The Movement, il documentario di Mtv in cui Miley Cyrus dice “se non sei primo, sei ultimo”.

Cara direttore di Mtv Italia Antonella Di Lazzaro, da quando trasmetti la versione italiana di 16 anni e incinta, evito accuratamente Mtv Italia e sbaglio. Sbaglio perché rischio di perdermi perle di conoscenza dello show business americano come Miley Cyrus: The Movement, Il documentario, che stai trasmettendo da inizio ottobre in varie fasce orarie, è realizzato dalla casa madre di Mtv e racconta la creazione dell’immagine della nuova Miley Cyrus alla disperata ricerca di liberarsi della Hannah Montana che è stata. Lei però questa sua fase artistica vuole che la si definisca “movimento” e non transizione. Alla base di tutto c’è l’uscita del suo album Bangerz sul quale il marketing sta ancorando la trasformazione radicale di immagine della popstar.

Le telecamere seguono Miley in una sorta di backstage-docu-reality che la vede impegnata nella preparazione delle esibizioni, nella partecipazione ad eventi e nella promozione dell’album. Dalla discussa partecipazione ai Mtv Music Awards alla diretta di Good Morning America; dall’incontro con il suo mito Britney Spears per la registrazione di un brano insieme, all’incontro con Pharrell e will.i.am che sono tra i produttori dell’album. Insieme a Miley c’è la sua, stilosissima, mamma manager. Il documentario è un crescendo wagneriano della smania di arrivare sempre più in alto da parte di una ragazza che da bambina prodigio dello show business aspira a diventare la numero uno assoluta dello show business. Eccola nella limousine che la deve portare sul red carpet dei VMA. E’ nervosa perché vuole dare il massimo non solo sul palcoscenico ma anche nell’anteprima. E’ stato studiato un ingresso trionfale da grande star con le staffette della polizia a precedere la sua auto. Ma qualcosa va storto e l’auto di Miley sorpassa le staffette della polizia creando un grave problema di immagine. Ora, ed è lei stessa a dircelo, non può fare retromarcia con l’auto perché altrimenti il pubblico, già numeroso sul red carpet, si accorgerebbe che è un’entrata fasulla. Momento di panico. Ma Miley Cyrus è una ragazza determinata e decisionista, alza lo smartphone, chiama il suo manager (credo?!) e dice che lei non farà fare marcia indietro all’auto perché ormai i fan l’hanno vista. Il suo interlocutore dall’altra parte del telefono non fa in tempo a capire quello che la popstar blatera perché la popstar è già fuori dalla limousine a recitare la parte studiata: linguacce, pose provocatorie e provocanti, baci ai fan, corna con tre dita in stile i love you. Cara direttore di Mtv Italia Antonella Di Lazzaro, un documentario come The Movement non rende più gradevole la nuova immagine di Miley Cyrus a chi la ritiene molto più che sopra le righe. Anche nel momento in cui potrebbe farti un minimo di tenerezza perché mostra qualche incertezza e timore, ti fa solo pensare che il suo modo di essere è molto peggio di come appare. Il primo singolo tratto dall’album è uscito da poche ore e lei si lamenta che è solo 181esima nella classifica iTunes. Parla al telefono con il suo manager (?!) e gli manifesta tutte le sue paure di un possibile fallimento dopo tanto lavoro. Ma la macchina propagandistica va alla grande e lei canta in diretta a Good Morning America su un mega palco da Time Square. Il documentario ci mostra il sofferto dietro le quinte delle prove di questo evento promozionale visto da milioni di telespettatori. Miley ha la laringite e una fastidiosissima tosse. Ma la sua professionalità le fa portare a casa una buona esibizione. E poi le ospitate nei grandi network radiofonici che la lanciano nelle vette delle classifiche; che era la sua preoccupazione principale. Eccola finalmente giunta al secondo posto delle classifiche di vendita. Ed è in questo momento che The Movement da documentario diventa dramma. La popstar Miley Cyrus non è ancora soddisfatta e lo confessa al suo pubblico con voce stentorea:

“Come dico sempre, se non sei primo sei ultimo”.

Cara direttore di Mtv Italia Antonella Di Lazzaro, questo messaggio così povero, racchiude in sé la filosofia di vita di chi, chiuso nel proprio egoismo e concentrato a raggiungere il massimo assoluto del successo, non si rende conto che al mondo ci sono delle persone che nella loro vita di tutti i giorni rifiutano la logica della corsa spasmodica verso il primo posto senza per questo sentirsi degli ultimi. Come vedi poi alla fine del documentario un po’ di tenerezza me l’ha fatta. Miley Cyrus dice di essere in movimento ma non la invidio. La direzione in cui sta andando la porterà in un posto dove si troverà in compagnia solo delle persone che vogliono essere sempre al primo posto. Un brutto posto. E a quanto pare Mtv è lieta di accompagnarcela.

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2 risposte a "The Movement, il documentario di Mtv in cui Miley Cyrus dice “se non sei primo, sei ultimo”."

  1. viga1976 22 ottobre 2013 / 08:40

    la rappresentazione umana della tristezza,ma non quella che ti faccia un po’ di pena e tenerezza. No,quella volgarmente sciocca.

    • akio 22 ottobre 2013 / 10:08

      anche la Disney ha le sue grandi colpe

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