Ieri e Oggi: che brutta la tv in bianco e nero con tutte quelle sigarette fumate durante un talk show

Caro Paolo Ferrari, Rai Storia sta riproponendo Ieri e Oggi il programma che è stato il culmine della autoreferenzialità della tv nel suo periodo d’oro, quando la Rai era un punto di riferimento per l’Italia del boom economico.

Ieri è andata in onda l’ultima puntata di una delle edizioni che hai condotto tu, che ha ripercorso alcune delle tappe televisive di due grandi personaggi dello spettacolo italiano, allora al massimo della popolarità: Giorgio Albertazzi e Ornella Vanoni.

Troppo spesso siamo portati a ricordare con nostalgia quella tv in bianco e nero e a lodarne le qualità che non sempre aveva. Nel vedere questa puntata di Ieri e Oggi, non mi è venuto di concentrarmi sulla qualità della recitazione di Albertazzi o sulle interpretazioni musicali della Vanoni. C’è stato qualcosa che le ha oscurate: le nuvole di fumo di sigaretta che invadevano ogni inquadratura. All’epoca fumare in uno studio televisivo non era vietato dalla legge e rivedendo il talk show Ieri e Oggi è evidente che si abusava di questa concessione. Davanti a te, il conduttore, era in bella mostra un posacenere, utilizzato una volta anche da te e, moltissimo, dall’ospite Albertazzi che durante tutta la puntata non ha fatto che accendere, fumare e spegnere sigarette. Più fumo! Più fumo! Fumare è bello! Che bello farsi una bella sigaretta mentre si parla amabilmente con gli amici in salotto! sembravano dire al pubblico quelle inquadrature. Sono ben lieto che la tanto bistrattata tv di oggi, davanti anche solo ad un accenno al fumo, trova qualsiasi conduttore prontissimo a dire che il fumo nuoce gravemente alla salute. La tanto osannata tv in bianco e nero invece non aveva questa attenzione e non è una scusante il fatto che all’epoca fosse normale e consentito a tutti, fumare da tutte le parti come mi ha fatto notare  @meloccaros su twitter:

“Vero. Ma con gli occhi di oggi, al tempo fumavano sempre e ovunque. #strazio I nostri genitori fumavano (molto) in macchina. Finestrini chiusi. #miodio Se vuoi puoi citare pure che si fumava a letto prima di addormentarsi!”.

Incasso la sottile ironia con cui @meloccaros ha voluto dire che queste mie osservazioni, fatte oggi, possono sembrare ovvie, banali. Ma da severo critico della tv di oggi non posso non raccontare il senso di “brutta tv” che ho provato guardando questa replica di Ieri e Oggi. Che il fumo non fosse proprio una passeggiata di salute si sapeva anche allora e i dirigenti della Rai, così maniacalmente attenti alle regole lessicali, alle regole del bon ton, ai comportamenti giusti e sbagliati, hanno contribuito a veicolare l’immagine del fumare (in tante altre trasmissioni, non solo a Ieri e Oggi). La tv che si poneva come obiettivo primario di essere educata perché entrava nelle case dei telespettatori, in questo caso è stata molto diseducativa. La Rai tv che imponeva alle gemelle Kessler di indossare le calze nere coprenti per non turbare il sonno degli italiani, trasmetteva un talk show popolarissimo come Ieri e Oggi, in cui gli ospiti, non per le esigenze del copione di uno sceneggiato, ma per il proprio piacere e vizio personali, fumavano, fumavano e fumavano in diretta televisiva inondando lo studio e i salotti degli italiani con nuvole di fumo delle bionde sigarette. Erano, quelli, anni in cui il potere della televisione era smisurato. Anni in cui la tv ha imposto e veicolato modelli comportamentali influenzando generazioni di telespettatori, nel bene e nel male, molto di più di quanto non sia in grado di fare la tv di oggi. 

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3 thoughts on “Ieri e Oggi: che brutta la tv in bianco e nero con tutte quelle sigarette fumate durante un talk show

  1. guglielmofederico ha detto:

    Magari sarebbe stato bello la televisione a colori, perché Bambole, non c’è una lira è stato un varietà televisivo in 6 puntate trasmesso da RAI 1 (ex-Rete 1 RAI) dal 16 aprile al 21 maggio 1977 per la regia di Antonello Falqui e la direzione musicale di Gianni Ferrio. Autori del programma furono, oltre allo stesso Falqui, Maurizio Costanzo, Gino Landi, Marcello Marchesi e Dino Verde.

    Riproponeva il mondo dell’avanspettacolo per la platea televisiva
    « attraverso le vicende di un’immaginaria compagnia squattrinata e sempre alla ricerca di finanziamenti (…) si scoprono le caratteristiche del teatro leggero con i suoi componenti fissi: la soubrette capricciosa ma essenziale per lo spettacolo, il giovane brillante, la “soubrettina” in grado di cantare, ballare e recitare anche senza vero talento ma bella di presenza, il comico che viene dalla gavetta e che riempie i “vuoti” tra un cambio di scena e l’altro, il cantante-ballerino-porteur e infine la coppia di produttori »
    (Aldo Grasso da Storia della televisione italiana, Garzanti, 2000)

    Lo stesso titolo era ispirato alla infausta frase che l’impresario (nello spettacolo interpretato da Tino Scotti) doveva dire alle ballerine quando gli incassi della serata erano stati insufficienti. Nel programma di Falqui costituiva il tormentone di chiusura di tutte le puntate.
    Pippo Franco interpretava il ruolo del comico, Christian De Sica era il giovane brillante, Isabella Biagini era la soubrette, Loredana Bertè era Dori, la soubrettina, Leopoldo Mastelloni il cantante-ballerino-porteur. Oltre a loro figuravano nel cast il già nominato Tino Scotti, Gianrico Tedeschi e Gianni Agus.

    • akio ha detto:

      Guglielmo Federico, lo ricordo Bambole non c’è una lira. Esempio di intrattenimento di qualità con un contenuto importante come quello di celebrare e ricordare l’avanspettacolo italiano. Sono tantissime le produzioni di qualità di quella tv! Grazie per il tuo contributo che equilibra il mio post

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