Telecronisti, conduttori e opinionisti di Rai Sport: i complimenti tra di voi fateveli a microfoni spenti.

Caro direttore di Rai Sport Eugenio De Paoli, il presidente del Coni Gianni Petrucci si è vantato degli ascolti elevatissimi che l’Italia ha ottenuto nella gara di esordio ad Euro 2012 pareggiando con la Spagna. I 14 milioni di telespettatori sono, secondo Petrucci, il segno che gli italiani amano la Nazionale di calcio e che non hanno disaffezione verso questo sport (boh e pure mah). La convincente prestazione della squadra di Prandelli ha avuto come effetto quello di allontanare, per il momento, le nubi del “calcio scommesse” dal cielo sopra la Nazionale. Nell’occhio del ciclone invece c’è finita la tua di squadra che sta ricevendo montagne di critiche dagli addetti ai lavori (la stampa scritta sta picchiando duro) e dal web (che vi sta deridendo minuto per minuto). A tal proposito non ho intenzione di aggiungere la mia voce al coro di quelli che reputano la prestazione della tua squadra al di sotto delle aspettative. Perché? Perché non avevo alcuna aspettativa positiva nei riguardi della squadra di Rai Sport. Ormai è da anni che, in occasione dei grandi eventi di cui la Rai riesce ad acquistare i diritti, si ripetono le stesse lacune di decine e decine tra conduttori-giornalisti e opinionisti che puntualmente finiscono su Blob. Anche perché da anni conduttori-giornalisti e opinionisti sono gli stessi e si sa con l’avanzare dell’età i difetti si accentuano, non si eliminano. Il problema non è solo l’uso della sintassi dell’opinionista ex calciatore che ha litigato con la propria maestra alle elementari e da allora vive un conflitto interiore incolmabile anche con le scuole serali più qualificate. Il problema è l’atteggiamento generale della tua squadra che è convinta di essere una grande squadra. Forse lo è stata, un tempo. Lo sport è il primo genere televisivo che risente dei cambiamenti tecnologici. Da sempre gli eventi sportivi sono stati per i grandi broadcaster la palestra in cui sperimentare nuove tecnologie e nuovi linguaggi. Se è vero che dal punto di vista delle tecnologie la Rai ancora riesce a contenere il gap con i broadcaster più all’avanguardia è anche vero che dal punto di vista comunicativo non è così. Le telecronache sono vecchie, i commenti sono vecchi, i conduttori hanno uno stile di conduzione vecchio, gli studi sono finto-nuovi, dunque, vecchissimi. E, su tutti, la figura dell’opinionista sportivo che in Rai sembra essere considerato un guru che ha in bocca la soluzione ai misteri dell’universo sportivo. Peccato che la maggior parte delle volte la soluzione ce l’ha più in bocca che nel cervello e il momento dell’opinionista diventa un mix melmoso di banalità, luoghi comuni, già detto, frasi fatte, diplomazia elementare e psicologia dozzinale che possiamo riassumere nell’etichetta “spreco di tempo e parole”. Caro direttore di Rai Sport Eugenio De Paoli, a tutto questo non c’è una soluzione immediata. Se nel corso degli anni tu ed i tuoi predecessori avete continuato su questa strada vuol dire che il problema è strutturale e nemmeno i banchieri riusciranno a risolverlo. I telespettatori della Rai devono solo rassegnarsi. Quello che tu puoi fare è intervenire sull’eliminazione delle piccole fastidiose abitudini che ancora non sono strutturali ma che se non debellate per tempo lo diventeranno. Tra i giornalisti-conduttori e gli opinionisti di Rai Sport si va sempre più consolidando l’abitudine di dirsi bravo a vicenda con frasi tipo “Bravissimo! E’ proprio così!… Si, hai detto bene…. E’ vero, hai ragione… Si, hai assolutamente colto nel segno…”. Caro direttore di Rai Sport Eugenio De Paoli, risparmiaci almeno questa tiritera. È una goccia nel mare delle cose a vanvera che dicono ma è anche una goccia in meno che scende dagli occhi dell’abbonato che non trattiene le lacrime dalle risate.

8 risposte a "Telecronisti, conduttori e opinionisti di Rai Sport: i complimenti tra di voi fateveli a microfoni spenti."

  1. Ossobuco 17 giugno 2012 / 09:13

    É pazzesco! A parte tutto quello che è già stato detto e ridetto, non è possibile che si parli solo d’Italia. Stamattina a processo agli europei hanno solo parlato della nostra nazionale e del biscotto che Buffon, in una delle sue rarissime uscite intelligenti, ha definito “da mediocri”. Non una parola sulle partite di stasera, ieri il “baskettaro” prestato al calcio Lauro, mentre stavano mostrando la formazione della Polonia, ha chiamato un servizio, guarda un po’, sugli azzurri. Ma perchè i programmi si chiamano “processo agli europei”, o “notti europee” se parlano solo dell’Italia?

    • akio 17 giugno 2012 / 15:09

      esattamente come si comportano le tv locali con le squadre della loro regione

  2. mimmo 14 giugno 2012 / 05:24

    uno scandalo sentirli telecronisti e soprattutto chi commenta ma basta fate lavorare altri che non siano METEORE DEL CALCIO COLLOVATI D’AMICO DOSSENA ma per favore

    • akio 17 giugno 2012 / 15:06

      si nascondono dietro i grandi ascolti come se fosse merito di telecronisti e opinionisti!

  3. ConteMax 12 giugno 2012 / 11:08

    Ciao Akio: ho potuto seguire pochissimi, finora degli Europei, ma quel poco mi è bastato e mi fa essere DECISAMENTE d’accordo con te. Ne azzeccassero una, almeno per sbaglio: direi che la squadra Rai è un mix di incompetenti e “piacioni”, conditi da qualcuno probabilmente più rincoglionito del sottoscritto (che almeno fa un altro mestiere, senza massacrare i timpani dei malcapitati….)

    • akio 12 giugno 2012 / 13:45

      è come diciamo roma un pianto amaro. non sono voluto entrare nel dettaglio dei singoli perchè è davvero un festival degli orrori che a me personalmente non fa ridere per niente. in alcuni casi la piacioneria di cui parli rasenta la mancanza di professionalità e questo è inaccettabile da un retribuito rai.

  4. viga1976 12 giugno 2012 / 08:47

    Fosse solo un problema della Rai,vai a fare un giro sulle reti locali,parlo della lombardia,ci sono dei casi umani che più umani non si può

    • akio 12 giugno 2012 / 13:46

      da quello che ho visto sul web a blob e su qualche circuito locale che ritrasmette le vostre tv locali, in lombardia state messi peggio che nel lazio in quanto a casi umani televisivi presenti nelle trasmissioni “sportive”

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