Virus di Nicola Porro su Rai 2: la nuova scenografia glaciale in sintonia con l’indifferenza dei telespettatori

Caro Nicola Porro, Virus – il contagio delle idee, è un talk show politico che sopravvive su Rai 2 nonostante faccia ascolti bassi e non abbia alcuna possibilità di essere significativo nel panorama della comunicazione nazionale.


Per dargli una scossa, avete cambiato la scenografia passando dai colori accesi della passata a stagione ad un bianco glaciale che difficilmente scalderà il pubblico che anche ieri, nella prima puntata della stagione 2014/15, vi ha tributato una sonora indifferenza: 1 milione 43 mila spettatori e uno share del 4.89%.

Anziché affrontare la triste realtà del fallimento di un progetto, Rai 2 ti dà fiducia e individua nella scenografia l’elemento che mancava al programma.  Ieri avete dedicato la puntata intitolata “Siamo in pericolo”, alle minacce dell’Isis e agli orrori prodotti dal fondamentalismo islamico. La discussione è stata animata da una polemica accesa tra il sonnolento Pierluigi Battista del Corriere della Sera e la giornalista peperina Rula Jebrael (ha fatto tv anche in Italia) in collegamento da New York dove ora vive e lavora. Un mese fa si è riparlato di lei anche da noi perché ha polemizzato con i media americani per la loro faziosità nel raccontare i combattimenti tra israeliani e palestinesi. Invitandola, ti sei giocato la carta della polemica sicura al 100% che però si è rivelata poco interessante e si è  conclusa con la Jebreal che accusava Battista di comportamento misogino nei suoi confronti; con te a fare da paciere. Caro Nicola Porro, consapevole che la miglior funzione che può svolgere Virus – il contagio delle idee è quella di fare da sonnifero ai telespettatori, avevi in studio come ospiti principali Magdi Cristiano Allam, editorialista de Il Giornale e il filosofo Gianni Vattimo. Persino la scenografia glaciale dopo ogni loro intervento ha mostrato segni di scioglimento. Vattimo, a dire il vero, ha fornito il contributo più inconsueto e divertente della trasmissione, chiosando ogni tuo lancio di argomento o servizio con degli interrogativi ironici fuori campo e che il mixer audio ha mandato in onda senza abbassargli il volume del microfono; uno spasso. Ma la scenografia e il livello degli ospiti non sono i soli elementi che fanno venire i brividi. C’è anche il momento del fact checking che tu pronunci in modo troppo rapito al punto che le prime due volte che l’hai detto ho pensato che avessi detto fuck al posto di fact. Il primo fact checking della nuova stagione di Virus ha sbugiardato due affermazioni fatte dal grillino Di Battista. Evidentemente vi piace vincere facile. L’altro aspetto di Virus che mi ha lasciato di ghiaccio è l’impiego di Greta Mauro, che avevo apprezzato come conduttrice-autrice di Atlantide – Storie di uomini e di mondi su La7, e a Virus è ridotta a fare la twitterina. Caro Nicola Porro, ma la cosa più raggelante del nuovo Virus – il contagio delle idee è la scelta di mandarlo in onda il giovedì contro Servizio Pubblico di Michele Santoro (su La7 da giovedì 25 settembre). Scegliere di andare a sbattere contro l’iceberg Santoro mi sembra una drammatizzazione esagerata per porre fine all’inutile tentativo chiamato Virus – il contagio delle idee.

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