The Voice of Raffaella Carrà

Cara Raffaella Carrà, sei stata la protagonista indiscussa delle prime due puntate di The Voice of Italy (il giovedì alle 21.10 su Rai 2), visto che, nelle audizioni al buio, la maggior parte dei concorrenti scelgono di stare nella tua squadra. Sono consapevoli di partecipare ad un talent show televisivo e avere la regina della televisione italiana come allenatrice e guida può fare la differenza. Le altre tre star del cast, Riccardo Cocciante, Pierò Pelù e Noemi non fanno sforzi inutili per mettersi al tuo livello di presenza televisiva. Cara Raffaella Carrà, lontana dalle carrambate ed in un contesto di show musicale puro, torni ad essere la giovane Raffaella della tv in bianco e nero. In The Voice ricopri il ruolo di Simona Ventura a XFactor, con la differenza che tu hai molti anni in più di televisione alle spalle e una conclamata carriera di cantante e show woman con una popolarità internazionale che tirerai fuori nella seconda fase del programma quando dovrai fare da allenatrice e consigliera ai concorrenti che ti hanno scelto.

La tua partecipazione in questo ruolo a The Voice conferma ancora una volta che stare per un po’ lontano dalla tv fa benissimo anche alle star televisive affermate. Non solo consente di scegliere con attenzione il programma a cui partecipare ma anche di rimettersi in gioco in ruoli apparentemente da comprimari. Hai sempre poggiato i piedi sul segno centrale del pavimento del palcoscenico ma, essere una di quattro, non fa che esaltare la tua professionalità e presenza scenica frutto di tanto lavoro nel settore dello spettacolo. Ieri sei intervenuta a Il riposo del guerriero (la trasmissione radiofonica di Radio 24 condotta da Stefano Gallarini) e ti è stato chiesto di fare un confronto tra la tv degli anni ’70 e quella di oggi. Con il pragmatismo che ti contraddistingue, come donna prima che come artista, hai focalizzato il confronto sul tema degli autori televisivi. Negli anni ’70 hai detto “c’erano autori pazzeschi, con nomi folgoranti come Verde e Marchesi. C’era più attenzione verso la qualità. C’erano meno programmi ma fatti con la cura verso i dettagli. Si pretendeva un impegno pazzesco. Una scuola che oggi non c’è più. Oggi fai due ore di prove e vai in onda. Io non ne sono capace”. Le tue parole non volevano essere una critica al modo in cui si producono oggi i programmi tv ma una semplice constatazione. Sul discorso degli autori hai precisato che “Oggi un autore fa tre programmi allo stesso momento…”, a voler sottintendere che se gli autori si concentrassero su un solo progetto televisivo alla volta, darebbero il meglio. Cara Raffaella Carrà, ovviamente non era tua intenzione rilanciare il modello produttivo della tv degli anni ’70, sei ben consapevole che quarant’anni non sono passati invano ma le tue parole sono importanti perché ci ricordano la funzione essenziale degli autori televisivi. Ormai per tutte le trasmissioni si ingaggiano elenchi interminabili di autori; dai talk show del mattino al varietà del sabato sera. Questo vuol dire che non c’è contenuto, dal più leggero al più impegnato, che non venga attentamente curato  da un autore. Eppure a me la tv di oggi sembra quasi tutta improvvisata. Cara Raffaella Carrà, sei troppo buona a giustificare gli autori odierni dicendo che fanno troppe trasmissioni e che hanno poco tempo per provare. A me sembra che a molti, moltissimi, autori televisivi manchino le basi e la voglia per fare quel mestiere. Fino a che trovano una Raffaella Carrà che riempie il palcoscenico con la sua professionalità ed esperienza nessuno si accorge dell’inconsistenza autorale. Fino a quando il format è fortissimo e fa ascolti anche l’autore mediocre ne beneficia visto che in questa tv prevale sempre la quantità. Cara Raffaella Carrà, aspetto di vedere la seconda fase per giudicare il lavoro degli autori di The Voice of Italy. Spero di riuscire a distinguere in maniera netta la sostanza e la qualità del loro apporto rispetto alla tua presenza scenica e alla tua personalità televisiva. Sarebbe il vero valore aggiunto di un programma che per il momento mi sembra solo una copia ben riuscita di XFactor.

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5 risposte a "The Voice of Raffaella Carrà"

  1. margaret collina 20 marzo 2013 / 10:45

    come sai, io non guardo quasi niente, ma mi pare di capire che in Italia, tutti vogliano pubblicare libri, cantare canzoni e cucinare pasta.
    Popolo di poeti, mandolini e spaghetti….o non era proprio così????

    • akio 20 marzo 2013 / 11:38

      almeno i navigatori andavano lontano lontano….

  2. viga1976 18 marzo 2013 / 11:39

    anche a me è sembrato una copia di x factor,ma non l’ho visto quindi..a essere sinceri questo anno non ho visto nemmeno x factor,a parte certi terribili momenti. Mi sto stancando di tutti questi talent

    • akio 18 marzo 2013 / 11:49

      non se ne può davvero più e tra poco bisognerà schivare il serale della de filippi

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