Barbara D’Urso difende il “cameraman” Roberto Cenci dal manager de Il Volo

Cara Barbara D’Urso, ieri hai dedicato la maggior parte della puntata di Pomeriggio 5 (su Canale 5) a celebrare il successo de Il Volo, i tre tenorini nati artisticamente nel programma Ti lascio una canzone di Rai 1 e che oggi, cresciuti e pasciuti, hanno vinto il Festival di Sanremo.

Sono pasciuti esclusivamente grazie ad una abilissima operazione di marketing che li ha esportati all’estero dove gli stereotipi italiani hanno successo.

I tre tenorini hanno successo negli Usa dove pizza, amore, mamma e mandolino sono ancora il segno distintivo con cui gli americani riconoscono gli italiani. Il Volo, con il loro stile preconfezionato, sono oggi quanto di più retrò l’Italia possa offrire in termini di musica leggera spacciata per “bel canto”. Il problema è che il successo della edizione 2015 del Festival di Sanremo ha dato una certa visibilità italiana a questo trio e tu che sei un’animale da audience televisiva, non ti stai facendo scappare l’occasione di sfruttare la scia di questa visibilità per raccontarla “con il cuore” al tuo pubblico di Canale 5 che ti segue con fedeltà assoluta perché sa che non li deluderai nella scelta degli argomenti. Si tratti dei morti ammazzati o dei figli di Al Bano e Loredana Lecciso che giocano a mini golf senza saper giocare a mini golf, tu ti offri al tuo pubblico con una generosità encomiabile. Sempre uguale a te stessa, sempre con una passione smodata per qualsiasi porzione di programma stai conducendo. Il tuo segno distintivo non sono più solo le mille faccette ma la passione che metti davanti alle telecamere. Quando si accende la luce rossa tu ti doni completamente al tuo pubblico, in un rapporto passionale e appassionato che pochissimi altri conduttori esternano in modo così evidente. Eccoti collegata con Marsala dove la tua inviata ha raggruppato alcuni concittadini di Ignazio, uno dei tre tenorini. Le tue dichiarazioni d’amore per la Sicilia e i siciliani si sprecano anche se avvisi i fan de Il Volo che stai per affrontare lo spinoso tema della polemica tra i loro beniamini e il regista/direttore artistico Roberto Cenci che rimprovera loro di non essere stato citato sul palco di Sanremo come avrebbe meritato essendo stato lui a comporre il gruppo che poi ha spopolato a Ti lascio una canzone. I concittadini di Ignazio del Il Volo difendono a spada tratta il comportamento dei cantanti, certi che tu li spalleggerai. Ma sbagliano. Prima li fai sfogare lasciando loro il tempo di raccontare aneddoti su Ignazio, santificato in vita. Dai persino spazio ad una patetica interpretazione canterina di un fan da Inps de Il Volo. Poi, continuando ad esternare il tuo amore per i ragazzi de Il Volo, mandi in onda un filmato che riassume le dichiarazioni che hanno scatenato la polemica. Prima quelle dei tre de Il Volo:

“Troppa gente si sta facendo pubblicità con il nostro nome. Questa storia deve finire. La gente ci è vicina, ma ci amareggiano le chiacchiere di chi, ancora, vuole saltare sul carro del vincitore. La verità è una e una sola. Non sentiamo il signor Cenci da quattro anni. Visto che si dice dispiaciuto per il nostro comportamento farebbe bene a farsi un esame di coscienza. Per quattro anni da lui non abbiamo ricevuto una telefonata di in bocca al lupo o di complimenti per i successi americani. Nulla. Tony Renis non lo sentiamo da due anni e anche nel suo caso vale quello detto per Cenci. Dovremmo essere felici e invece siamo affranti per questa situazione e speriamo veramente di non essere mai più messi in mezzo per beghe che non ci interessano” (da Pomeriggio 5, Canale 5, del 19/2/15).

Ed a seguire, questa dichiarazione di Michele Torpedine, manager de Il Volo:

“Non c’è nessun contratto che impone di dire grazie. E’ una carineria che si fa. Alcune volte. Nel caso di Cenci credo che il problema sia di antipatia personale o forse di invidia per come sono andate le cose. ma il primo a chiamarsi fuori è stato lui. Con lui ci sono problemi personali, i ragazzi non c’entrano. Tony negli ultimi due anni è scomparso. la sua reazione è un problema di megalomania. Lui è uno che si definisce uomo di successo planetario perché ha scritto Quando, quando, quando, figuriamoci se avesse scritto My way. La storia de il Volo potrebbe diventare una fiction. Tony ci sarà senz’altro. Cenci lo metteremo, ma nei titoli di coda, come si conviene ai cameraman”  (da Pomeriggio 5, Canale 5, del 19/2/15).

Per i concittadini di Ignazio de Il Volo, in collegamento da Marsala, è una doccia fredda. Arriva un pasticcere con le frappe per “addolcire i toni” e, mentre dalla piazza balbettano qualche frase difensiva, tu dici che pur stimando Michele Torpedine “c’è andato giù pesante” e che ,con il massimo rispetto per i cameraman senza i quali anche tu non potresti andare in onda, non si può definire il regista e direttore artistico Roberto Cenci un semplice cameraman. Cara Barbara D’Urso, a questo punto tutta la passione appassionata con cui era iniziata la celebrazione de Il Volo svanisce di colpo ed emerge la tua chiara presa di posizione appassionata a favore del regista Roberto Cenci. Il tuo cuore è talmente grande che riesci a spenderlo un po’ per tutti ma, per come hai piazzato strategicamente in trasmissione quelle dichiarazioni, diciamo che ieri alla fine il battito più intenso e appassionato lo hai riservato alla difesa di Roberto Cenci. E, stavolta, devo dire che hai fatto bene.

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