Paolo Bonolis presenta Le Iene che presentano Scherzi a parte: lui si che ama Mediaset

Caro Paolo Bonolis, il ritorno alla conduzione in prima serata di un conduttore top è sempre una notizia degna di nota.

A maggior ragione se, nell’anno televisivo 2015, il conduttore top torna in prima serata per condurre e rilanciare un vecchio format della tv commerciale nato quando il trash aveva una originalità che gli conferiva un minimo di credibilità.

Hai indossato una giacca stampata con coriandoli di parole e ti sei piazzato al centro di uno studio circolare a mo’ di domatore del circo. Ma c’è ben poco da domare a Le Iene presentano Scherzi a Parte (il lunedì alle 21.15 su Canale 5). Nonostante il nome e la tua premessa “è uno Scherzi a parte nuovo perché presenta delle grandi novità in chiave tecnologica e in chiave contenutistica”, il telespettatore si è ritrovato di fronte alle candid camera vip che oggi vedrei bene solo su Agon Channel Italia con la conduzione di Simona Ventura. Ma la crisi morde e Mediaset reagisce come sa: riproponendo Scherzi a parte. Nonostante la firma delle Iene, il format continua ad essere targato Fatma Ruffini e questo garantisce che il telespettatore non sarà trasportato in una dimensione contenutistica (come dici tu) differente da quella che si aspetta da un programma del genere. Basta vedere il primo scherzo ad Amadeus, un conduttore che non ha certo faticato ad ottenere dalla Rai la liberatoria per presentarsi in un programma della concorrenza. Lo scherzo prevedeva come “gancio” la presenza della moglie di Amadeus, Giovanna Civitillo, showgirl destinata a rimanere perennemente la ex scossettina de L’Eredità quando la conduceva il marito. L’unica cosa divertente di tutto lo scherzo è stata quando il figlio dei due si è presentato in salotto invitando il padre a non mettere sul terrazzo i fiori regalati alla madre dal presunto spasimante perché si sarebbero rovinati. Ma, la tristezza creativa della candid camera con protagonisti Amadeus e Giovanna Civitillo è nulla in confronto alla tristezza di vedere te e Amadeus seduti sulla panchina al centro dello studio per parlare della gelosia di Amadeus. Tu, come sempre in alternanza interpretativa tra Albertone Bonolis e Totò Bonolis e Amadeus a farti da spalla come sempre in alternanza interpretativa tra se stesso e l’imitazione di Max Tortora. Inutile dire che, la voce fuori campo come narratore di Pino Insegno e i protagonisti delle successive candid camera (Paolo Brosio, Alba Parietti, Antonio Razzi, David Parenzo), mi hanno impedito di seguire un programma di cui ho visto la prima candid camera solo perché c’eri tu, un conduttore top. Il pubblico di Canale 5 invece lo ha gradito moltissimo: 6.478.000 telespettatori ed uno share del 26.97%. In pratica hai doppiato  la fiction Ragion di stato di Rai 1 vista da 3.412.000 telespettatori per uno share del 12.34% (fonte ufficiostampa.rai.it). Caro Paolo Bonolis, il vederti su quella panchina con Amadeus rafforza la mia convinzione che, il tuo rapporto di amicizia con il vice presidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi, è talmente solido che solo lui può averti convinto a fare questo sacrificio per il bene dell’Azienda. 

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