Monti salva l’Italia dalle Olimpiadi: un motivo di riflessione anche per la Rai

Caro direttore generale della Rai Lorenza Lei, il presidente del Consiglio Mario Monti non ha firmato la lettera di garanzia economica da parte dello Stato Italiano indispensabile per presentare al Comitato Olimpico Internazionale la candidatura della città di Roma all’organizzazione delle Olimpiadi 2020. Una decisione che sta raccogliendo principalmente consensi. Chi conosce la storia dello sport sa che molte città ospitanti stanno ancora pagando i debiti accumulati per organizzare l’evento olimpico. Chi conosce la storia d’Italia sa che è impossibile garantire che i preventivi di spesa iniziali vengano mantenuti. Per non parlare degli sprechi e della mancata utilizzazione di impianti costruiti per i grandi eventi dei quali è costretta puntualmente ad occuparsi la magistratura. Il governo Monti ha dato un segnale concreto di coerenza e serietà rispetto ai provvedimenti presi per arginare la crisi economica. Un segnale che anche la Rai non potrà non prendere in considerazione già a partire dalla copertura televisiva delle olimpiadi che tra qualche mese si terranno a Londra. In questa fase non sarebbe utile parlare di quanto sono costati i diritti di trasmissione perché sono decisioni prese alcuni anni fa e sarà giusto riparlarne al momento della prossima asta di acquisto. La riflessione oggi va fatta sulle risorse economiche, professionali e logistiche che la Rai spenderà per raccontarci le Olimpiadi di Londra 2012. La Rai deve trasmettere le Olimpiadi ma non è più il tempo delle mega trasferte di giornalisti, troupe, opinionisti, amministrativi e manager. Non è più tempo di allestire studi personalizzati nella sede olimpica. Non è più tempo di portarsi dietro gli opinionisti e i giornalisti specializzati per ciascuna disciplina. E’ il tempo di tenere gli opinionisti al fresco dell’aria condizionata di Saxa Rubra e farli intervenire da lì. E’ il tempo di mandare una minuscola redazione giornalistica sul posto e farla muovere sui campi gara all’occorrenza; non per forza. E’ il tempo di lavorare senza l’ausilio di telecamere personalizzate che intervistano gli atleti italiani al termine, non dico della finale, ma di tutte le batterie di qualificazione. Caro direttore generale della Rai Lorenza Lei, sarò in prima fila per seguire i giochi olimpici sulle reti Rai ma spero di vedere una programmazione razionale, equilibrata nei contenuti e nell’uso dei mezzi e delle professionalità strettamente necessarie per rappresentarli. Il costo dei diritti di trasmissione degli eventi sportivi è cresciuto in modo spropositato e una grande azienda come la Rai deve dare dei segnali forti a chi gestisce quei diritti. In tal senso sabato scorso ho notato un primo, evidente e concreto atto della Rai. Donatella Scarnati doveva fare per il Tg1 un servizio sulla partita di rugby Italia-Inghilterra. La Rai non ha i diritti del “6 Nazioni” e i telespettatori in chiaro interessati avevano appena finito di vedere la differita dell’incontro su La7 (la diretta l’hanno vista gli abbonati della ricchissima Sky che ha i super diritti). La Scarnati ha fatto il servizio intervistando i colorati tifosi italiani ed inglesi fuori dallo stadio e per coprire la cronaca della partita ha usato 3 belle fotografie di agenzia; una soluzione normalmente utilizzata dalle tv americane. In quel caso non serviva nemmeno di ricorrere all’uso dei 3 minuti di immagini che consente il diritto di cronaca. Caro direttore generale della Rai Lorenza Lei, il direttore di Rai Sport Eugenio De Paoli è già impegnato a ribattere alle prime voci di un eccesso di accrediti Rai per Londra 2012. Caro direttore generale della Rai Lorenza Lei, non sto seguendo il Festival di Sanremo quindi non so se hai sfilato sul red carpet come hai fatto al Festival del Cinema di Venezia. Ovunque tu sia spero che coglierai l’occasione che ti ha dato il premier Monti per dirci subito che la missione Rai per Londra 2012 sarà una missione minimalista. Voi della Rai state sempre a sventolare con orgoglio le vostre capacità professionali che sono storicamente una delle componenti essenziali dell’Azienda. La tecnologia digitale oggi offre, a chi ha la professionalità, di aguzzare l’ingegno e dare un servizio economico e rapido, qualitativamente e quantitativamente paragonabile ad una dispendiosa e complessa copertura televisiva classica. A Londra 2012 fateci vedere qualcosa di ingegnoso. Così quando il prossimo anno farai gli spot in cui ci dirai che il canone Rai è un tributo, potrai aggiungere che è un tributo anche a chi aguzza le proprie capacità manageriali. Chissà, potresti provare la stessa soddisfazione che si prova a fare un red carpet.

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