Caro neo direttore generale della Rai Luigi Gubitosi, come si vedono le olimpiadi dal settimo piano di viale Mazzini? Bene, vero? No, non sto facendo allusioni al tuo compenso di dirigente a tempo determinato. Mi riferivo al fatto che immagino avrai a disposizione una mega parete attrezzata con tutti i campi di gara in bassa frequenza e potrai vedere tutto quello che non potete mandare in onda perché chi ti ha preceduto ha acquistato i diritti per sole 200 ore di trasmissione. La prima giornata è stata ricca di medaglie italiane da raccontare. Oro a squadre nel tiro con l’arco maschile (Galiazzo-Frangilli-Nespoli) argento nella pistola individuale maschile 10 metri (Luca Tesconi) e poi il capolavoro delle ragazze del fioretto individuale che hanno animato la serata televisiva prima con due semifinali spettacolari in cui la giovane Arianna Errigo ha eliminato la portabandiera e campione uscente Valentina Vezzali (che ha vinto il bronzo) e poi con la finalissima vinta all’ultima stoccata dall’altra giovane italiana Elisa Di Francisca contro Arianna Errigo. Tre donne italiane ai primi tre posti. Tre bandiere italiane sul pennone olimpico. Una giornata memorabile anche dal punto di vista televisivo. Dunque, nonostante i tuoi tanti monitor, avrai visto le stesse cose che hanno visto i vostri abbonati. Quando le cose vanno così bene come ieri, i giornalisti e gli opinionisti della Rai sono naturalmente al riparo da critiche perché il pubblico non li sta a sentire più di tanto. Sarà stata una giornata fortunata ma anche le telecronache delle gare di ieri sono state buone. Un po’ meno bene è andata la gestione dei collegamenti con i campi gara ma l’effetto medaglie lo ha fatto passare decisamente in secondo piano. Una botta di tristezza ce l’ho avuta solo quando ho rivisto meglio lo studiolo londinese da dove trasmettete le rubriche ed i tg olimpici. Uno spazietto angusto dove le poche telecamere fanno fatica a muoversi e che costringerà gli ospiti a controllarsi in continuazione l’alito per non fare brutte figure con i loro colleghi che gli stanno talmente attaccati da richiedere una tale accortezza. Diciamo che se volevate mandare un segnale a Mario Monti riguardo l’applicazione drastica della spending review non potevate essere più convincenti. E’ un segnale davvero impressionante e non solo per i telespettatori ma anche per tutti i vostri televip in vacanza. Quello studiolo parla più di qualsiasi circolare interna. D’ora in poi tutte le produzioni dovranno dare chiari segnali di revisione delle spese. Non basterà far tornare i conti ed avere degli utili. Bisognerà anche non ostentare ricchezze strutturali superflue. Caro neo direttore generale della Rai Luigi Gubitosi, mi rivolgo a te come se stessi in ufficio e non in vacanza. Perché do per scontato che tu in vacanza questa estate non ci vai. Do per scontato che con il contrattone che la Rai ti ha fatto (anche se tu eri abituato ai super contrattoni ma a quanto pare stavolta ti sei accontentato) sarai voglioso di attuare subito il tuo piano risanamento e di farti trovare alla tua scrivania se Mario Monti dovesse chiamarti (perché guarda che quello ti chiamerà spesso visto che ha fatto una forzatura non da poco a proporti). Il lavoro che hai da fare è troppo per poterti permettere di andare in vacanza. Ieri ho letto che la Corte dei Conti vi ha inviato un rilievo relativo al bilancio del 2010: “Non risulta che la società abbia predisposto un rigoroso piano di razionalizzazione e di contenimento dei costi, reso necessario dai negativi risultati delle gestioni precedenti e dall’andamento dei ricavi” (da Il Messaggero, 28/7/12). Caro neo direttore generale della Rai Luigi Gubitosi, come vedi non sono io che non voglio mandarti in ferie. E poi sei un neo assunto e non le hai nemmeno maturate le ferie!