Londra 2012: le mie terze olimpiadi da blogger televisivo

Caro direttore di Rai Sport Eugenio De Paoli, quelle di Londra 2012 sono le terze olimpiadi che commento su caro televip guardandole in tv sulla Rai. Nell’edizione Atene 2004 mi impegnai in maniera esagerata (10 post!!) mentre nell’edizione Pechino 2008 sono stato più che parsimonioso, praticamente assente (solo un post e mezzo!!!). Rileggendo oggi i moltissimi post del 2004 ho capito perché nel 2008 usai il braccino corto: dal 2004 al 2012 (il recente campionato europeo di calcio) non è cambiato molto nel modo di seguire i grandi eventi sportivi da parte della Rai e quindi perché ripetere il succo dei miei post? Cosa farò nel 2012? Dipende da cosa farete voi. Il fatto che per contratto potete trasmettere solo 200 ore di gare rispetto alle 2000 ore di Sky mi fa pensare che vi butterete come sempre solo sulle gare degli italiani senza cogliere l’occasione olimpica per fare cultura sportiva mostrando e spiegando gli sport meno conosciuti anche se non ci sono atleti italiani in gara. Una cosa che di certo farete sarà riempici di talk show con lo squadrone di opinionisti e giornalisti che avete spedito a Londra. Se mi mettessi a commentare le vostre chiacchere finirei inevitabilmente con il ripetermi visto che voi ovviamente vi ripeterete. Allora facciamo un giochino. Io oggi ri-posto i miei post su come avete raccontato le olimpiadi di Atene nel lontano 2004, così i lettori di caro televip potranno fare un confronto su base documentale di quanto siete cambiati da allora (tu non eri ancora direttore di testata ma eri super coodinatore del gruppo di lavoro di Rai Sport). Io mi impegno ad essere un po’ più produttivo rispetto al 2008. Quel post e mezzo lo feci al termine delle olimpiadi ma è molto significativo riguardo alla delusione che mi avevate dato. E ci sta benissimo come introduzione alla lunga serie dei post del 2004. Queste olimpiadi le seguirò e le commenterò anche su twitter (se twitter si riprende dal blackout che ha avuto ieri!). Anche per fare un dispetto alla vostra Paola Ferrari.

ps. Cari lettori di caro televip, questo post è uno dei motivi per cui vi chiedo di candidare caro televip ai Macchianera Awards 2012. Dimostra come i blog-blog (“diari personali” si diceva un tempo) abbiano una funzione documentale, molto diversa dai siti meramente informativi, che merita di essere preservata e valorizzata.

da carotelevip.splinder.com

17 agosto 2008

Caro direttore di Raidue Antonio Marano, l’abbonato ringrazia per la scelta di dirottare sulla tua rete tutte le gare olimpiche: finalmente ho l’impressione che un’altra Raidue è possibile. A riportarmi alla realtà ci sono gli spot che intervallano le gare e che annunciano “un giorno nuovo su Raidue” fatto di Milo Infante la mattina e di Francesca Senette e Alda D’Eusanio al pomeriggio. Che si tratta solo di una tregua olimpica, lo conferma lo spot in cui Kabir Sandokan Bedi ci dice che l’Isola dei famosi è un inferno. All’abbonato non resta che godersi questi ultimi giorni di purgatorio.

26 agosto 2008

Caro presidente della Rai Claudio Petruccioli, a pochi giorni dall’inizio delle Olimpiadi di Pechino avevi dovuto ingoiare un’inchiesta de Il Giornale che il 1 agosto ha titolato in prima pagina: “Rai, Giochi da 3 milioni al giorno: 250 inviati (tra cui 37 telecronisti, 24 opinionisti ed esperti), viaggio aereo in business class, albergo a 5 stelle con piscine e beauty farm”. A quel punto non vi rimaneva che rispondere sul campo con una prova da medaglia d’oro. Dopo pochi giorni è stato subito chiaro che non eravate in grado di farlo. Sono cominciate le critiche e tu hai alzato la voce per difendere l’azienda (con una lettera intitolata “A Pechino vince anche la Rai”, pubblicata dal Corriere della Sera il 14/8/2008). Caro presidente della Rai Claudio Petruccioli, le ho viste tutte le olimpiadi e la vostra offerta: quella su Raidue, su Raisportpiù e sul portale internet. Delle tre la più interessante è stata quella in streaming su internet: 8 canali in diretta senza commento. Raisportpiù è stata utile per coprire i buchi della pessima programmazione di Raisport-Raidue-rete olimpica. Gli orari delle gare non vi hanno aiutato, è vero. Le dirette più interessanti erano all’alba (atletica a parte) e vi siete ritrovati a dover raccontare in differita, al pomeriggio e alla sera, le olimpiche emozioni già sbollite al mattino (che chi come me si è alzato all’alba ha potuto godersi in diretta spesso tappandosi le orecchie per la telecronaca ed i commenti). Caro presidente della Rai Claudio Petruccioli, quando poi si sono accavallati due o più eventi il pastrocchio è stato eclatante. Avete diviso lo schermo in due o più pezzi, passando da un campo all’altro continuamente e lasciando nello schermo piccolo un ammasso multicolore di immagini incomprensibili. In particolare sulla rete olimpica, avete puntato principalmente (e con una passione smodata) sugli atleti italiani in gara (perché non chiamarla rete dell’Italia olimpica, allora?), eccezion fatta per i grandi personaggi stranieri e gli sport acchiappa audience. C’è tutta un’olimpiade fatta di piccoli sport e atleti che la rete olimpica ha trascurato. Ma la cosa più devastante per l’appassionato di sport sono state le decine e decine di ore di trasmissioni in studio (Olimpia Magazine e Olimpiche Emozioni) in cui gli opinionisti-esperti, a turno, hanno ridetto le stesse cose che avevano detto in telecronaca; solo che in studio venivano interrotti dagli opinionisti-esperti degli altri sport che facevano domande da inesperti. Una lentissima processione di parole scontate e ridondanti che raramente si trova anche in quelle emittenti locali che durante l’anno parlano tutta la settimana di calcio. Non mi ha emozionato il viaggio di Carlo Paris alla scoperta della Cina nascosta. Non mi hanno emozionato i servizi pseudo-poetici di Claudio Valeri e Claudio Icardi. Non è stato emozionante vedere le facce degli atleti sottoposti al termine della gara all’incalzare delle domande della spietata intervistatrice seriale Elisabetta Caporale. Erano tutto fuorché emozionanti i collegamenti istituzionali con Casa Italia gestiti da Amedeo Goria. Non mi ha emozionato l’intervista di Amedeo Goria a Cindy Crawford (forse perché lei non ha risposto alla domanda su cosa ne pensava dello spot pro-Tibet girato dall’ex marito Richard Gere). Nessuna emozione nell’ascoltare le sentenze di Giampiero Galeazzi in collegamento dagli studi di Roma. Un inizio di emozione l’ho avuto alla fine della vostra tele-olimpiade quando la conduttrice di Olimpia Magazine Ivana Vaccari ha ringraziato tutti i componenti della spedizione Rai a Pechino. Ha concluso augurandosi di poter rivivere un’esperienza così straordinaria e lo ha detto “Sperando che il direttore di Raisport mi stia ascoltando”. Caro presidente della Rai Claudio Petruccioli, e pensare che avevate cominciato così bene lasciando a casa Marco Mazzocchi.

5 luglio 2004

Caro Marco Mazzocchi, sono appena finiti gli europei e tu, con l’allegria che ti contraddistingue, già pensi alle olimpiadi. Sei proprio un simpatico buontempone. Ieri per salutarci al termine delle fatiche giornalistiche portoghesi, hai mandato in onda un allegro filmato sulla squadra della Rai che ha lavorato a Lisbona. Tutti insieme danzanti in allegria: tecnici, giornalisti, commentatori, personale della redazione. Una allegra brigata, che dopo questo successo professionale, si batteva le mani da sola pregustando l’arrivo della prossima trasferta nella vincente Atene così come recitava la scritta nel finale: Raisport continua ad Atene. E tu, buttando in aria i fogli con i tuoi preziosi ed esilaranti testi, te ne sei andato correndo con le braccia al cielo come se avessi segnato il gol vincente della finale. Un bambino felice. Che allegria, che bella atmosfera giocosa, che bel gruppo di lavoro! Caro Marco Mazzocchi, spero vi basti un mese e mezzo per riprendervi da questi intensi giorni portoghesi. Guarda che le olimpiadi sono più faticose, riposatevi.

9 agosto 2004

Caro direttore di Raisport Fabrizio Maffei, come amano dire i greci, venerdì prossimo le Olimpiadi torneranno a casa. Nelle nostre di case, invece, sarete voi di Raisport a portarcele. Negli spot di lancio vi siete ispirati a Pindaro, il poeta dell’olimpismo antico, annunciandoci uno splendore che adesso siete tenuti a confermare. Che volete fare le cose in grande è evidente: Raidue sarà interamente dedicata alle Olimpiadi, giorno e notte, e saranno interrotte solo dai tg e dalla pubblicità (ovviamente). Nel 1992, per le Olimpiadi di Barcellona, fece la stessa cosa Telemontecarlo il cui successo mise in difficoltà la Rai che aveva sparpagliato le gare su tutte le reti facendoci spesso perdere dei momenti importanti. Caro Fabrizio Maffei, il tuo direttore generale Flavio Cattaneo ha detto che le Olimpiadi sono una offerta televisiva tipica del servizio pubblico. Tu capisci che questa cosa vi responsabilizza ulteriormente. Certo anche gli atleti azzurri vi dovranno dare una mano con le loro prestazioni, altrimenti finisce come con gli Europei di calcio. La vostra squadra sarà composta da 32 giornalisti (di cui 16 telecronisti), 15 esperti delle discipline e dai tecnici. Nell’antichità a raccontare e a celebrare le gesta degli atleti furono poeti come Pindaro e Bacchilide; nessuno vi chiede di commentare le gare con delle liriche, basterà che non vi dimentichiate che siete la Rai Radiotelevisione Italiana.

14 agosto 2004

Caro direttore di Raisport Fabrizio Maffei, ci voleva uno come Beppe Severgnini per animare la telecronaca della cerimonia di apertura delle olimpiadi. I tuoi telecronisti Claudio Icardi e Franco Bragagna si esaltano solo quando commentano l’ippica e l’atletica. Severgnini, no. A lui bastano le cravatte dei brasiliani per accendersi. Per lui i cinesi sventolano le bandierine come se fossero i libretti di Mao. Il buon Beppe, si lascia andare a pensieri romantici: “se gli extraterrestri volessero un buon riassunto di cosa siamo e ci guardassero dall’alto direbbero. beh adesso abbiamo capito qualcosa di più”. Il buon Beppe si fa prendere dai ricordi d’infanzia quando, durante la guerra fredda, ci si chiedeva se avrebbero vinto più medaglie gli americani o i sovietici. Il buon Beppe è un fine umorista e quando sfilano le Isole Cayman dice che se ci fossero le olimpiadi bancarie loro vincerebbero. Caro Fabrizio Maffei, serviva tutta l’esperienza di Beppe Severgnini per commentare la sfilata caciarona e scomposta della squadra italiana. E’ riuscito a giustificarli con simpatia dicendo “la nostra delegazione sembra un corteo studentesco ed è la più disordinata… sono molto entusiasti ma è la più disordinata”. Caro Fabrizio Maffei, per Severgnini è stato come darsi ragione da solo per come descrive gli italiani nei suoi libri. Difficile dargli torto.

16 agosto 2004

Cara Elisabetta Caporale, intervistare un atleta subito dopo una gara andata male è un rischio. Tu hai fatto questa domanda apparentemente innocua: “Hai avuto problemi con la cuffia?” ed il nuotatore ti ha risposto: “E’ una cuffia di merda”. Se fosse stato Totti a risponderti così, in diretta, se ne sarebbe parlato per giorni. Se a farlo invece è uno nuotatore sconosciuto finisce tutto con te che fai bip bip con la bocca e il telecronista che riprende la linea e conferma: “non abbiamo fatto in tempo a bipparlo”. Caro Mimmo Fusco, per te la judoca Ryoko Tamura “ha la faccia che sembra quella dei cartoni animati giapponesi che vediamo in tivù”. E’ evidente che non ne hai mai visto uno perché quei cartoni di giapponese hanno tutto fuorché i tratti somatici. Caro Andrea Fusco, intervistare Yuri Chechi ti piace tanto. Gli lasci il microfono e lui va a ruota libera. Commenta la gara sua e dei compagni di squadra e fa una previsione al limite del fair play: per la medaglia d’oro non c’è niente da fare. Yuri lascia intendere che la giuria favorirà sfacciatamente il greco Kampakos che secondo lui non avrebbe dovuto nemmeno partecipare e queste olimpiadi. Caro Auro Bulbarelli per te invece c’è stata una grande soddisfazione professionale. Quando il ciclista italiano ha tagliato vittorioso il traguardo si è voltato verso la tua postazione e così hai potuto gridare: “Bettini ci ha guardato!”. Caro Marco Mazzocchi, non potevi che essere tu a condurre la trasmissione serale, quella più importante. Hai il tuo da fare a contenere gli indisciplinati esperti. In più hai il fastidio di tirare su i tuoi nuovi occhiali che ti calano ogni due secondi. Hai imparato a dire buonasera e buonanotte in greco e ce lo dici ogni volta che puoi. L’altra sera per fare una sorpresa alla medaglia d’oro Bettini, hai organizzato il collegamento telefonico con la moglie. Ci sei rimasto male perché, nell’era dei telefonini, lui non è rimasto così sorpreso. Poi ci sei tu caro Giampiero Galeazzi. Durante il giorno commenti, con calma, il canottaggio in attesa di perdere la voce nelle finali. La sera sei a Casa Italia per intervistare gli azzurri vincenti e per assaggiare i menù degli chef. Buon appetito.

17 agosto 2004

Caro Marco Mazzocchi, il bello della diretta è che certe volte è in differita. Ieri in attesa della semifinale di fioretto tra Sanzo e Ganeev, voi, la rete olimpica, avete mandato la pubblicità, il Tg2 e le previsioni del tempo. Allora ho fatto zapping e sono finito su France 2, dove la semifinale era già iniziata, ed ho cominciato a seguirla in attesa del vostro collegamento in diretta. La gara è bella e Sanzo se la cava bene. Da voi c’è sempre il Tg2. Su France 2 Sanzo sta ormai vincendo 11 a 6 e comincio a pensare che non farete più in tempo a collegarvi perché state ancora trasmettendo le previsioni del tempo. Su France 2 il fiorettista italiano sta vincendo 13 a 9 quando tu caro Mazzocchi ricompari in video con il tuo solito ghigno. Sei tranquillo e non ci pensi proprio a dare subito la linea alla scherma. Prima ci aggiorni sui risultati della giornata e poi, con calma ma con l’enfasi che merita, dai la linea alla semifinale di fioretto. Ma non è in diretta! E’ registrata! Mentre su France 2 mancano due stoccate su Raidue (la rete olimpica) l’incontro deve ancora iniziare! Sanzo vince, su France 2, e va in finale. Quando la gara finisce anche su Raidue tu caro Mazzocchi fai appena in tempo a dire poche parole che già devi ridare la linea al telecronista perché la finale per il 3° posto, con l’altro italiano, è già iniziata e stanno sul 2 a 2. Il pasticcio temporale tra diretta e differita è talmente evidente che sei costretto a dare la colpa all’organizzazione greca che non rispetta gli orari. Sarà anche così, ma che c’entra? C’era il Tg delle 18 e voi avevate già deciso di darla in differita la semifinale. Una volta può succedere mi dico. Ma poi succede di nuovo con la finale dei 200 stile libero che vedo in diretta su France 2 mentre voi ci fate vedere il pubblico in attesa della finale di scherma. Ma il massimo caro Mazzocchi lo raggiungi quando poco dopo leggi il Tg Olimpico senza dare la notizia della vittoria di Thorpe nei 200 stile libero e della Fioravanti in semifinale. Una omissione voluta perché quelle gare le farete vedere dopo tutte insieme, belle impacchettate, tra un blocco di pubblicità e l’altro. Tutto è contro di te caro Marco; mentre dai la linea al nuoto in finta diretta, sul Tg3 danno i risultati finali delle stesse gare. Caro Marco Mazzocchi, ecco cosa dicevate sul vostro sito prima delle olimpiadi: “Su Raidue l’Olimpiade non avrà interruzioni neppure per i Tg. Aspetteremo sempre la fine della gara”. Certo. Aspettate la fine della gara, mentre la registrate, e poi ce la rifilate come se fosse in diretta quando più vi conviene. Lo sai che faccio? D’ora in poi per sapere se siete in diretta mi sintonizzerò prima su France 2.

18 agosto 2004

Le medaglie d’oro sono molto televisive. A voi che fate la tivù vi piacciono anche quelle d’argento e di bronzo ma quelle d’oro vi fanno impazzire. Il primo giorno ne sono arrivate subito due ma quella che desideravate di più era in ballo ieri sera. Avete sperato tanto che la sedicenne Federica Pellegrini vincesse nel nuoto. Federica è perfetta per le esigenze televisive: è giovane, bella, vincente e rilascia interviste. Da quando avete scoperto la sua telegenia da medaglia vi ci siete buttati a pesce, anzi, a stile libero. Tutti tranne Emilio Fede, che è più interessato alle bandane bianche, eravate pronti a celebrare la vittoria con una apoteosi di aggettivi ed immagini rallentate. Federica invece si è distratta, non ha guardato la corsia numero uno ed è arrivata seconda. Un risultato eccezionale per una esordiente alle olimpiadi. Ma ormai era tutto pronto e voi vi siete scatenati come se quella medaglia fosse d’oro. Caro Mario Giordano il tuo Studio Aperto ci ha mostrato la cameretta di Federica con i trofei ed i peluche. Mentre Jovanotti intonava Bella come una mattina d’acqua cristallina, ci avete detto che la nostra piccola sirena ama la piadina, i tatuaggi e lo smalto nero per le unghie. Poi ci avete descritto l’emozione di mamma e papà. Caro Enrico Mentana, il tuo Tg5 ha sentenziato in rima baciata: è nata una stella non solo per le copertine ma anche per le piscine. Oltre ai genitori avete intervistato il fratellino e alcuni compaesani fra quelli riuniti per seguire la gara nella sala comunale del paesello veneto. Caro Mimun, il tuo Tg1 è stato più tecnico nella definizione: la figlia del vento che ha una nuotata d’altri tempi. Poi Donatella Scarnati ha previsto per la piccola diva una luminosa carriera. Caro Mauro Mazza il tuo giornalista più poetico Claudio Valeri ha iniziato il suo servizio così: come raccontare una ragazza di sedici anni che ama i felini e si tuffa in acqua come un gatto non farebbe mai. Era notte fonda quanto tu Marco Mazzocchi ancora parlavi dell’impresa di Federica tessendone le doti acquatiche e non solo. Il giornalista di lungo corso Rino Icardi nella sua rubrica Profilo greco ha ammesso di essere un po’ geloso di tutti gli spasimanti che d’ora in poi avrà la nuova fidanzatina d’Italia. Nei prossimi giorni Federica Pellegrini gareggerà ancora. Se dovesse vincere un’altra medaglia non vi basterà lo Zingarelli per trovare le parole. Intanto tu Simona Ercolani, davanti alla tv, avrai preso appunti per le tue prossime Sfide. Avrai il rammarico di non aver anticipato i tempi con una puntata pre-olimpica come hai fatto per il corridore Andrew Besozzi. Una puntata che avresti potuto intitolare: Federica Pellegrini: dalla culla alle Olimpiadi passando per la prima comunione. Ma ti rifarai presto.

20 agosto 2004

Caro Eugenio De Paoli, errare è umano e alla Rai non è consentito perseverare perciò siete corsi ai ripari. Nei giorni scorsi vi hanno sommerso di proteste ed è probabile che siano intervenuti i piani altissimi di viale Mazzini a metterci una pezza. Risultato: sono quasi spariti i conduttori nello studio ovale, date la maggioranza delle gare in diretta e fate come se fosse Tutto il calcio minuto per minuto. Caro Eugenio De Paoli, è toccato a te fare il coordinatore invisibile e dare la linea ai vari campi quando serve. All’inizio è stato un disastro ma poi avete cominciato a capirci qualcosa e insieme a voi anche noi. Siete stati bravi a gestire la contemporanea tra calcio e la finale del fioretto femminile d’oro e d’argento; tra pallanuoto e tiro a volo d’oro. Caro Eugenio De Paoli, devo darvi atto che adesso con la diretta rischiate di più rispetto a quando facevate i pacchetti registrati. Insomma va meglio, anche se, quello schermo diviso in due non sempre ci fa capire cosa sta succedendo. Però certe volte è l’unica soluzione. E tu te la stai cavando bene anche a gestire le gare registrate e a mandarle in onda al momento opportuno. Soprattutto non ce le spacci per dirette. Fai persino aspettare il Tg2 e la pubblicità. Visto che siete in vena di accettare le critiche, ne avrei una fresca fresca. Guardando Raisport più che le olimpiadi sembrano i campionati italiani. Dovresti far presente al direttore di Raisport Fabrizio Maffei, che siamo alle olimpiadi e sarebbe interessante vedere un po’ tutti gli sport per conoscerne le origini, le regole, gli atleti, i popoli che li praticano di più e il perché. Certo l’auditel ne risentirebbe. Un certo numero di italiani in poltrona abituati solo a parlare di sport e a vincere per procura in tutte le discipline, si annoierebbero. Però qualche ragazzino potrebbe decidere di praticare il badminton o la pallamano invece che il solito calcio. Pensa che alla lunga la cosa potrebbe tornarvi lo stesso utile in termini commerciali. Tra 8-12 anni qualcuno di quei ragazzi potrebbe vincere l’oro e voi fare audience. Caro Eugenio De Paoli, quello che ci è rimasto più male di tutti per le critiche è Marco Mazzocchi, e si vede. Ma è giovane e come gli atleti delusi avrà le prossime olimpiadi per rifarsi. E poi nel 2008 la televisione digitale terrestre sarà una realtà. La Rai avrà decine e decine di canali da dedicare alle olimpiadi. Io potrò vedere tutti gli sport che voglio e Mazzocchi avrai una rete tutta sua dove parlare, parlare e parlare per 24 ore di seguito.

22 agosto 2004

Caro Giampiero Galeazzi, che gli italiani siano un po’ mammoni e paponi non è una novità. Che alle olimpiadi gli atleti dedichino le loro vittorie ai familiari davanti alle telecamere è un classico. Che alla Rai piaccia far vedere il quadretto familiare campioni-genitori-fidanzati è ovvio. Caro Giampiero Galeazzi, l’altra sera ci hai pensato tu a dipingerlo il quadretto. Hai ospitato a Casa Italia la mamma di Valentina Turisini, medaglia d’argento nella carabina. La signora, con la borsetta al braccio, si è accomodata davanti alla telecamera e tu le hai chiesto se era soddisfatta della mula (sono di Trieste). Poco importa se la mula in questione non è proprio una ragazzina ma ha 35 anni. Poi ho capito perché l’avevi fatta accomodare. Le dovevi chiedere perché la mula non ha ancora trovato marito. Caro Galeazzi, il messaggio comunque è passato: genitori, fate bei figli, cresceteli forti e fategli fare lo sport che poi, se vincono alle olimpiadi, ci finite pure voi in televisione. Caro Giampiero Galeazzi, i servizi più originali da Atene li sta facendo Paolo Cecinelli per il TgLa7. Le sue interviste hanno uno stile colloquiale ed informale che non costringe gli atleti a dire sempre le stesse cose. Ieri ci hai fatto vedere come funziona il villaggio olimpico, che è un piccolo paese, con tanto di negozietti, banca, ufficio postale, internet point. Le stradine gremite di atleti con le tute multicolori e con la faccia felice di essere lì. Ci hai raccontato anche la storia dell’atleta sudanese, di origine somala, che gareggerà con il velo. In quel villaggio da qualche giorno ci sono anche i calciatori italiani che hanno battuto il Mali ai supplementari. L’onore è salvo e adesso, tutti voi della tv, vi esalterete per la semifinale con l’Argentina. Giornali e Tv hanno detto che la squadra di calcio non è amata dagli altri atleti italiani. Si è detto che i calciatori, abituati ai lussi del nostro campionato, non gradiscono le condizioni di vita spartane del villaggio olimpico. Si è detto che hanno preferito, alla mensa del villaggio, il ristorante di Casa Italia dove ci sono cibi e cuochi della Regione Piemonte. Non oso pensare alle dichiarazioni dei calciatori se dovessero vincere l’oro. Caro Giampiero Galeazzi, il tuo collega della Rai Carlo Paris, durante la partita contro il Mali si è schierato in difesa dei calciatori dicendo che hanno avuto problemi con l’aria condizionata e che hanno dovuto aspettare 3 navette per 40 minuti sotto il sole cocente. Carlo Paris ha detto che c’è da capirli, loro non sono abituati a queste cose ed è come portare uno dall’Alaska nel deserto del Mali. No caro Carlo Paris, è come portare dei calciatori alla olimpiadi e fargli fare le stesse cose che fanno gli altri diecimila atleti.

24 agosto 2004

Cari Franco Bragagna e Andrea Fusco, le telecronache olimpiche ci hanno regalato finora una serie di commenti fantasiosi. Impossibile ricordarli tutti. Nella mia classifica, a parte Galeazzi che è fuori concorso, ci siete voi due che commentate rispettivamente l’atletica e la ginnastica. Fino a ieri sera eri in vantaggio tu caro Bragagna. Ti ho sentito dire che una maratoneta ha l’istinto del killer; che un triplista ha la mano galeotta; che il vento ballerino ci mette lo zampino. Caro Franco Bragagna, fino a ieri eri ancora in testa anche se Andrea Fusco aveva commentato così l’esercizio di Yuri Chechi agli anelli: “Si è posato come una foglia che si arrende, si all’autunno, rivendicando a sé la grazia del volo. E’ Yuri Chechi”. Troppo poetico e secondo me se l’era pure preparato. Niente a che vedere con te caro Bragagna. Tu sei un grande improvvisatore. C’è un saltatore in alto che affronta una misura difficile. Ce la fa e tu ci sveli il suo segreto: “preme un pulsante, chiama l’ascensore e ci sale”. Caro Bragagna, nella mia classifica eri primissimo soprattutto dopo che hai commentato la semifinale dei 100 metri uomini. I primi due corridori distaccano tutti e arrivano al traguardo incitandosi tra di loro. A quel punto tu impazzisci: “Esagerati! Guarda si parlano! Mettono giù un tavolino per giocare a carte!”. Ma come ti vengono? Boh e pure mah. Caro Franco Bragagna, la mia gara l’avresti vinta tu se ieri sera Andrea Fusco non fosse passato dalla poesia alla fantascienza per commentare l’esercizio, d’oro, del ginnasta Igor Cassina: “Guardatelo bene. Ha un aspetto umano ma è un punto esclamativo pervaso da energia venuto dallo spazio. Si chiama Igor Cassina signori. Si chiama Igor Cassina e non ce n’è per nessuno!” Caro Franco Bragagna, capisci che per quanto tu possa improvvisare vincerà sempre Andrea Fusco.

26 agosto 2004

Caro Eugenio De Paoli, le possibilità di medaglia d’oro per l’Italia cominciano a scarseggiare e voi vi ci aggrappate azzardando intempestive previsioni. Negli ultimi giorni a Raisport avete puntato molto sull’oro di Alessandra Sensini nel windsurf. Il filmato di lancio, che voi chiamate coming up, diceva: Sensini una tavola d’oro. Sono le 12 e anziché iniziare la regata della Sensini, va in onda uno dei dialoghi più divertenti che Raisport ci ha regalato in questa olimpiade. Ci mette lo zampino anche l’organizzazione che cambia il programma facendo partire prima la regata maschile. Caro Eugenio De Paoli, il tuo compito di coordinatore si complica e diventi impaziente. Per te (e per noi) è una estenuante corsa contro il tempo prima che cominci il Tg2. Giulio Guazzini e Mauro Pelaschier iniziano a commentare la gara maschile. Dopo poco tu già chiedi: ma quando parte la Sensini? Risposta: tra una mezz’ora, vento permettendo. Pubblicità. I telecronisti continuano imperterriti a fare il loro lavoro ma tu non gli dai tregua: ma è partita la gara di Alessandra Sensini? Risposta: no Eugenio. Non è partita. A questo punto ammutolisci. I tuoi colleghi si accorgono che tu aspetti solo la Sensini e allora cominciano a parlare di lei e della sua gara anche se c’è ancora quella maschile. Sono le 12 e 20 il telecronista Guazzini dice che la Sensini la vedremo tra pochissimo. Pochi minuti di telecronaca e tu intervieni di nuovo: abbiamo notizie della partenza della Sensini? Risposta: le partecipanti sono sul gommone con i loro coach. E tu: quindi ci vogliono almeno dieci minuti, suppongo? La cosa sta diventando esilarante. Nell’attesa mandi la registrazione della lotta greco-romana ma prima ci ricordi che: la nostra Alessandra Sensini va in acqua per una medaglia e non diciamo quale per scaramanzia. Caro Eugenio De Paoli, con il tuo interrogatorio hai proseguito fino a pochi minuti prima del Tg2. Solo allora ci hai spiegato che dovevi dare la linea al Tg2 con puntualità perché c’erano le notizie riguardanti i due aerei caduti in Russia. Caro Eugenio De Paoli, e ce lo potevi dire subito! Signori telespettatori le cose stanno così: se ce la facciamo vediamo la Sensini in diretta altrimenti vi beccate la solita differita. Finisce il Tg2. Ecco la Sensini che parte in diretta (???) boh, non ci si capisce più niente. L’unica cosa certa è che ce l’hai con i tuoi colleghi che commentano perché li continui ad interrogare, stavolta con domande tecniche. Intanto la tavola d’oro da voi auspicata è diventata di bronzo e a Raisport avete perso un’occasione, non dico per star zitti, ma almeno per essere più prudenti nelle previsioni.

lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.