Michele Santoro torna con Servizio Pubblico su La7 senza (quasi) pensare alla Rai

Caro Michele Santoro, giovedì prossimo tornerai con il tuo Servizio Pubblico su una emittente televisiva importante come La7, dopo l’esperienza “obbligata” della trasmissione su multipiattaforma della scorsa stagione. Nella conferenza stampa di presentazione, trasmessa in streaming sul sito di Servizio Pubblico, hai parlato dell’importanza dell’esperimento di trasmissione integrata via web, tv locali e radio precisando che “Senza web non avremmo potuto portare avanti il progetto, ma il nostro è un prodotto tv, non abbiamo mai voluto uscire dalla Tv”. Dunque non rinneghi la multipiattaforma (di cui ovviamente non puoi comunque più fare a meno) ma rivendichi la tua natura di “televisivo” e come tale sei pronto a ripartire senza guardarti indietro perché “il televisivo si giudica sempre dall’ultima cosa che ha fatto e questo è il bello e il brutto e dà l’adrenalina a chi fa questo mestiere”.

Nella prima puntata ospiterai il rottamatore del PD Matteo Renzi ma ti piacerebbe tanto avere prossimamente anche l’altro astro nascente della politica Beppe Grillo, perché: “Non mi piace il termine rottamazione ma credo che se non ci fossero Renzi e Grillo questo Paese sarebbe preda di una stagnazione. Renzi e Grillo hanno provocato uno shock, niente sarà più come prima nella politica”. A Beppe Grillo hai dato sempre spazio nelle tue trasmissioni ed hai ricordato i tempi in cui mandavi in onda i suoi primi video: “Quando abbiamo mandato in onda i primi pezzi di Beppe Grillo scattava l’allarme rosso dai piani più alti agli scantinati della Rai”. Già, la Rai. Questa sarà la tua seconda stagione da produttore indipendente fuori dalla Rai. Ai giornalisti hai detto: “Tutti credono che noi non vediamo l’ora di tornare in Rai. No, ormai noi siamo produttori indipendenti, ma vorrei una Rai che non fa le barriere a nessuno”. La tua insomma è la solita battaglia per un servizio pubblico che sia tale ma i tuoi pensieri verso la Rai sono sempre appassionati e quando pronunci frasi come “la Rai deve essere pettinata? Educata? O deve far discutere il Paese? C’è qualcuno che si spaventa di far discutere il Paese?”, lo fai con una intensità verbale ed emotiva che provi a contenere senza successo. In te c’è sempre l’animo, che hai più volte dichiarato, del vecchio aziendalista Rai, di quando i tecnici in studio indossavano il camice bianco e i tecnici in esterni indossavano il camice azzurro. Tempi in cui la Rai era una Rai operaia. E a quella Rai hai reso un nostalgico ma grato riconoscimento rivelando che l’idea di dare voce alla piazza ti è venuta dai tuoi ricordi di bambino che guardava i collegamenti di Campanile Sera condotti da Enza Sampò. Quello era un programma di intrattenimento (un gioco basato su una gara tra città) condotto da Mike Bongiorno e da Enzo Tortora ma è da lì che ti è venuta l’idea di far parlare le piazze e la gente in una trasmissione giornalistica come Samarcanda. Ai tempi dei tuoi esordi in Rai hai dedicato anche altri ricordi ed aneddoti, cogliendo l’occasione per ricordare che i tuoi inviati sono stati i primi a far parlare la piazza ma anche a inseguire i politici con i microfoni in strada aprendo la strada al Postino di Chiambretti e poi alle Iene. Caro Michele Santoro, ma ora sei su La7 per una nuova avventura e speri che il matrimonio abbia lunga vita “Se questo incontro con La7 si dovesse trasformare in un incontro ricco di idee, spunti e cose nuove sarebbe interessante”. Vedremo se il tuo arrivo farà fare il boom di ascolti a La7. Crozza delle Meraviglie ha fatto l’ 8% e si è gridato al miracolo. La passata stagione, Piazzapulita del tuo ex allievo Corrado Formigli ha fatto punte di ascolto del 10%. A proposito di Formigli hai voluto chiudere definitivamente le polemiche dello scorso anno “Non c’è un derby Formigli-Santoro. Io sono stato il primo a dire a La7 che Formigli poteva andare in onda con un suo programma”. Caro Michele Santoro, forse non te lo ricordi ma il derby l’anno scorso c’è stato. Però, seguendo il filo del tuo inizio di conferenza stampa, penso che sia giusto guardare ad oggi e a domani. Per quanto ti riguarda hai detto che questa potrebbe essere l’ultima stagione di un tuo programma con te alla conduzione. Questo fa pensare che il progetto da produttore indipendente andrà oltre la singola e tradizionale trasmissione condotta da Michele Santoro anche perché hai profetizzato “Fra tre anni la televisione italiana sarà completamente irriconoscibile”. Caro Michele Santoro, l’amicizia e la frequentazione di Adriano Celentano ha lasciato in te tracce evidenti di profeta inconcludente. Insomma, ci hai lasciato con questo interrogativo sul futuro molto prossimo della tv senza darci un indizio, un segno, su cosa dobbiamo aspettarci, tra soli tre anni, dalla televisione italiana che “sarà completamente irriconoscibile”. Ma come, tu, nel 2012/2013, ancora porti in tv la piazza di Campanile Sera 1959/1962, e poi profetizzi una tv irriconoscibile tra soli tre anni? Ma allora perché sprecare tempo a guardare il vecchio Servizio Pubblico quando tra tre anni sarà un lontanissimo ricordo come Campanile Sera? Va bene, ho capito, intanto tu fai parlare Grillo e Renzi e poi tra tre anni si vedrà.

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