A proposito dei soldi della tassa sul possesso di apparecchi atti o adattabili alla ricezione dei programmi televisivi (ex canone)

Caro direttore generale della Rai Lorenza Lei, state trasmettendo gli spot relativi al pagamento della tassa sul possesso di apparecchi atti o adattabili alla ricezione dei programmi televisivi (ex canone). Quest’anno avete sposato la strategia comunicativa del rigore e il messaggio è più che diretto, con la voce che al termine dei 4 spot tematici ha un tono ultimativo: “Il canone non è un tributo come tutti gli altri. Pagarlo non è solo un gesto di civiltà: è un obbligo”. A me è suonata così: il canone non è un canone, è una tassa e la dovete pagare per forza e senza stare a discutere più di tanto (e scordatevi il posto in prima fila!). Succede poi che anche quest’anno la tassa verrà aumentata. Negli ultimi tre anni è passata da 107,50 euro a 112 euro e, in un periodo di super tassazione degli italiani per la manovra salva-Italia del Governo Monti, questo sta già alimentando le solite polemiche sulla destinazione alla Rai di quella tassa. Stavolta è il quotidiano Libero che ha cominciato a suonare la grancassa anti-canone-Rai con un articolo alla vigilia di Natale firmato da Maria Giovanna Maglie (spesso opinionista dell’Arena di Massimo Giletti su Rai 1) intitolato “Non paghiamo più il canone Rai non è servizio pubblico”. Oggi il direttore di Libero Maurizio Belpietro ha rilanciato con il suo editoriale al grido di “Aboliamo il canone Rai ecco come si può fare” ed il titolone in prima pagina “Togliamo i soldi alla Rai. Ci vuole un referendum”. Caro direttore generale della Rai Lorenza Lei, stavolta non faccio una grande fatica ad essere d’accordo con Belpietro e Maglie però ho una proposta alternativa. I soldi della tassa sul possesso di apparecchi atti o adattabili alla ricezione dei programmi televisivi siano assegnati non ad una singola azienda televisiva ma a tutti i programmi di servizio pubblico in onda su tutte le emittenti. Il meccanismo è meno impossibile di quello che sembra. Il ministero dello sviluppo economico (settore comunicazioni) già stabilisce i contenuti dei programmi considerati di servizio pubblico ogni volta che stila il contratto di servizio pubblico che puntualmente viene assegnato alla Rai (il contratto di servizio 2010-2012). Ecco, invece, si potrebbero distribuire i soldi della tassa alle emittenti tv che ne fanno richiesta documentandola con i prodotti televisivi che hanno intenzione di realizzare e dando loro i soldi dopo che li hanno realizzati concretamente e che se ne è valutata la qualità ed i contenuti. Più ne realizzano, più sono di qualità, più soldi prendono. Caro direttore generale della Rai Lorenza Lei, se la grande Rai si facesse promotrice di una campagna per l’assegnazione di quei soldi per meriti acquisiti sul campo, quello si che sarebbe un gesto di civiltà ed un esempio per tutti noi obbligati a pagare la tassa, ex canone (ma se è un ex canone e non è un abbonamento obbligatorio alla Rai, perché c’è questo sito abbonamenti.rai.it ? Boh e pure mah).

i 4 spot che ci dicono “Il canone non è un tributo come tutti gli altri. Pagarlo non è solo un gesto di civiltà: è un obbligo”.

spot “soggetto alternativo

spot “soggetto informazione

spot “soggetto intrattenimento

spot “soggetto sociale

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4 risposte a "A proposito dei soldi della tassa sul possesso di apparecchi atti o adattabili alla ricezione dei programmi televisivi (ex canone)"

  1. Brian Ferlisi 28 dicembre 2011 / 11:42

    Ma brava così facciamo l’ennesimo regalo a Mediaset,perchè è chiaro che Libero intende quello!

    • akio 28 dicembre 2011 / 12:06

      caro brian, mediaset ci piaccia o no è sul mercato televisivo italiano. io sono l’ultimo che vorrebbe che i propri soldi finissero nelle casse mediaset ma il principio a cui mi riferisco io è molto semplice: abbinare i soldi della tassa a programmi di sevizio pubblico chiunque li faccia. il problema semmai sarebbe quello della “commissione” valutante. e comunque già oggi la legge prevede che il contratto d servizio pubblico possa essere stipulato con qualsiasi operatore sul mercato. solo che a mediaset non conviene. quello che intende libero a me non interessa. nei miei post le citaizoni servono solo per introdurre il tema. poi esprimo le mie opinioni. ciao da Akio (o finale)

  2. viga1976 28 dicembre 2011 / 11:07

    posso solo dire: w la rai,quanti geni lavorano per noi!

    http://malgoverno.wordpress.com

    ps:a natale mi son rivisto L’idiota con Albertazzi,Volontè,Proclemer.Quando la Rai faceva programmi davvero di servizio pubblico.

    • akio 28 dicembre 2011 / 12:08
        una edizione strepitosa! stima e considerazione professionale per albertazzi

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