Si conclude la settimana in cui sono state celebrate a reti unificate la vita e la morte di Silvio Berlusconi l’imprenditore e politico fondatore delle reti Mediaset e del partito Forza Italia. Una apoteosi comunicativa a senso unico per esaltarne le virtù.
Per parlare dei difetti ci sarà tempo. Quando muore un uomo di potere del calibro di Silvio Berlusconi chi fa informazione mainstream nell’immediatezza si concentra sul farne un più che benevolo santino. E Berlusconi avrebbe certamente apprezzato il suo.
Con la ripresa televisiva in diretta del funerale di stato si è raggiunto l’apice della copertura della notizia, momento in cui, sommando tutte le reti, ha raggiunto ascolti altissimi superiori al 50% di share in chiaro nella fascia pomeridiana.
Le reti Mediaset continueranno nei prossimi mesi e, negli anni a venire, a dare moltissimo spazio alla celebrazione della vita del padre fondatore Silvio Berlusconi. È facile prevedere che sarà protagonista di biopic, documentari e trasmissioni di montaggio.
È un personaggio che lascia centinaia e centinaia di ore di registrazioni audiovisive nei ruoli di imprenditore edile e televisivo, presidente di calcio e politico. Una documentazione sterminata che potrebbe alimentare palinsesti interi.
Ci sarà un vecchio discorso di Silvio Berlusconi da trasmettere in ogni occasione, come già due mesi prima della morte hanno fatto le reti Mediaset con “il discorso di Onna” per la Festa della Liberazione del 2009 riproposto nel 2023 come “testo guida”.
Ci sarà anche spazio per una approfondita analisi critica sul complesso “tema” Silvio Berlusconi. Non sarà più una notizia ma un “fatto” storico. Il tempo poi attenuerà gli eccessi di valutazione positivi e negativi.
Su di lui si continuerà a dire tutto ed il contrario di tutto ma senza l’interesse che genera un personaggio legato alla attualità. Come è sempre accaduto con i personaggi famosi in ogni campo e in ogni epoca.