo Tv è il paradiso dei cultori delle trasmissioni di cucina. Ce ne sono a decine, a tutte le ore, per tutti i gusti culinari. Chi come me non è un telespettatore fedelissimo, li trova tutti nuovi ed originali anche se sono repliche. Ho seguito Arturo Tv anche durante il giorno (mattina e pomeriggio) e devo dire che, oltre al buon livello qualitativo delle produzioni televisive, apprezzo la scelta di contenere la durata dei programmi da un minimo di 30 minuti ad un massimo di un’ora. Mettendo per un momento da parte il fatto che il palinsesto di Arturo è per il 90% dedicato alla cucina, va detto che aver sposato il modello di trasmissioni dalla durata contenuta è quello giusto per la tv del futuro. Siamo in moltissimi ad essere stanchi di trasmissioni che iniziano alle 21 e finiscono dopo mezzanotte o di contenitori pomeridiani da minimo due ore. La tv breve è la misura che prediligo ed in tal senso sto apprezzando moltissimo la novità La Effe che ha in palinsesto programmi che durano al massimo un’ora; lo stesso discorso vale per Rai 5 (film esclusi, ovviamente). Cara Laura Lattuada, un’altra grande qualità di Arturo Tv è quella di saper abbandonare progetti televisivi poco riusciti come I piatti vostri. Nell’ultima settimana mi è capitato di preferire l’inizio serata di Arturo rispetto a quello delle altre emittenti, seguendo i programmi che ti precedono: Il mondo di Csaba, Indovina chi viene a cena; Fuga dalla città, Design Inc. Tutti programmi che durano al massimo mezz’ora. Cara Laura Lattuada, ma tra poco l’estate finirà ed anche il telespettatore più esigente dimenticherà di apprezzare il gusto di un programma televisivo breve e si farà adescare dalle serate televisive oceaniche che lo sfiniranno. E se ne lamenterà, guardandole. I telespettatori hanno grandi responsabilità nella scelta delle emittenti di adottare il modello televisivo che espande la durata di un programma per motivi legati agli ascolti. Allungare oltremisura un programma televisivo porta inevitabilmente alla necessità di catturare l’attenzione in tutti i modi a scapito della qualità dei contenuti e della loro rappresentazione. L’estate, con i suoi ritmi che invitano alla riflessione, ci aiuta a ricordare che non è il massimo della vita passare 4 ore di seguito a guardare un programma televisivo. Tranne rarissime eccezioni, un buon telespettatore dovrebbe evitare di farlo.

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