La Effe e l’estate in prima visione, segno di attenzione e rispetto per i telespettatori

Caro direttore di LaEffe Riccardo Chiattelli, trasmettere delle prime visioni tv interessanti in estate è sempre un segno di rispetto nei confronti del pubblico televisivo.


Anche questa estate nei hai offerte molte al pubblico di La Effe (canale 50 del digitale terrestre): dal cinema d’autore alla qualificata programmazione di documentari.

Mi è piaciuto The Summit K2 il film-documentario di Nick Ryan che racconta una delle più drammatiche ascese al K2 terminata  con la morte di 14 scalatori sui 25 che componevano la spedizione del 2008 passata alla storia come “Il disastro del K2”. Una prima visione estiva di grande intensità e qualità (vincitore del premio per il miglior montaggio al Sundance Film Festival). Ieri, in prima visione tv, è iniziata la seconda serie di 360 giorni in viaggio, (28 puntate firmate da Artè in onda dal lunedì al venerdì alle 16.50), che racconta con un taglio molto interessante popoli e culture attraverso piccole storie di persone e personaggi. La prima puntata ha raccontato la storia di Ianis, commerciante ambulante della regione di Latgale in Lettonia. I 50 minuti del documentario sono volati sulle ali di quel furgoncino con cui Ianis raggiunge gli abitanti che vivono nelle zone più remote di quella regione e che, non avendo l’auto o non essendo in condizioni di muoversi, si riforniscono da lui per tutto: dagli stivali di gomma per la pioggia ai viveri. Un racconto tanto semplice quanto interessante. In ogni microscopico villaggio dove arriva il furgoncino di Ianis, la troupe si ferma per raccogliere un racconto, una testimonianza, da parte degli abitanti di questo pezzo d’Europa così lontano dalla nostra realtà e così ancora fortemente legato alla storia del ‘900. Nelle prossime puntate, 360 giorni in viaggio vedrà come protagonisti: un postino dell’Himalaya, i Bush Pilots che si muovono solo in aereo nell’estremo nord del Canada, i sommozzatori del Triangolo delle Bermuda, gli allevatori di selvaggina in Siberia, la squadra di calcio femminile delle contadine delle Ande in Perù, i minatori che estraggono zaffiri in Madagascar. Caro direttore di LaEffe Riccardo Chiattelli, 360 giorni in viaggio è una serie di documentari che avresti potuto tranquillamente lanciare come “prima tv autunnale”, aver scelto di proporla al pubblico in pieno agosto, dovrebbe essere di esempio per i tuoi colleghi direttori delle reti più importanti che considerano l’estate come una stagione televisiva di serie B, solo perché non fa i grandi numeri di audience e di raccolta pubblicitaria. Speranza vana, i direttori delle cosiddette emittenti televisive più importanti non troveranno mai il tempo per guardare La Effe; rischierebbero di rendersi conto di quanto il loro lavoro sia tempo televisivo sprecato.

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