Tagli alla sanità? Non ci resta che il Dr. Oz Show

Caro Mehmet Oz (d’ora in poi ti chiamerò solo con il tuo nome televisivo abbreviato Dr. Oz), anche il pubblico italiano che ti segue su La7d (alle ore 7.40 e alle 16.10 sul canale 29 del digitale terrestre) sarà felice di sapere che per il secondo anno consecutivo hai vinto il premio come Miglior Talk Show di Informazione agli annuali Daytime Emmy Awards di Los Angeles. Il tuo Dr. Oz Show meriterebbe maggior successo anche in Italia. Noi abbiamo dei programmi di medicina come Medicina 33 (Tg2/Rai2) ed Elisir (Rai 3) che hanno un buon successo di pubblico nelle loro fasce orarie (come lo aveva Check Up su Rai1) ma sono molto diversi dal tuo talk show. Fin da quando eri parte dell’ Oprah Winfrey Show, hai saputo dare alla divulgazione medica un taglio professionale e concreto nonostante il tuo talk abbia tutte le caratteristiche di uno show all’americana. Il tuo fisico un po’ da atleta e un po’ alla Ridge di Beautiful a primo impatto mi fece dubitare di te. Poi ho cominciato ad apprezzare i tuoi consigli sulla salute, su come prevenire malattie e su come tenersi in forma. Anche perché mi sono letto il tuo curriculum che dice che sei: “vice Preside del Dipartimento di Chirurgia e Professore di Chirurgia presso la Columbia University. Dirige l’Istituto Cardiovascolare e il Programma di Medicina Complementare al Presbyterian Hospital di New York e annualmente assiste a più di 100 operazioni al cuore. I suoi interessi riguardano I trapianti di cuore, la chirurgia cardiaca poco invasive e tutte le questioni legate alla medicina complementare. Inoltre dr. Oz è autore di oltre 400 pubblicazioni originali e ha ricevuto diversi riconoscimenti medici”. Caro Dr. Oz, tutto il pubblico televisivo mondiale è particolarmente sensibile ai temi che tratti ma in questo momento la tua trasmissione può essere molto utile soprattutto al pubblico televisivo italiano. I tagli alla sanità del Governo Monti stanno sgretolando l’impalcatura di polvere che finora ha tenuto miracolosamente in piedi il sistema sanitario italiano. Da noi non è come da voi che ci vogliono un sacco di soldi per avere l’assistenza sanitaria. Da noi, finora, bene o male, lo stato ha offerto l’assistenza sanitaria secondo questi principi fondamentali e sottolineo fondamentali! (copio e incollo dal sito del Ministero della Salute):

Principi fondamentali

Nel nostro Paese la tutela della salute come diritto fondamentale dell’individuo ed interesse della collettività prevista dall’articolo 32 della Costituzione è garantita, nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana, attraverso il Servizio sanitario nazionale. Istituito dalla legge 833 del 1978, il SSN italiano ha carattere universalistico e solidaristico, fornisce cioè l’assistenza sanitaria a tutti i cittadini senza distinzioni di genere, residenza, età, reddito e lavoro.

In sintesi, ecco i principi fondamentali su cui si basa il SSN:

responsabilità pubblica della tutela della salute
universalità ed equità di accesso ai servizi sanitari
globalità di copertura in base alle necessità assistenziali di ciascuno, secondo quanto previsto dai Livelli essenziali di assistenza
finanziamento pubblico attraverso la fiscalità generale
“portabilità” dei diritti in tutto il territorio nazionale e reciprocità di assistenza con le altre regioni.

Il SSN assicura quindi un accesso ai servizi nel rispetto dei principi della dignità della persona, dei bisogni di salute, di equità, qualità, appropriatezza delle cure e economicità nell’impiego delle risorse. I cittadini effettuano la libera scelta del luogo di cura e dei professionisti nell’ambito delle strutture pubbliche e private accreditate ed esercitano il proprio “diritto alla salute” per ottenere prestazioni sanitarie, inclusive della prevenzione, della cura e della riabilitazione.

Il governo del sistema sanitario è esercitato in misura prevalente da Stato e Regioni, secondo la distribuzione di competenze stabilita dalla recente revisione della Carta costituzionale e dalla legislazione in materia. Le previsioni costituzionali recano una complessa distribuzione di competenze in tema di salute. Da un lato, alla legislazione statale spetta la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, in forza della lett. m) dell’art. 117, comma 2, d’altro canto, la tutela della salute rientra nella competenza concorrente affidata alle Regioni. Dunque, le Regioni possono legiferare in materia nel rispetto dei principi fondamentali posti dalla legislazione statale nonché dei livelli essenziali come individuati da quest’ultima. In proposito va ricordato come l’espressione livelli essenziali sia mutuata dalla legislazione in materia sanitaria, e che l’art. 1 del dlgs 30 dicembre 1992 n. 502, così come sostituito dall’art. 1, dlgs 19 giugno 1999, n. 229, vi aggiunga l’aggettivo uniformi, a testimonianza della volontà di eliminare diseguaglianze nella fruizione dell’assistenza sanitaria nelle varie aree del Paese. La definizione di livelli essenziali di assistenza è affidata ad un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano. Nel trentennale dell’istituzione del SSN, il Ministero ha realizzato il “Libro bianco sui principi fondamentali del Servizio sanitario nazionale”redatto al Centro di ricerca sulle amministrazioni pubbliche Vittorio Bachelet della Libera Università degli studi sociali – LUISS “Guido Carli” e con la supervisione di una commissione di esperti dello stesso Ministero. Nel documento si ripercorrono i vari momenti di costruzione del sistema, dalla legge 833/1978 al decreto legislativo 502/1992, alla riforma del 1999 (D. Lgs. 19 giugno 1999, n. 229) fino alla modifica del titolo V della parte II della Costituzione, offrendo spunti di riflessione sull’organizzazione e sul funzionamento del SSN in particolare sui seguenti aspetti:

la tutela del diritto fondamentale alla salute
la responsabilità pubblica per la tutela del diritto alla salute della persona e delle comunità locali: il servizio sanitario nazionale
la centralità della persona
l’universalità, l’eguaglianza e l’equità di accesso alle prestazioni e ai servizi
la globalità della copertura assistenziale: i livelli essenziali di assistenza e l’appropriatezza delle prestazioni
il metodo della programmazione
il finanziamento pubblico dei livelli essenziali di assistenza
la regionalizzazione e la leale collaborazione tra i livelli di governo l’aziendalizzazione
i soggetti erogatori e le prestazioni
la valorizzazione delle risorse umane e professionali degli operatori
l’integrazione tra assistenza, formazione e ricerca
l’integrazione tra assistenza sanitaria e assistenza sociale

Caro Dr. Oz, giorno dopo giorno questi principi fondamentali rischiano di diventare molto meno fondamentali a causa della crisi economica e della revisione della spesa pubblica italiana. A chi non può permettersi le cure private (che si basano su principi fondamentali molto simili a quelli della vostra assicurazione sanitaria americana) non resta che impegnarsi al massimo sulla prevenzione. In tal senso tu garantisci un servizio di utilità pubblica molto efficace a costi praticamente nulli. Ho seguito varie puntate in cui hai parlato delle vitamine, dell’alimentazione e dell’importanza dell’attività fisica e ho scoperto un mondo affascinante fatto di grandi possibilità di auto-cura, auto-analisi, auto-prevenzione, auto-diagnosi, auto-terapia. Caro Dr.Oz, mi ha particolarmente colpito questa tua dichiarazione in occasione dell’assegnazione dei Daytime Emmy Awards: “Sono molto orgoglioso del risultato raggiunto dal nostro team e sono grato del fatto che anche gli addetti ai lavori riconoscano la qualità del nostro lavoro. Per molte persone, noi offriamo la speranza che le persone stesse possono fare la differenza. Creare una sorta di fiducia in se stessi, permette alle persone di superare gli ostacoli e di sperimentare gli aspetti positivi dell’essere in buona salute”. Caro Dr. Oz, mai come in questo momento il pubblico italiano che ti segue deve avere fiducia in se stesso e, soprattutto, contare su stesso. Un’ultima cosa. Nonostante il tuo ricco curriculum non pensare di venire a fare il ministro tecnico della salute in Italia, perché ti manca un requisito essenziale: essere stato alto dirigente o membro di un consiglio di amministrazione di una grande banca.

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