‘Sto classico e Quello che (non) ho, per me pari sono

Caro direttore di Italia 1 Luca Tiraboschi, come controreazione alla delusione che mi ha provocato la tv di qualità di Fazio e Saviano, ieri sera ho abbassato il livello delle mie pretese televisive e mi sono accontentato del livello di ‘Sto Classico, la serie di parodie letterarie che hai deciso di regalare al pubblico di Italia 1. Ieri avete messo in burla l’Odissea. E’ inutile dire che il primo pensiero è corso subito a Biblioteca di Studio Uno, storica trasmissione della Rai in bianco e nero con il Quartetto Cetra e i principali attori e personaggi della tv di allora. Il secondo pensiero è andato ai Promessi Sposi rivisitati dal Trio Solenghi-Marchesini-Lopez. Poi però, con il trascorrere dei minuti, il pensiero è andato alla Premiata Ditta e alle parodie di Buona Domenica. ‘Sto Classico Odissea non mi ha strappato un sorriso e non mi ha fatto nemmeno lontanamente pensare alla possibilità di una risata. Ecco arrivare le ulissine-coloradine, svestitissime e provocanti, che si accoccolano ai piedi di Zeus (Andrea Pucci) e lui le ricopre di allusioni sessuali e battute da bar. Le scenografie sono identiche a quelle di una recita di una scuola elementare di periferia. Le canzoncine riadattate nei testi sembrano uscite dal concorso “analfabeti è bello!”. Nei panni di Penelope c’è una delle grandi promesse del cinema italiano, l’attrice Nicoletta Romanoff, che dà il massimo nelle scene girate tipo Verdetto finale in cui chiede al giudice il divorzio da Ulisse (lo studio della causa di divorzio funge da studio centrale da cui partono i collegamenti con i vari capitoli del poema da voi riadattato). C’è una provocantissima Calipso (Giulia Elettra Gorietti) che si spalma su Ulisse. C’è una cantilenante Maga Circe (Juliana Moreira) che tratta Ruffini-Ulisse peggio del Gabibbo. Nei panni di re Alcinoo c’è Marco Balestri, il migliore nel farmi rivivere le inconsistenti atmosfere delle parodie di Buona Domenica. Sarebbe giusto fare l’elenco di tutti i personaggi e degli interpreti di questo kolossal di cartapesta, così da poterne marchiare per sempre i curriculum, ma non me la sento di arrivare ad un tale livello di crudeltà. Anche perché, la tv vissuta da telespettatore è fatta di stati d’animo individuali e di momenti in cui la predisposizione alla visione è sorprendentemente superiore al livello dello spettacolo offerto. Caro direttore di Italia 1 Luca Tiraboschi, dunque non sorprenderti troppo se ti dico che tutto sommato io non ci vedo tutte queste differenze tra ‘Sto Classico e Quello che (non) ho. Entrambi sono due kolossal del riassunto. Uno in forma burlesca-infantile e l’altro in forma seriosa-infantile. Entrambi puntano sulla forma e sui protagonismi dei protagonisti a scapito del contenuto; solo che ‘Sto Classico per definizione non ha pretese mentre Quello che (non) ho per definizione è pretenzioso. Entrambi dopo averli visti una volta non li vedrò più.

6 risposte a "‘Sto classico e Quello che (non) ho, per me pari sono"

  1. Conte Max 16 maggio 2012 / 13:02

    Mi ero lasciato ritentare da Fazio & Saviano, confesso….(v. commento al post di ieri)

  2. liberamente80 16 maggio 2012 / 10:53

    io proprio non ce la faccio a leggere tutto il post.
    Mi sono fermata a “Ecco arrivare le ulissine-coloradine, svestitissime e provocanti, che si accoccolano ai piedi di Zeus (Andrea Pucci) e lui le ricopre di allusioni sessuali e battute da bar”
    non ce la posso fare…

    Ieri mi sono guardata 1 puntata delle mie 3 serie preferite… addormentandomi tutta soddisfatta…

    🙂

    • akio 16 maggio 2012 / 14:56

      liberamente… non preoccuparti non me la prendo e ti comprendo

  3. viga1976 16 maggio 2012 / 09:59

    il livello della comicità coloradiana e dello zelig non permette di cimentarsi nei terreni difficili della parodia.Ma a essere sinceri nemmeno nelle gare dei battutari da bar eh!

    ps.ieri sera ho rivisto un grande film dimenticato:La ballata del boia.Film con Manfredi nella spagna franchista che suo malgrado si trova a fare il boia.Tieni conto che questo è un minore,mo gli dedicherebbero spazi su spazi da Strazio e Sioniano

    • akio 16 maggio 2012 / 14:55

      la ballata me lo sono segnato non lo conoscevo! sei una fonte inesauribile!

    • akio 16 maggio 2012 / 15:03

      inoltre il tuo commento completa bene il mio concetto che ho ribadito anche nei commenti del post precedente. un film come quello che segnali tu punta sulla forma (certamnete) ma analizza, racconta e dà anche suggestioni su uno, al massimo due temi. una trasmissione televisiva di alto profilo non può tentare di avvicinarsi alle modalità espressive di un media come il cinema ma può imparare dal cinema che il contenuto deve essere uno (due al massimo)

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