Io e la Rai senza l’Italia al mondiale di calcio Russia 2018

Cara presidente della Rai Monica Maggioni, la nazionale italiana di calcio allenata da Giampiero Ventura non si è qualificata per partecipare al Campionato del Mondo di Calcio Fifa 2018 che si terrà in Russia (eliminata dalla Svezia ai play-off).

Chi dice che il Paese ha problemi ben più grandi e che non si tratta di una tragedia ha ragione. Però c’è un però. I mondiali di calcio sono nella memoria collettiva nazionale da sempre.

Oggi si scriveranno fiumi di byte per commentare questa esclusione. Si perché anche come tale sarà vissuta a giugno e luglio 2018 quando vedremo le altre squadre entrare in campo e cantare i loro inni nazionali. Ho iniziato a vedere in tv i mondiali di calcio nel 1970. Avevo 6 anni e ne ho un solo emozionante ricordo: io e papà insieme sul divano verde. Poi negli anni ho rivisto le partite più emozionanti e deludenti di quella mia prima volta: Italia-Germania 4 a 3 e Brasile-Italia 4-1. Ricordo bene i mondali del ’74: tifavo Italia e provai una profonda delusione all’eliminazione al primo turno della squadra allenata da Valcareggi ma da giovane calciatore trovai subito una squadra per cui tifare davanti alla tv: mi innamorai dell’Olanda di Johan Cruijff. Davanti alla tv ho vissuto le emozioni della bellissima Italia del mondiale in Argentina nel 1978. Ero un quattordicenne in piena attività di giovane calciatore che mangiava pane e pallone e quella prima squadra di Enzo Bearzot mi faceva sognare. E quando quattro anni dopo quel sogno è diventato realtà e l’Italia ha vinto il Mundial Spagna ’82, io avevo 18 anni anni e l’ho vissuto come un grande evento da festeggiare in famiglia, con gli amici, nelle piazze e di cui andare orgoglioso perché avevamo vinto meritatissimamente contro ogni pronostico e battendo le squadre favorite e zeppe di campioni che giocavano nel campionato italiano come Argentina, Brasile e Germania. Ho sofferto davanti alla tv nel 1986 quando la Francia di Platini ci fece fuori. Ho vissuto davanti alla tv tutte le notti magiche di Italia ’90 e la delusione dopo i rigori sbagliati da Roberto Baggio nella finale del 1994 contro il Brasile e da Gigi Di Biagio ai quarti di finale contro la Francia nel 1998. Ero tra i tantissimi milioni di italiani che davanti alla tv hanno inveito contro l’arbitro ecuadoriano Byron Moreno per l’eliminazione dell’Italia contro la squadra di casa ai mondiali del 2002 in Corea del Sud. Da adulto ho vissuto con un entusiasmo maturo la vittoria del 2006 e le delusioni del 2010 e del 2014. Per ognuna delle edizioni di questi mondiali dal 1970 a ieri ho un ricordo personale e di memoria collettiva. E quei ricordi li ho perché ho visto i mondiali in tv, una esclusiva da sempre della Rai Radio Televisione Italiana. Sto leggendo le prime cifre di quanto inciderà dal punto di vista economico questa non partecipazione a Russia 2018. Nei prossimi giorni la Rai ci dirà quale sarà la sua strategia per l’acquisto dei diritti di questa edizione che, senza la nazionale italiana, diventa dal punto di vista televisivo un appuntamento molto meno atteso dal pubblico italiano più vasto, quello che vive l’evento come un rito che poi diventa memoria collettiva. Cara presidente della Rai Monica Maggioni, senza Italia a Russia 2018 la Rai perde, non per sua colpa, anche quel ruolo di punto di riferimento nella memoria collettiva nazionale. Ci sarà un buco incolmabile nella mia memoria collettiva personale come in quella di milioni d’italiani. Il racconto che la Rai farà del prossimo campionato mondiale di calcio senza la presenza della maglia azzurra dell’Italia non potrà che avere il sapore del racconto che non ci appartiene perché ne siamo esclusi come protagonisti. La Rai ovviamente acquisterà i diritti per una parte delle partite da trasmettere in chiaro e molti appassionati di calcio le vedranno nelle serate estive senza alternative in tv. La Rai avrà i suoi inviati, le sue trasmissioni, i suoi dibattiti sull’evento sportivo più importante al mondo insieme alle olimpiadi ma non riuscirà nell’impresa impossibile di far appassionare i telespettatori italiani che, per la prima volta dopo 60 anni, non vivranno le notti mondiali tutti uniti a tifare Italia. Cara presidente della Rai Monica Maggioni, mi auguro solo che i soldi che risparmierete per l’acquisto ridotto dei diritti tv di Russia 2018 senza l’Italia, serviranno per offrirci programmi televisivi nuovi e interessanti; per me sarebbe una non magra consolazione.

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