Paolo Bonolis: “Il professionista Gerry Scotti è adatto a integrarsi nel mini mondo di Avanti un altro, un quiz diversamente ortodosso”

Caro Paolo Bonolis, ieri si è compiuta definitivamente la tanto attesa staffetta tra te e Gerry Scotti per la conduzione dei prossimi due mesi di Avanti un altro, il quiz da te ideato e condotto (dal 2011) nella fascia pre-serale di Canale 5 (dal lunedì al venerdì alle 18.45). Sembrava impossibile che qualcuno potesse sostituirti alla conduzione di un programma cucito sulla tua pelle e sulle tue corde vocali e invece ancora una volta abbiamo la dimostrazione che in tv nessuno è insostituibile.

 

Gerry Scotti ha la professionalità, l’esperienza e la personalità per prendere in mano questa creatura da te ideata a tua immagine e somiglianza. Già dalla prima puntata ufficiale di ieri lo ha dimostrato. In Jeans, giacca blu, camicia sbottonata, il suo volto bonario ha preso le redini del programma con prudente rispetto ma ricordando che lui fa tv da una vita. Lo ha fatto in modo indiretto salutando tutti i componenti dello studio e ricordando di averci lavorato in tantissimi progetti televisivi da Passaparola a La Corrida. A completare il suo curriculum storico ha provveduto un concorrente che ha detto di “essere cresciuto a pane e DeeJay Television”. Gerry Scotti ha scelto la strategia giusta soprattutto nel rapporto con i personaggi folli che animano il quiz; non è lui a prendere in giro i personaggi folli (come fai tu) ma si fa prendere in giro dai personaggi folli. Ieri l’alieno si è impossessato del centro del palcoscenico e per dieci lunghissimi secondi gli ha urlato contro come un indemoniato “Tu chi sei? Tu chi sei? Tu chi sei?”. Qualche minuto prima Luca Laurenti, dopo averlo accolto con il classico “Ricordati… ricordati… ricordati… che anche tu… devi morire…!!!!”, gli ha dedicato il seguente adattamento “Ricordati… che devi… dimagrire…”. Tutti i personaggi folli saranno autorizzati ad ironizzare sulla tua stazza fisica e già ieri sera l’hanno fatto; c’è chi gli ha dato del “Ciccio” e chi lo ha vezzeggiato come un orsacchiotto. Gerry Scotti conduce Avanti un altro con il suo ritmo; un ritmo lento se paragonato al tuo ritmo forsennato ed ansiogeno. Nel gioco finale, dove tu arrivi a raggiungere ritmi da percussionista impazzito, lui ha un po’ faticato ma tra qualche puntata imporrà il suo ritmo e porterà a casa il format. Fossi in lui eviterei i tentativi di battute in romanesco così da allontanare l’inevitabile confronto con te. Caro Paolo Bonolis, sei tu ad aver voluto Gerry Scotti come sostituto e ieri, per dare un aiutino al tuo format e al suo nuovo conduttore, sei andato addirittura a parlarne in diretta nello studio del Tg5. Alberto Bilà ti ha chiesto:

“Hai messo su una baracca infernale, un programma di successo che ha scardinato un pochino i canoni classici del pre-serale, con un circo di persone strampalate che ha avuto grandissimo successo presso il pubblico. Come ti è venuto in mente? E’ stata una notte insonne? Avevi bevuto un po’ troppo quella sera?”.

Tu hai risposto sfoderando il tuo eloquio egocentrico e a tratti incomprensibile:

“Dici che sò stati i peperoni? No, in realtà è successo che cercavo di fare qualcosa che non fosse stato fatto precedentemente e non era nelle possibilità dell’utente televisivo da rintracciare. Insomma i quiz avevano un loro percorso abbastanza ortodosso, mi piaceva l’idea che fosse un percorso diversamente ortodosso. E infatti è politically uncorrect quello che raccontiamo in Avanti un altro. E’ un gioco, è un quiz, dove vive questo mini-mondo, vive questo multiverso dei tantissimi personaggi che lo compongono. Ha ottenuto degli ascolti imbarazzanti, insomma, altissimi, ed è stato venduto già in oltre 7 paesi. Ascolti inaspettati anche per la rete. Inaspettati anche per noi se è per questo”.

Caro Paolo Bonolis, riguardo alla conduzione di Gerry Scotti hai ribadito la tua fiducia in lui ma soprattutto nel tuo format:

“Adesso c’è un cambio di gestione perché pensiamo che il professionista Gerry Scotti sia perfettamente adatto ad integrarsi in questo mondo perché il mondo funziona di per sé. Certo è cambiato il cuoco in cucina, diamo un attimo al nuovo cuoco, il tempo di capire dove sono gli ingredienti. Poi magari non si mangeranno più i rigatoni con la pajata e coda alla vaccinara ma sarà il tempo della casoeûla e dei mundeghili”.

A quanto pare la prima puntata del nuovo corso ha retto bene alla prova degli ascolti a dimostrazione che hai ragione sia sulla forza del format che sulla conduzione di Gerry Scotti: 3milioni e 600mila spettatori per un 20.05% di share contro i 4milioni e 289mila spettatori per un 22.89% di share dell’Eredità di Carlo Conti su Rai 1. Caro Paolo Bonolis, era il 6 settembre 2011 quando scrivevo il post sulla prima puntata di Avanti un altro e da allora raramente ho seguito il gioco finale da te condotto in modo snervante. Ho la sensazione che invece con il ritmo lento di Gerry Scotti potrei addirittura vedere una o più puntate intere di Avanti un altro. Insomma, ancora una volta puoi ritenerti più che soddisfatto: il tuo format ha guadagnato un potenziale telespettatore! 

*** 

da carotelevip.splinder.com del 6 settembre 2011

Avanti un altro Bonolis fast and furious

Caro Paolo Bonolis, ieri hai disputato il primo tele-duello della stagione con Carlo Conti nella fascia preserale. Un duello destinato ad appassionare i maniaci dei dati di ascolto. Il tuo competitor ha in mano un programma collaudatissimo, seguitissimo e stimatissimo (con Umberto Eco in prima fila a lodare la ghigliottina finale de L’Eredità). Il tuo Avanti un altro è un quiz nuovo (leggo nei titoli di coda che ne sei l’ideatore insieme a Stefano Santucci) per larga parte identico a tutti i quiz di nuova generazione che punta su un’unica variabile: Bonolis. La scenografia ricorda moltissimo quella di Affari tuoi, una raggiera che ti consente di muoverti da un punto all’altro dello studio per ammaliare il pubblico casalingo andando incontro alle telecamere e per deridere il pubblico in studio (eccoti prendere uno snack e porgerlo ad una signora in carne che secondo te dall’inizio della puntata a quel momento ha perso qualche etto). In quello studio ti muovi come un’animale televisivo che scavalca e rientra nella gabbia a suo piacimento per poi tornare al rituale del conduttore che porge le domande a risposta multipla ma senza l’estenuante lentezza “ragionata” di Chi vuol esser Milionario?. C’è tutto il Bonolis di Ciao Darwin nel Bonolis che fa entrare una bellona bionda per massaggiare sensualmente le orecchie del concorrente mentre deve rispondere alla tua domanda e sostenere la tua ironia: “Lo so che non può rimanere immobile con tutto… ma rimanga immobile!!!…”. Caro Paolo Bonolis, mentre mi chiedevo come riuscirai a tenere questi ritmi di conduzione per una intera stagione tv è arrivato il momento del gioco finale quello più atteso dal pubblico, quello che deve trainarlo verso il Tg5, quello che si confronterà con la inaffondabile ghigliottina di Carlo Conti. Il giochino finale di Avanti un altro non sarà mai lodato da Umberto Eco. E’ una corsa contro il tempo in cui il concorrente deve dare la risposta contraria a quella giusta con un Bonolis scatenato a fare le domande. Un Bonolis fast and furious nell’incalzare il concorrente; lo sgrida, lo calma, lo guida, lo consola e poi via ancora un ultimo scossone per eccitarlo negli ultimi trenta secondi di risposte confuse in mezzo alla tua mitragliante sequenza di domande ormai solo accennate, smozzicate. Esattamente il contrario di quello che contemporaneamente accade su Rai 1 dove Carlo Conti se ne sta placidamente a mani conserte a ragionare parola per parola insieme al concentratissimo concorrente della ghigliottina. Caro Paolo Bonolis, Avanti un altro è tutto meno che un programma rilassante: per i concorrenti, per il pubblico in studio, per il conduttore, per i telespettatori. Se tutte le sere hai intenzione di scatenare quell’inferno televisivo fatto di ansia da domanda e risposta-non-risposta sappi che a me è bastato guardare la prima puntata per stressarmi da qui fino alla fine della stagione tv.

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