Cinzia Th Torrini, la regista di fiction di successo che sa parlare a milioni di pance

Cara Cinzia Th Torrini, sono passati 10 anni da quando la tua Elisa di Rivombrosa si portava a casa il Telegatto come trasmissione televisiva dell’anno. Nel 2014 i Telegatti non esistono più ma esiste ancora il Premio Regia Televisiva di Daniele Piombi e di certo sarai candidata a vincerlo con Un’altra vita, la fiction che ha raccolto un grande successo su Rai 1 (8.6 milioni di telespettatori e il 32% di share nell’ultima puntata).

Il quotidiano la Repubblica oggi ti dedica un paginone con intervista (a firma Silvia Fumarola) intitolato “La signora della fiction”, in cui riveli il segreto del successo delle fiction che firmi:

“Quando parla alla mia pancia e la mia pancia parla a me. Se arriva a me allora so che posso parlare a milioni di pance, viviamo le stesse emozioni. In ogni film c’è dentro il mio cuore, sembra un po’ una frase da De Amicis ma è così. Mi commuovo tre volte: quando giro, quando monto i film e li rivedo”.

Cara Cinzia Th Torrini, nelle note di regia di Un’altra vita sei stata più tecnica e meno passionale:

“Questo lavoro mi ha dato la possibilità di raccontare, come regista donna, una storia molto al femminile, vista dagli occhi delle donne. È molto raro avere sei attrici protagoniste dove le linee trainanti della storia sono i percorsi emozionali e psicologici dei personaggi. Questa serie ha avuto più che mai bisogno di un attento lavoro “a tavolino” con tutti gli attori prima delle riprese, percorrendo con loro tutti gli sviluppi drammaturgici emozionali. È un modo di lavorare che ho imparato da studentessa dell’Accademia di Cinema in Germania, potendo vivere l’esperienza di assistere alle sedute di Ingmar Bergman con gli attori per il film L’Uovo di Serpente. Con i miei collaboratori abbiamo fatto anche un grande lavoro sulla caratterizzazione dei personaggi attraverso la scelta degli abiti, del look, lavorando molto sulla credibilità e sulla psicologia per accentuare tutte le sfumature. Sfumature al femminile che sono riuscita a tirare fuori dalla naturalezza di Vanessa, dall’esperienza di Loretta, dalla freschezza delle ragazze che faranno sicuramente immedesimare tante giovani spettatrici. Non è stato facile unire più generi: commedia, romanticismo, dramma psicologico, racconto familiare e mistery – una scommessa per gli sceneggiatori e per noi sul set. Penso però, con i dialoghi molto veri e brillanti e una regia attenta al particolare ma anche leggera, con ritmo e colori, che, forse, ci siamo riusciti!”.

In un mio post del 2004 (che riporto al termine di questo post) scrivevo: “Cara Cinzia Th Torrini, il tuo nome fa ancora venire gli incubi ai dirigenti della Rai. Con Elisa hai fatto stravincere Canale 5 nella battaglia degli ascolti chiunque fosse l’avversario: dal toccante Lino Banfi alla conturbante Laetitia Casta diretta dai fratelli Taviani. Dodici milioni di italiani (secondo l’Auditel) erano lì a palpitare con Elisa”. Cara Cinzia Th Torrini, dopo il successo di Elisa di Rivombrosa hai lavorato ancora per Canale 5 per cui hai diretto la fiction Don Gnocchi, l’angelo dei bimbi ma poi sei stata catturata dalla Rai per cui hai diretto le fiction Donna detective (2007), Tutta la verità (2009), Terra ribelle (2010), La Certosa di Parma (2012), Un’altra vita (2014) e Anna e Yusuf (primavera 2015). Sei l’esempio di come la Rai sappia essere due volte produttiva: la prima affidando delle fiction ad una regista capace di parlare alla pancia degli italiani e la seconda togliendola alla concorrenza. E’ una vecchia strategia che la Rai ha copiato dalla strategia delle origini di Canale 5 che toglieva i pezzi forti alla Rai e che a quanto pare ancora funziona. 

da carotelevip.splinder.com del 27 febbraio 2004

Per Elisa

Il Telegatto non te lo toglie nessuno. La tua Elisa di Rivombrosa è la fiction dell’anno. E quando Gerry Scotti dirà: ritira il premio la regista Cinzia Th Torrini, tu entrerai accompagnata dagli attori tra applausi meritatamente scroscianti. Sembravano finiti i tempi degli sceneggiati in costume e invece tu, con coraggio, ne hai girato uno di 13 puntate da 100 minuti ciascuna. Un teleromanzo, come si diceva ai tempi della tv in bianco e nero. Cara Cinzia Th Torrini, il tuo nome fa ancora venire gli incubi ai dirigenti della Rai. Con Elisa hai fatto stravincere Canale 5 nella battaglia degli ascolti chiunque fosse l’avversario: dal toccante Lino Banfi alla conturbante Laetitia Casta diretta dai fratelli Taviani. Ti confesso di essere uno dei pochi a non aver seguito le disavventure della tua eroina. Giusto qualche minuto qua e là per capire che si trattava della classica storia d’amore tra un nobile ed una umile dama di compagnia; un amore contrastato da una perfida contessa o marchesa. Ho sentito la gente che ne parlava al bar e sull’autobus ma non è stato sufficiente per incuriosirmi. Per l’ultima puntata invece, come preso da un raptus, mi sono telecomandato su Elisa proprio nel momento conclusivo durante un crescendo emozionale di colpi di scena. E poi il lieto fine dove l’umile donzella non solo vive felice con il suo bello ma riceve dal re il titolo di contessa o marchesa. Dodici milioni di italiani (secondo l’Auditel) erano lì a palpitare. Complimenti. Adesso però questo enorme successo avrà probabilmente un risvolto negativo (soprattutto per noi telespettatori). Mentre tu già lavori alla seconda serie, la concorrenza si starà attrezzando. Con il risultato che la prossima stagione ci sarà la clonazione multipla di Elisa. Saremo sommersi da Margherite di Castellombroso, Geltrudi di Valleombrosa, Luise di Monteobroso. Un tripudio di giovani e belle pulzelle che s’innamorano di principi, conti o marchesi. Speriamo non succeda come in quel film in cui un tizio viene clonato tre volte e le sue copie sono una peggio dell’altra. Si sa, l’originale è sempre l’originale. Elisa di Rivombrosa: un sogno che prosegue in edicola con l’album delle figurine. Perché i telespettatori bisogna coltivarseli fin da giovanissimi. Nessuna telemamma si rifiuterà di comprare alla telefiglia le figurine della mitica contessa o marchesa Elisa.

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