Victoria, sempre più ehm ehm ehm, Cabello

Cara Victoria Cabello, quando la trasmissione Quelli che… non è saldamente nelle mani della imitatrice Virginia Raffaele, ci si accorge che la conduttrice sei pur sempre tu. Per non alimentare alcun dubbio in proposito, gestisci le interviste con gli ospiti. Ieri ne avevi uno di livello Rai 2: Gianluigi Paragone. L’interesse che suscita una intervista a Paragone è paragonabile all’interesse che tu nutri per il calcio. Ma questi sono i personaggi che fanno di Rai 2 la Rai 2 che è, ed è giusto dar loro spazio anche nelle altre trasmissioni al fine di promuovere le risorse della rete. Paragone è il giornalista che conduce L’Ultima Parola, l’ultimo talk show politico rimasto a Rai 2 dopo la rottura con Michele Santoro. Sulla tua cartelletta c’è scritto di ricordarlo al pubblico e tu lo fai dicendogli “Tu che hai preso il posto di Michele Santoro, se fossi il direttore di Rai 2, lo riprenderesti Santoro?”. Paragone corregge due aspetti sostanziali della tua domanda.

Per prima cosa lui non ha preso il posto di Santoro (infatti andava in onda in seconda serata il venerdì anche quando c’era Santoro). Poi, dopo aver detto che si, “subito, al volo riprenderei Santoro e gli ridarei la prima serata del giovedì”, ti fa presente che “la domanda corretta avrebbe dovuto essere… se tu fossi il direttore generale, perché è il direttore generale che ha questo potere…”. Cara Victoria Cabello, il telespettatore si sarà ormai rassegnato al fatto che dopo oltre due anni di Quelli che… tu ancora non capisca nulla di calcio ma è lecito aspettarsi un po’ più di preparazione su come funziona la Rai. Per rendere pepata l’intervista a Paragone, tu e gli autori vi inventate uno scherzo. Interrompete l’intervista annunciando una notizia falsa: il gol del vantaggio del Torino sulla Juventus. Lo fate proprio come se fosse vero. Urla, musichetta, scritta con i colori del Torino, l’ex calciatore granata Eraldo Pecci che esulta seduto accanto a Caputi e Tombolini. Tutto questo perché Gianluigi Paragone è juventino e vuoi far vedere la sua reazione proprio mentre è intervistato. Penso a quel telespettatore che, di passaggio su Rai 2, ha appreso la notizia falsa ed ha cambiato canale nella convinzione che il Torino stesse battendo la Juventus per 1 a 0. Cambiando canale si sarà perso le tue scuse a Paragone e al pubblico: “Scusate! E’ uno scherzo! Vedere Paragone in panico durante l’intervista ci faceva troppo ridere!”. Cara Victoria Cabello, se ti diverti così, contenta tu. Peccato che perdere qualche telespettatore sia torinista che juventino non sia bastato a rendere interessante un’intervista all’ospite di livello Rai 2 Gianluigi Paragone. A chi interessa cosa pensa Paragone di come la Lega si rapporta con il problema dell’integrazione? A chi interessa la spiegazione di Paragone sul perché negli ultimi anni i talk show politici stanno avendo tanto successo? Ma a rendere l’intervista un vero strazio è il tuo modo di porre le domande. Un tempo, quando a Mtv facevi la tv montata e ritmata, le tue domande erano ben costruite e le ponevi con autorevole decisione. Oggi, in diretta e in una trasmissione in cui ancora sembri capitata per caso, le tue domande sono introdotte, intervallate e concluse da una lunga litania di incerti “ehm… ehm… ehm…”. La brillante Victoria Cabello che incalzava i suoi intervistati con domandine ad effetto (studiatissime), oggi brancola nel buio dell’indecisione più totale nella speranza che durante i suoi lunghissimi “ehm… ehm… ehm…” giunga una illuminazione a folgorarla e a farla sembrare la Victoria che fu. Cara Victoria Cabello, nemmeno quando hai portato l’intervista sul facile terreno della macchietta sei riuscita a farla diventare divertente. Paragone è stufo di parlare di cose “serie” anche perché sa bene che a far parlare di lui non è il contenuto della trasmissione L’Ultima Parola ma il fatto che comincia il suo talk politico esibendosi come cantante rock. Una trovata giornalistica che non gli farà vincere il Pulitzer ma che gli ha dato una visibilità televisiva inaspettata. Il Trio (sempre più spento) Medusa ha montato una clip riassuntiva che non rende bene l’idea del potenziale canterino di Paragone. E allora, ci pensi tu, chiedendogli di esibirsi dal vivo a Quelli che… nel ritornello di un pezzo trash anni ’70: Tu mi rubi l’anima del gruppo Collage. Gli applausi del pubblico in studio non coprono il vero motivo per cui l’ospite di livello Rai 2 Gianluigi Paragone è venuto a Quelli che… : “… se avete matrimoni a giugno e a luglio sono libero…”. Cara Victoria Cabello, quando finalmente ti libererai del peso di questa spaesata conduzione avrai bisogno di un lunghissimo periodo di riflessione interiore per ritrovare la vecchia Victoria Cabello. E forse, solo allora, potrai riguardare con autentico e distaccato senso di autocritica questa tua parentesi “ehm ehm ehm” professionale.

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2 risposte a "Victoria, sempre più ehm ehm ehm, Cabello"

    • akio 29 aprile 2013 / 09:54

      caro viga, questi campano benissimo

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