E’ tempo di tornare a trasmettere l’intervallo

Caro direttore generale della Rai Lorenza Lei, la Rai è mamma di molte cose televisive tra cui l’indice di gradimento tv: un vecchio cavallo di battaglia di viale Mazzini prima che iniziasse la dittatura degli ascolti quantificati in numeri. Negli ultimi anni la Rai ha cercato, senza grande successo, di ridare voce al concetto di analisi qualitativa da affiancare all’analisi quantitativa sulla tv. Ti farà piacere sapere che qualcosa, in rete, si muove. Questa è la pagina facebook dell’iniziativa WIDG (Web Indice di Gradimento) promossa e condotta da numerosi blog che si occupano di tv. Con l’occasione porto un contributo all’iniziativa del quale tu dovresti farti braccio armato. Chi fa tv è alla continua ricerca di nuove idee ma di fatto si è specializzato nel rielaborare, trasformare, adattare e, in alcuni casi, camuffare, vecchie idee televisive. Tra queste, propongo di ritornare alla programmazione dell’intervallo. Si, l’intervallo! Quello con la musica suonata dall’arpa in sottofondo. Ora tu mi dirai che è roba di altri tempi inadatta a questa tv ultraveloce. Ma io mica dico di trasmettere l’intervallo con le pecorelle! Dico di trasmettere una versione ultra-fashion dell’intervallo con le cartoline delle città italiane (e ora anche europee), con i panorami, le opere d’arte e i monumenti. Caro direttore generale della Rai Lorenza Lei, la grande novità che ti propongo però è di non programmarlo in palinsesto in modo strutturato ma di utilizzarlo come risorsa strategica ed editoriale nei momenti di perdita qualitativa dei programmi della Rai. Alla Vita in diretta la discussione sul caso di cronaca nera costringe Mara Venier a tortuosi giri di parole per “cambiare pagina e passare ad un altro argomento più leggero”? Ecco, anziché metterla così in difficoltà si potrebbe metterle a disposizione la “risorsa intervallo” da mandare in onda per quietare non solo il suo animo ma anche quello degli ospiti e dei telespettatori: un minuto di arpa con le cartoline e poi si che si può tornare con l’animo giusto a vedere un bel servizio di Max Lazzari che chiede “l’amore come va?” al vip di turno. Sull’Isola dei famosi Mariano Apicella dice una brutta parola a Cristiano Malgioglio e il conduttore Nicola Savino non sa che pesci prendere? Intervallo: cartoline, musica d’arpa. Negli ultimi anni la funzione di “intervallo” è stata delegata agli spot pubblicitari ma non è la stessa cosa. Vuoi mettere l’effetto rilassante, quasi terapeutico, che avrebbe l’intervallo. Caro direttore generale della Rai Lorenza Lei, se la Rai si facesse promotrice del ritorno all’uso dell’intervallo per tali fini sono certo che anche Mediaset capirebbe l’alto valore etico e utilizzerebbe la “risorsa intervallo” per i suoi tanti programmi che ne hanno bisogno. Se è vero che non è facile eliminare di colpo tutti i brutti programmi che la tv manda in onda è anche vero che interromperli con l’intervallo nei loro momenti peggiori darebbe al telespettatore la sensazione rassicurante che “ci siete e state lavorando per noi”, al fine di limitare la deriva quantitativa nei casi in cui non coincide con la qualità televisiva.

3 risposte a "E’ tempo di tornare a trasmettere l’intervallo"

    • akio 1 marzo 2012 / 14:11

      mio nonno diceva… ma ccò chi ce l’hai? cor governo?

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