Fazio e Saviano e l’arte dell’accenno

Cari Fabio Fazio e Roberto Saviano, se un’aspirante Miss Italia osa dire che vorrebbe la pace nel mondo viene derisa, se lo dite voi è cultura, impegno civile e televisione di qualità. Ieri al termine della prima puntata di Quello che (non) ho su La7, ho rivalutato i messaggini inviati dalle aspiranti Miss Italia durante l’esame di cultura generale a cui le sottopone la giuria. Tu caro Fabio Fazio, durante il TgLa7 di Mentana, hai detto che il programma vuole essere l’officina della parola. Dunque l’intento principale è quello di scegliere una parola, sviscerarne il significato e restituirle la dignità ed il valore che merita. Arrivano attori, scrittori, registi e portano la loro paginetta sulla parolina che hanno scelto. Caro Roberto Saviano, ad intervallare i pensieri sulle parole ci sono i tuoi due monologoni sulla crisi economica e sulla strage di Beslan. Luciana Littizzetto e Paolo Rossi presentano i loro temini a piacere, decisamente insufficienti per una serata annunciata come “evento” (ma lo sarebbero stati anche per la Festa dell’Unità). La prima puntata di Quello che (non) ho è stata un frullato in cui avete mescolato alla rinfusa temi come la violenza sulle donne, i suicidi degli imprenditori strozzati dalla crisi, il potere della criminalità organizzata, le attese di un padre per la nascita del figlio, la guerra in Bosnia. Ma il vero punto che ritenete forte del vostro format televisivo è l’accenno. I grandi temi che non ritenete sufficientemente degni di essere trattati dai monologoni di Saviano o dai pensierini degli ospiti, voi li liquidate con l’accenno. A voi basta accennare a questo o a quello per trattare un argomento, forti della credibilità del sottinteso che alimentate con i vostri ghigni degni del più classico “famose a capì”. Così non resistete alla tentazione di tornare al trucchetto che ha fatto la fortuna di Vieni via con me (Rai 3) usando il metodo degli elenchi strappa applausi ad ogni frase, ad ogni parola. Il frullatore frulla. E poi ci siete voi, la coppia Fazio e Saviano, che non nasconde al pubblico la propria soddisfazione e con le espressioni del volto e con il linguaggio del corpo dice al pubblico quanto è fortunato ad essersi sintonizzato sul vostro programma televisivo di alto profilo, sembrate dire loro: “siamo proprio i più bravi… ma queste cose in televisione chi ve le dice?… ma vi rendete conto che cose importanti stiamo dicendo… questa si che è grande televisione… alla faccia di quelli che non ci vogliono… alla faccia di quelli che non ci capiscono… alla faccia di quelli a cui siamo antipatici…”. Cari Fabio Fazio e Roberto Saviano, l’accenno e la superficialità con cui trattate i temi che mettete nel frullatore è il vero ingrediente segreto della tv che fate in coppia. Chi si trova a fare un resoconto della puntata non può non fare l’elenco lunghissimo di tutti i temi straordinariamente importanti che, anche solo con una parola, sono stati trattati, pardon, citati, ma che dico citati, accennati. Il tema della fame del mondo probabilmente lo tratterete stasera o domani. Spero solo che ci sia anche una ex Miss Italia a parlarne. Cari Fabio Fazio e Roberto Saviano, in conclusione del post vi lascio il mio deluso live twitting di ieri sera. Ovviamente stasera e domani cominciate pure senza di me tanto io non vi raggiungo.

pare sia vietato parlare male di #qchenonho prima della messa in onda. Quindi vi do appuntamento alle 21 e 11.

#qchenonho è un dizionario ragionato delle parole più usate dagli italiani in questo momento: Bip! Bip! Bip! Un programma da bollino rosso.

non si accettano scommesse sul titolo del prossimo libro di Roberto Saviano #qchenonho

quanto durerà #qchenonho al netto degli applausi?

il pensiero che non farà dormire Pierluigi Bersani stanotte: #qchenonho è Roberto Saviano da contrapporre a Beppe Grillo

Francesco Facchinetti ospite di Scherzi a parte: #qchenonho Ti piace vincere facile?

alla Rai saranno felici senza tentennamenti e incondizionatamente di come Fazio ha presentato Saviano #qchenonho

una parola per #qchenonho: sonno

Elisa, bella tenda #qchenonho

Pietà per il povero applausometro di #qchenonho !

Come si usano le parole in tv? Se a #qchenonho arrivano Dario Fo, Giorgio Albertazzi e Marco Paolini lo sapremo.

Luciana Littizzetto, un’Amica di Maria De Filippi a #qchenonho

dopo #qchenonho sono finiti i 15 minuti della coppia Fazio&Saviano proprio come la coppia Fazio&Baglioni dopo il successo di Anima mia

mi sono perso Chiamami aquila con John Belushi su Rai Movie per guardare #qchenonho . L’unica parola che mi viene è stupido!

se un’aspirante Miss Italia dice di volere la pace nel mondo viene derisa, se lo dice #qchenonho è cultura e tv di qualità.

7 risposte a "Fazio e Saviano e l’arte dell’accenno"

  1. akio 17 maggio 2012 / 08:28

    Akio, ieri sera (meglio tardi che mai…) ho guardato Quello che (non ) ho. Che dire? Lungo e discontinuo. Dal grande Magris mi sarei aspettata di più, la Littizzetto – giuste le doppie? – non sa più sorprendere perché è incapace di andare oltra la consueta volgarità, qualche altro era così così….eppure, alla fine, mi sono detta che era valsa la pena di stare sveglia fino a tardi. Saviano , sul quale ti ho già espresso le mie riserve, ha toccato temi drammatici senza troppa retorica, facendo intervenire due testimoni credibili di spaventose tragedie. Peccato che l’intervento del cinese sopravvissuto al lager sia stato collocato verso la fine, quando una parte degli spettatori forse non c’era più. E poi, last not least, due grandi: Paolini, che non delude mai di qualsiasi cosa parli (e poi io amo i treni!) ed Elisa. Il suo Hallelujah, che peraltro già conoscevo, mi ha dato letteralmente i brividi. E non è certo per campanilismo (Monfalcone è a due passi da Gorizia) che la considero, e non da oggi, la voce femminile più emozionante e la personalità più talentuosa nel panorama musicale italiano. L’ho fatta lunga, scusami. Ciao!

  2. Conte Max 16 maggio 2012 / 13:01

    Ciao Akio, riparto da qui dopo alcuni giorni di “non tempo”. Ho seguito entrambe le puntate, e devo dirti che Fazio è sempre il solito, sa come lisciare il pelo ad un certo culturame più sensibile, ma non si azzarda mai a fare il contropelo; Saviano -oltre la notevole affermazione di Sergio Calamandrei che ho letto qui sopra, grazie!- è quanto di meno televisivo possa esistere, a seguirlo in video fa venire mal di mare. L’idea in sè è stimolante, ma come dici tu resta in superficie, è un po’ come avere in mano mille pezzette colorate pretendendo che da quelle tu capisca come potrà essere la facciata di un palazzo, mentre tu vorresti vederne gli interni.

    A margine: Elisa è una delle più brave interpreti italiane di sempre.

    • akio 16 maggio 2012 / 14:59

      comicio da elisa! (mi piace molto ma da sempre si concia in modi assurdi!)
      riguardo a quello che (non) ho hai ben sintetizzato il mio pensiero. non pretendo che saviano impari come si tiene la scena da paolini ma almeno come si tratta un solo tema quello potevano farlo. il format frullatore è deludentissimo.

  3. Sergio Calamandrei 15 maggio 2012 / 16:30

    Concordo, caro Akio.
    Tra l’altro, parlando del linguaggio del corpo, mi ha stupito vedere quante volte Saviano passa l’indice lungo il labbro superiore. Non l’avevo notato altre volte. Non è un segnale molto positivo. Il linguaggio del corpo ha molte sfumature e non bisogna giungere a conclusioni affrettate, ma quel gesto viene talora usato da chi non racconta tutto quello che sa. Strano che nessuno di quelli che lo assistono glielo abbia fatto notare.

    • akio 15 maggio 2012 / 16:49

      ciao sergio! grazie per il tuo contributo tecnico. avevo notato quel gesto ma non ne conoscevo il significato. a me il programma non è piaciuto per niente anche il reso oltre a quello che ho scritto nel post mi è sembrato decisamente standard (per un programma che ha l’ambizione di essere di alto livello). ottima la scenografia.

  4. viga1976 15 maggio 2012 / 08:39

    peggio dell’ignoranza ci sono i mistificatori,i profeti un tanto al chilo e gli eroi di carta.Tutte cose che non ho,perchè non guardo nè leggo strazio e sioniano

    • akio 15 maggio 2012 / 15:55

      ad esempio la storia della distruzione e ricostruzione del ponte di mostar raccontata da erri de luca. paolini ci avrebbe fatto uno spettacolo di 3 ore da mozzare il fiato partendo dai fatti e raccontandoli in tutte le loro sfumature e avrebbe così lasciato un segno, raccontato un evento, la guerra, le persone coinvolte. fazio e saviano hanno solo buttato nel calderone televisivo una serie provocazioni che chiamano suggestioni senza andare un briciolo oltre il proprio naso di personaggi televisivi.

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