Con The Voice, Rai 2 torna ad avere un giovedì

Caro direttore di Rai 2 Angelo Teodoli, la quinta puntata di The Voice of Italy ci dice che hai finalmente trovato il format di un talent show musicale in grado i sostenere il confronto con i collaudati e celebrati XFactor e Amici di Maria De Filippi. Ci dice anche che, almeno per questa parte di stagione tv, hai allontanato lo spetto di Santoro dai giovedì di Rai 2 e non è poco, visto che negli ultimi due anni è sembrato impossibile riuscirci anche solo per una serata. The Voice of Italy non è un programma che trascina le folle ma ha una sua forza strutturale che si sta consolidando puntata dopo puntata. Quando è partito avevo twittato: “se @RaiDue floppa anche con @THEVOICE_ITALY c’è solo una soluzione: Lourdes #tvoi”. Il tweet è stato retwittato da @RaiDue segno che ne eravate ben consapevoli ma fiduciosi.

La prima puntata non mi aveva lasciato sperare che sareste riusciti a non somigliare troppo a XFactor e poi altre 3 puntate di audizioni al buio mi hanno allontanato dalla visione del programma. Ieri sera, con l’inizio della seconda fase, sono tornato a seguirlo. The Battles è una fase ispirata alle sfide di freestyle tra rapper. Ovviamente non si raggiungono le intensità delle battaglie di parole dei rapper anche perché i concorrenti di The Voice si sfidano interpretando delle cover. I concorrenti appartengono alla stessa squadra e le coppie in sfida vengono scelte dal coach che li aveva voluti e da cui a loro volta erano stati scelti durante le Blind Auditions. Ora però il coach li sceglie per uno scontro “fratricida”. Si tratta di un meccanismo sufficientemente sadico per appassionare il telespettatore dei talent show. Le 4 puntate di audizioni sono state troppe (e monotone) ed hanno portato alla seconda fase ben 64 concorrenti con il risultato che il telespettatore deve sorbirsi 32 battles. Io ieri ho resistito fino alle 23.30 ma solo perché contemporaneamente seguivo i commenti su twitter (#tvoi) che mi hanno reso l’attesa meno stancante. Il pubblico però ha creduto nel programma fin dall’inizio e avete uno zoccolo significativo di circa 3 milioni e mezzo di telespettatori con share che vanno dal 13 al 15% e picchi del 23%. Tutto lascia pensare che ci possa essere una certa crescita in quanto presumo che la terza fase sarà dedicata allo scontro tra cantanti di squadre e coach diversi e questo porterà il format sullo stesso terreno di XFactor e Amici. The Voice of Italy ha svariati punti deboli e ciò aumenta il valore dei risultati che sta ottenendo. I quattro coach (Raffaella Carrà, Riccardo Cocciante, Piero Pelù, Noemi) non hanno studiato bene il format. Ieri ad esempio hanno sbagliato spesso gli accoppiamenti degli scontri mettendo in sfida tra di loro due cantanti molto bravi e due meno bravi con il risultato artistico di eliminare un buon cantante e mandarne avanti uno meno buono. Se è un talent show musicale non si dovrebbero mandare avanti i più bravi? (come ha obiettato Luciano Traversa di Blogo sulla mia pagina Facebook quando ho scritto “Questa fase di The Voice of Italy mi piace anche perché secondo me sta facendo rosicare non poco Simona Ventura e Maria De Filippi). Il programma è troppo lungo e si ha la sensazione che vogliate allungare il brodo perché avete poca ciccia in mano. Invece la ciccia c’è, basta saperla montare e darle ritmo. Tra i limiti più clamorosi c’è la scelta del conduttore non conduttore, l’attore Fabio Troiano. Il suo prestito alla conduzione televisiva è improbabile. E’ totalmente fuori atmosfera. Il contrasto tra la sua conduzione non partecipata e l’eccesso di entusiasmo del resto dello studio è molto più che evidente e non si spiega se non con il semplice fatto che non è adatto al programma. Caro direttore di Rai 2 Angelo Teodoli, rimane il fatto che per qualche giovedì potrai respirare l’aria di un 13/15% fisso di share. Non ti resta che sperare di non salire troppo con gli ascolti altrimenti ti tocca cedere la prossima edizione a Rai 1; tutto il tuo lavoro andrebbe sprecato e a Rai 2 rimarrebbero solo programmi come Detto Fatto.

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5 risposte a "Con The Voice, Rai 2 torna ad avere un giovedì"

  1. Bricolage 6 aprile 2013 / 15:18

    purtroppo io ora sono ferma a Servizio Pubblico il giovedì 😉

    • akio 6 aprile 2013 / 18:31

      bric, quanti giovedì con santoro dai tempi di Samarcanda non ricordo nemmeno se andava in onda il giovedì comunque fa lo stesso il concetto è che santoro l’ho seguito da allora e con interesse. ora però le sue trasmissioni hanno davvero poco da aggiungere rispetto alla programmazione ordinaria. un tempo era “straordinario” in tutti i sensi. ha innovato sul seri la tv italiana ma oggi fatica ad essere all’altezza di quel santoro

      • Bricolage 6 aprile 2013 / 18:36

        si, concordo.

  2. tecla 5 aprile 2013 / 11:07

    Pensa Akio, che senza le audizioni (ci sono capitata, per caso, non sopportando più Santoro) non avrei mai visto il programma, come non ho mai visto xFactor e Amici. Mi annoiano i programmi di canzoni. Temevo che da ieri sarei tornata ad annoiarmi e non l’avrei più guardato, invece no.

    • akio 5 aprile 2013 / 12:02

      un po’ di intrattenimento senza impegno (nel senso che se perderò la prossima puntata chissene…) e poi dopo 4 mesi di campagna elettorale perfino l’isola dei famosi e il grande fratello mi sembrerebbero “guardabili”. buon fine settimana cara Tecla

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