Anche chi come me non ha guardato nemmeno un minuto del Festival di Sanremo 2026 in televisione, non può sfuggire ai frammenti di cui sono pieni i social media.
Quindi un po’ di Festival, a pezzetti piccoli piccoli, l’ho visto anch’io.
La cosa positiva è che sui social puoi facilmente scrollare ed evitare tutte le parti che non ti interessano: nel mio caso ogni volta che vedo Laura Pausini.
La iper-frammentazione in teoria dovrebbe favorire la proposizione del “meglio di”, ma in pratica no.
Però qualche certezza ce l’ho anche dopo aver visto il Festival a pezzettini.
Dieci secondi di Lillo Petrolo valgono di più dell’intera carriera di Alessandro Siani.
La carriera di Vincenzo Schettini come influencer divulgatore è definitivamente finita all’una di una notte sul palco dell’Ariston. Ed è un bene per la scuola e la cultura italiana.
Il meglio della musica leggera italiana non è quella presentata a Sanremo. E non da oggi.
Elettra Lamborghini presa a piccolissime dosi è una star del nonsense.
Un bacio tra due donne è ancora una notizia. Boh e pure mah.
Per dimostrare quanto è inutile il Dopo Festival basta pensare che lo hanno fatto condurre a Nicola Savino.
Nella versione playback, le parole della canzone di Ditonellapiaga un po’ si capiscono.
Leo Gassmann non è simpatico nonostante sia tifoso della Roma e Alessandro Gassmann rimane un grande rosicone.
L’Eurovision Song Contest quest’anno non lo vinciamo.
Perdere milioni di telespettatori ad ogni puntata è il risultato di un prodotto e di un cast non all’altezza della tradizione degli ultimi anni dello show. Difendere ad oltranza questo risultato non è professionale.
Tocca rimpiangere Emma, Elodie, Annalisa e Alessandra Amoroso. No, la Amoroso no.
Se il meglio è la performance di Tony Pitoni e Ditonellapiaga nella serata delle cover, che hanno vinto, beh allora Pucci vostri.