Il caso Schwazer a botta calda e a botta fredda

Caro direttore di TgCom24 Mario Giordano, una rete all news, sulle breaking news ci campa. Le lancia e le rilancia in continuazione in modo circolare fino a sfinire il telespettatore più interessato. Il caso doping di Alex Schwazer è piombato nella tua redazione in pieno agosto e durante un evento planetario come le Olimpiadi di Londra 2012. Ci sono tutti gli elementi per sviscerare la notizia fino all’ultima virgola. E tu lo stai facendo, bene o male; più male che bene. Ieri è stato il giorno della conferenza stampa shock in cui Schwazer, a testa bassa e in lacrime, ha espiato pubblicamente la sua colpa davanti alle telecamere di tutto il mondo. Per lui è stato un rito liberatorio, per i media un capitolo importante, ma di certo non l’ultimo, di questa bruttissima storia. Quella conferenza stampa tu l’hai vivisezionata, centellinandola secondo le esigenze delle continue edizioni del tuo tg intervallate da spot e previsioni del tempo. A distanza di pochi minuti, da un’edizione all’altra hai inserito nuovi frammenti filmati e li hai chiosati con dei servizi “a tema” confezionati dalla redazione. Quello che ho trovato più significativo è stato il servizio sulle lacrime di Schwazer abbinate a quelle che, ci dice la tua giornalista, avrà versato la sua fidanzata Carolina Kostner pensando al segreto che Schwazer custodiva. Un servizio che si è concluso invitandoci a riflettere sul fatto che non conosciamo mai fino in fondo le persone che abbiamo accanto. Filosofia pura al servizio del giornalismo di consumo. Caro direttore di TgCom24 Mario Giordano, tra qualche giorno la breaking news “Schwazer dopato” per te diventerà una notizia di archivio mentre per molti tuoi colleghi sarà solo l’inizio di un duro lavoro di tessitura e riconfezionamento. Le redazioni di programmi come La vita in diretta, Pomeriggio Cinque e Italia sul Due, sono fisicamente in vacanza ma con la mente stanno già escogitando di riproporre il caso Schwazer all’apertura della nuova stagione televisiva. Certo, non essere in onda in questo momento priva quei programmi dell’intensità emotiva data dal dramma interiore di Schwazer da servire a botta calda, ma la notizia ha avuto troppa presa sul pubblico per non pensare di servirla anche tra un mese a botta fredda. E i tuoi servizi ridondanti sul caso Schwazer tra un mese mi sembreranno da premio Pulitzer in confronto alle discussioni televisive del pomeriggio. Caro direttore di TgCom24 Mario Giordano, l’atleta Schwazer è finito e l’uomo Schwazer avrà seri problemi ad intraprendere il sogno di una vita normale, soprattutto se si farà risucchiare dal vortice televisivo che vorrà ancora raccontare la sua storia. Ma questo ormai non riguarda più una rete all news come la tua che tra un mese brucerà in un lampo chissà quale altra breaking news.

2 risposte a "Il caso Schwazer a botta calda e a botta fredda"

  1. ConteMax 10 agosto 2012 / 07:58

    Iene schifose affamate di sangue. Meglio ancora se “aromatizzato”.

    • akio 10 agosto 2012 / 08:50

      e lo ritireranno fuori in lacrime ogni volta che ci sarà in giro un nuovo dopato illustre. per sempre.

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