Con Armi del futuro DMax risolve il problema dell’insonnia: non ti addormenti più.

Caro direttore di DMax Laura Carafoli, sabato alle 2.30 mi sono svegliato e, non riuscendo più a prendere sonno, ho acceso la tv. Ho seguito la rassegna stampa di TgCom24 fino al momento in cui hanno letto la notizia “Grillo: Al Qaeda bombardi Roma”. A quel punto per riprendere il sonno interrotto avevo bisogno di qualcosa di meno esplosivo e per un meno errore ho premuto il pulsate del canale successivo a TgCom24 finendo su DMax dove andava in onda il programma Armi del futuro condotto dall’ex Navy Seal Usa Richard “Mack” Machowicz. Il signor “Mack” non è solo un cultore della materia è soprattutto un amante della materia nel senso che con le armi che presenta ci andrebbe anche a dormire. Eccolo mentre spara ad un manichino che indossa l’ultimo ritrovato in fatto di giubbotto antiproiettile. La soddisfazione per la resistenza del prodotto gli procura una goduria che quantificata dall’espressione del volto può solo lontanamente farci capire la goduria che stanno provando tutte le altre parti del suo corpo che non ci vengono mostrate.

“Mack” ci spiega che quando si è in una azione di guerra, poter indossare un giubbotto come quello garantisce una serenità operativa che consente al soldato di concentrarsi solo sull’obbiettivo principale: uccidere l’avversario. Ecco “Mack” mentre ci presenta il nuovo sistema antimissile messo a punto dagli Usa contro i sempre più possibili attacchi da parte dei cosiddetti “stati canaglia”. Accarezza la rampa di lancio come se fosse una bella automobile di lusso e poi ammira l’effetto delle prove di neutralizzazione missilistica, sempre con quell’aria soddisfatta di soldato che si sente invulnerabile grazie a queste dotazioni a suo modo di vedere “straordinarie”. Caro direttore di DMax Laura Carafoli, tu mi dirai ma caro Akio non volevi riprendere sonno? E allora perché non hai cambiato canale mettendo su una bella televendita di quadri che in un lampo ti saresti addormentato? Caro direttore di DMax Laura Carafoli, è più facile a dirsi che a farsi. Provaci tu a svegliarti in piena notte, guardare per dieci minuti Armi del futuro e non restare intrappolato negli effetti devastanti delle esplosioni, dei bombardamenti, degli spari mitraglianti, delle fiamme altissime di un inferno simulato ma così realistico che ti senti John Rambo. E John Rambo non dorme mai! Arieccolo! “Mack”, ora impugna un mitragliatore lanciagranate. Una macchina potentissima di cui mostra orgoglioso uno dei proiettili dirompenti. E spara, spara, spara contro una sagoma di carro armato. Aspetta che le lamiere siano meno incandescenti per poterle vivisezionare mostrandoci il punto in cui balisticamente sarebbe arrivata la testa del soldato all’interno del carro armato. Caro direttore di DMax Laura Carafoli, quando alle 3.30 sono partiti i titoli di coda di Armi del futuro era davvero tardi per riprendere un sonno profondo e ho sonnecchiato fino al momento di alzarmi per uscire a fare colazione e comprare il giornale dove campeggiava la notizia “Grillo: Al Qaeda bombardi Roma” che a quel punto, dopo la notte trascorsa guardando Armi del futuro, mi è sembrata un banale fuoco di paglia. Caro direttore di DMax Laura Carafoli, per te che sei anche direttrice di Real Time non è una novità mettere in palinsesto programmi televisivi brutti o molto brutti. Però almeno potreste usare una classificazione più adeguata al contenuto dei vostri programmi. Armi del futuro ad esempio lo classificate come un programma della tematica “tecnologia” e invece è un programma della tematica “guerra”.

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