La Rai ringrazia Giovanni Minoli per il suo lavoro e va oltre; giustamente.

Caro direttore di Rai Storia Silvia Calandrelli, tra quindici giorni scade il contratto che la Rai aveva fatto a Giovanni Minoli per curare i programmi celebrativi dei 150 anni dell’Unità d’Italia. A Minoli, che era già andato in pensione come dirigente Rai e non certo da esodato, la Rai non farà un nuovo contratto; giustamente. Leggo dichiarazioni polemiche dell’interessato in riferimento al fatto che il direttore generale preferisce fare i programmi con le risorse professionali interne e non esterne, come oggi è Minoli, il quale ha risposto dicendo che allora si può fare anche Porta a Porta senza Bruno Vespa e Quark senza Piero Angela . La rinuncia a Giovanni Minoli ha fatto pensare che la Rai rinunciasse anche a proseguire il progetto La storia siamo noi. Basta però vedere il sito da voi dedicato al marchio per capire che non avete alcuna intenzione di rinunciarci. Il direttore generale Luigi Gubitosi infatti ha confermato che il programma proseguirà sotto la tua direzione.

Intervistato da Silvia Fumarola su Repubblica di oggi, Giovanni Minoli risponde anche alla dichiarazione di Gubitosi che La storia siamo noi è un format Rai inventato da Renato Parascandolo:
“Si, era un piccolo talk di due ore in onda alle 8 di mattina con quattro professori. Ma all’epoca Gubitosi era un bravissimo contabile della Fiat, non era tenuto a saperlo. Io l’ho ripensato con un criterio seriale unendo l’esperienza industriale di Un posto al sole e quella narrativa di Mixer. Il risultato è il programma più premiato della Rai. Le reazioni sulla rete fra gli intellettuali, la gente, le associazioni, mi riempiono il cuore”.
Caro direttore di Rai Storia Silvia Calandrelli, l’uscita di scena dalla Rai di Minoli avrebbe dovuto essere tutto fuorché arricchita da certe polemiche dell’interessato. Giovanni Minoli è stato uno dei dirigenti più potenti della Rai Radio Televisione Italiana dagli anni ’80 fino a quando è andato in pensione. Ha fatto una carriera straordinaria. Ha creato strutture di produzione di successo e realizzato programmi di qualità potendo contare su una autonomia operativa invidiabile e su adeguati budget che la Rai gli ha messo a disposizione. Questo al netto della sua vicinanza con Bettino Craxi che comunque non credo lo abbia danneggiato dal punto di vista della carriera in Rai. Caro direttore di Rai Storia Silvia Calandrelli, il direttore generale Gubitosi non esclude possibili collaborazioni future tra te e Minoli ma mi auguro che non ci saranno perché la sua grande personalità televisiva potrebbe oscurare il tuo lavoro. E poi non credo che rimarrà con le mani in mano visto che ha usato questa metafora calcistica:
“Ho pensato a quando Allegri, l’allenatore del Milan, ha fatto fuori Andrea Pirlo in scadenza di contratto dicendo: E’ un giocatore che non serve più. Pirlo è andato alla Juve e ha fatto vincere due scudetti” (da la Repubblica, 17/5/13 intervista di Silvia Fumarola).
Dunque è probabile che andrà alla concorrenza o si metterà a produrre e realizzare programmi per tutte le reti. A Minoli va riconosciuto il tanto lavoro fatto in Rai, di cui gli ultimi 12 anni di La storia siamo noi sono, a mio avviso, la parte migliore (anche se va ricordato che i Faccia a Faccia di Mixer, nel bene e nel male, hanno cambiato il modo di intervistare i politici in tv). Però una rete come Rai Storia ha il dovere di andare oltre ad una presenza importante come Minoli e tu hai già iniziato a farlo, senza peraltro disporre dei mega budget che avresti potuto avere negli anni ’80. Caro direttore di Rai Storia Silvia Calandrelli, dunque, buon lavoro a te e, speriamo, buona visione a noi.

Una risposta a "La Rai ringrazia Giovanni Minoli per il suo lavoro e va oltre; giustamente."

  1. pina molendini 17 Mag 2013 / 10:54

    “la storia siamo noi” penso sia il programma più interessante,educativo e piacevole con il suo conduttore storico del palinsesto RAI, toglierlo è come, un tempo. aver tolto carosello!

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