Lena Dunham, i 2 Golden Globes e l’onda di Girls da cui scendere prima possibile

Cara ideatrice, interprete e regista della serie Girls Lena Dunham, domenica notte hai portato a casa due prestigiosi riconoscimenti ai Golden Globes (Tv) 2013: Best Television Series Comedy or Musical e Best Performance by an Actress in a Television Series – Comedy or Musical. I premi si aggiungono alla popolarità raggiunta da te e dalla serie e sono la dimostrazione che il sogno americano continua ad avere esempi per alimentarne il mito. Il tuo successo viene raccontato soprattutto in questo senso: una ragazza con una infanzia difficile, sola, diversa (come ami orgogliosamente definirti), che ha fatto delle sue incertezze e paure un punto di forza e ha raggiunto l’apice del successo nel dorato mondo della “celluloide” televisiva. Ora viene il difficile e non mi riferisco al mantenimento del successo ma al mantenimento dell’immagine.

Nei panni della star ti muovi bene, come dimostra il video dei Globes, ma il pubblico ama la Lena/Hannah con i suoi capelli arruffati e i suoi vestitini improbabili e difficilmente accetterà aggiustamenti o cambiamenti alla tua immagine. Cambiamenti e aggiustamenti che inevitabilmente dovrai adottare anche se il tuo modo di essere è quello che finora c’è stato raccontato. Sei giovane e non potrai essere per tutta la tua carriera artistica Lena/Hannah di Girls. Si lo so, sei solo all’inizio della seconda stagione di questa serie di successo (da febbraio su Mtv Italia, quasi in contemporanea con gli Usa) e come minimo devi farne almeno altre 3 o 4 stagioni. Ma sai bene cara Lena Dunham che il difficile sarà il dopo Girls, perché il personaggio di Hannah è un personaggio talmente forte che si attacca addosso alla sua interprete e rischia di trascinarla nel tunnel della più classica delle accoppiate artistiche incatenanti. Tutto il successo che Girls e Hannah ti stanno dando è ad alto tasso di pericolosità per Lena che ormai è a pieno titolo nello show business. Il successo nel mondo dello spettacolo è così: o si cavalca l’onda sicura cercando di mantenere gli equilibri che l’hanno alimentata o si scende dall’onda sicura quando si è al culmine del successo per aspettare che ne arrivi un’altra più difficile da cavalcare ma che una volta presa dà più sicurezza e porta più lontano. Uno dei punti di forza della serie Girls è quella di raccontare la crisi mondiale che stiamo vivendo attraverso le difficoltà che sta creando alla generazione dei ventenni. Una crisi che a quanto pare non finirà tanto presto. Una crisi che non colpisce solo le nostre tasche ma che, generando incertezze sul futuro, colpisce la qualità della vita di ciascuno di noi. Ecco, credo che tu debba sfruttare il successo che ti hanno dato Hannah e Girls e scrivere, raccontare e filmare storie che raccontano il nostro tempo ma che vanno oltre l’universo di Hannah e di Girls. Seguendo la prima serie di Girls ho maturato l’idea che tu sei una specie di Woody Allen ma più cattiva. E’ onda che ti piacerebbe cavalcare? Pensaci, cara Hannah, cioè, scusa, volevo dire, cara Lena Dunham.

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