L’importanza di cameraman e montatori nei servizi giornalistici televisivi: il ringraziamento di Manuela Iatì per l’inchiesta Pubblico Spreco di SkyTg24

Cara direttore di SkyTg24 Sarah Varetto, mercoledì hai trasmesso in prima serata l’inchiesta Pubblico Spreco (sul canale 27 del digitale terrestre in replica oggi alle ore 15 e domani alle ore 18) con la quale hai provato a fare il punto su un classico del giornalismo italiano: lo sperpero di denaro pubblico a livello nazionale e locale.

L’inchiesta ha preso come esempi: i gettoni di presenza dei membri delle commissioni dei comuni di Priolo e Gela, in Sicilia; gli effetti della cartolarizzazioni volute dal ministro Giulio Tremonti e dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, come ad esempio il caso dell’Inail che ha prima venduto, poi preso in affitto ed infine ricomprato lo stesso palazzo per la sua sede nel quartiere Prati di Roma; il mancato impiego dei fondi europei da parte del Comune di Napoli; i lavori per le paratie del Lago di Como che proseguono a rilento (costo raddoppiato); le dieci varianti in sei anni per la nuvola di Fuksas (arriverà a costare tutto compreso quasi 500 milioni di euro), il fiore all’occhiello del nuovo polo congressi di Roma. Tra i servizi/inchieste che fanno parte dello Speciale Pubblico Spreco quelli che mi sono piaciuti di più sono i due firmati da Manuela Iatì: il primo su Calabria Verde, l’azienda con cui la Regione Calabria ha messo insieme le numerosissime risorse umane forestali e il secondo sul Policlinico di Catanzaro. Manuela Iatì ha saputo documentare l’impiego delle risorse economiche e la sottoutilizzazione del personale non solo con precisione giornalistica ma anche con una sottile e concreta ironia che ha provocato negli interlocutori reazioni esilaranti.

Eccola intervistare il direttore generale dell’Azienda Calabria Verde il quale risponde “ma cosa sta dicendo!?!” alle puntuali osservazioni della Iatì che al culmine della sollecitazione sui fatti (alcuni tra il personale dell’ex comunità montana ammettono di essere pagati per non fare niente) tira fuori l’IPad e dice al direttore generale:

“da cittadina, vado sul sito Calabria Verde, clicco su amministrazione trasparente, vado su personale, vado su dotazione organica ed ecco cosa mi esce: torna al precedente”. Senza aspettare un secondo il direttore generale di Calabria Verde risponde: “Perché il sito è in allestimento!”.

Sto ancora ridendo.
Non sono d’accordo con il follower Facebook della Iatì, tale Mino Forte, che ha alimentato questo botta e risposta con la giornalista:

Mino Forte: su Calabria Verde mi aspettavo qualcosa in più…come al solito ne escono a pezzi i lavoratori…una vecchia storia che ormai non regge…

Manuela Iatì: Non so cosa tu abbia visto, Mino Forte. Ti sei forse perso la discussione col direttore? O i lavoratori che dicono che non lavorano perché non danno loro da lavorare? O il sindacalista che spiega perché gli operai forestali sono tenuti a valle anziché essere impiegati sul territorio? O ancora l’ex consigliere regionale Mimmo Talarico che spiega perché da sempre questi impiegati sono usati come bacino di voti? Ecco, se mi dici cosa ti sei perso posso rispiegartelo..

Mino Forte: …non ho bisogno di spiegazioni, conosco la storia a menadito…così com’è stato confezionato non mi ha soddisfatto…e poi questo è l’ennesimo reportage sul tema…sembra un copia/incolla…posso dirlo o no?

Manuela Iatì: Certo, sig. Forte, può dire quello che vuole. Anche se parlare di copia/incolla su un servizio che racconta una azienda nuova e che soprattutto intende non mettere in cattiva luce i lavoratori, ma mettere in luce la mala gestione che li riguarda (visto che servirebbero come il pane a una regione come la Calabria, se solo fossero usati)… Beh, allora mi lasci dire che l’unico copia incolla che vedo è il suo, rispetto a vecchi giudizi dati su servizi che affrontano questa tematica (che poi, ho solo raccontato la realtà, ciò che ho trovato e che mi è stato detto dagli stessi impiegati. Oltre al fatto che ogni tematica può essere anche trattata più volte, bisogna vedere come la si tratta e il taglio che si dà al servizio. Ma – ripeto – pensi e dica ciò che ritiene).

Mino Forte: …la chiudo qua…complimenti per il reportage.

Manuela Iatì: Buonanotte.

Cara direttore di SkyTg24 Sarah Varetto, continua a fare inchieste “copia/incolla” come Pubblico Spreco perché c’è tanto bisogno di non dare per scontato quello che non deve essere dato per scontato e che è uno dei mali più gravi di questo Paese, ovvero, quelli che dicono “E dov’è la novità? E’ così che funziona in Italia!”. Con l’occasione mi congratulo con Manuela Iatì anche per i ringraziamenti che ha rivolto ai cameraman e ai montatori che hanno lavorato con lei in questa occasione:  

I nostri reportage non potrebbero “nascere” senza i cameramen e i montatori. Quindi innanzitutto grazie (anche per la pazienza..😁) ad Adriano Palombo, Franco Cufari ed Enrico Falcone che sono bravi bravi bravi (lo dico non solo perché voglio loro bene!) e per le mie due non facili inchieste di ‪#‎PubblicoSpreco lo sono stati ancora di più…!! 

Il lavoro di cameraman e montatori è parte integrante del video-giornalismo ed è giusto che un giornalista lo valorizzi come ha fatto in questo caso Manuela Iatì condividendo con loro il successo dell’ottimo prodotto fatto insieme.

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