Vincenzo Venuto: un errore ingabbiarlo in uno studio televisivo.

Caro Vincenzo Venuto, ti sei preso una pausa dalla conduzione dinamica in esterni di Missione Natura (su La7) per affrontare le insidie della conduzione statica nello studio di Alive – Storie di sopravvissuti (su Retequattro, il mercoledì alle 21.15). Chi è abituato a vederti al centro dell’azione nei luoghi più incredibili a contatto con gli animali e le bellezze naturali avrà qualche perplessità nel vederti fare il lanciatore di servizi. Alive – Storie di sopravvissuti appartiene al genere dei programmi tipo Real Tv dove le immagini amatoriali di un disatro, un incidente, una tragedia, un evento atmosferico eccezionale, vengono vivisezionate al rallenty e riproposte fino all’esaurimento delle forze del telespettatore. Ovviamente, l’ideatrice del programma Simona Ercolani sarà convinta che Alive – Storie di sopravvissuti è diverso da tutti gli altri real-action show.

Il programma racconta, attraverso filmati originali integrati da ricostruzioni e testimonianze dei protagonisti, le storie di chi ha rischiato di morire ma è sopravvissuto. La prima storia che è stata quella di un ragazzo lanciatosi da una scogliera e rimasto per 45 minuti in balia del mare in burrasca prima di essere salvato dall’elicottero a cui erano rimasti solo 15 minuti di carburante. Immagini straordinarie ed intense che hanno retto bene per tutta la durata ad esse dedicata. Dopo, avete dato spazio ad un paio di servizi flash. Una sequenza di uno skaters che dal marciapiede finisce sotto una macchina e ne esce illeso e quella di un bambino appeso ad una seggiovia con sotto un vuoto di 10 metri che si salva perché le persone che erano con lui sono riuscite a tenerlo fino a quando la seggiovia è riuscita a fare retromarcia e tornare alla base di partenza. Proprio come a Real Tv, i servizi flash servono da contorno per le storie più intense e con le immagini più spettacolari che però rischiano di far piombare qualsiasi trasmissione in uno dei baratri dell’intrattenimento televisivo: l’allungamento del brodo. E’ il momento dell’auto guidata da una ultra ottantenne che ne perde il controllo e va a schiantarsi violentemente contro una vetrina travolgendo una famiglia che passeggiava sul marciapiede. Le immagini sono decisamente impressionanti: si vedono volare due persone colpite dall’auto e un uomo con un bambino in braccio spiaccicarsi contro la vetrina di un negozio rimanendone illesi. Danni seri per le prime due persone colpite (genitori e nonni dell’uomo e del bambino spiaccicati contro la vetrata). La storia è forte ma le immagini reggono meno rispetto a quelle del ragazzo in balia delle onde, eppure voi le espandete ripetendole in continuazione e tu giustifichi la tua presenza di conduttore facendo il moviolone dell’incidente. Eccoti mentre mostri il filmato al rallenty sulla tavoletta. Spieghi che il bambino si è salvato perché il padre istintivamente lo ha chiuso in un guscio come fanno i giocatori di rugby con la palla prima di essere attaccati dagli avversari e questo perché l’uomo è stato un giocatore di rugby. La voce fuori campo (Ughetta Lanari di Sfide, così sembra sempre che stia per arrivare Roberto Baggio da un momento all’altro) ci dice che i nonni non se la sono cavata bene e capiamo che hanno riportato seri danni ma la trasmissione si chiama Alive – Storie di sopravvissuti e la storia si conclude con le immagini da favola del bambino cresciuto che corre felice in un parco giochi. Caro Vincenzo Venuto, Alive – Storie di sopravvissuti è la classica trasmissione estiva da una botta di telecomando e via, inadatta alle tue caratteristiche di conduttore sul campo. Vincenzo Venuto è quello a cui manca il fiato mentre scala una montagna per raggiungere un’aquila; quello che bisbiglia a pochi centimetri da un coccodrillo pronto ad azzannarlo; quello che prende per la testa un serpente e poi gli dà un bacino. Non un moviolista di incidenti automobilistici. Ai tuoi tanti fan non resta che sperare in una estate ricca di repliche di Missione Natura.

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