Introduzione a “L’anno televisivo 2025 visto da Caro Televip”

Anno dopo anno, emittenti televisive, direttori, dirigenti, produttori, autori e conduttori tv, riescono a peggiorare la qualità della programmazione e così sarà anche nel 2026.

È possibile tracciare un consuntivo del 2025 televisivo solo se si parte dalla constatazione oggettiva che non si vede una via d’uscita alla deriva cronica di voler fare e di saper fare solo brutta televisione.

Nessun genere televisivo si salva dal giudizio negativo.

Nel 2025 non c’è stato un solo momento che si possa definire televisivamente indimenticabile.

Ma perché avrebbe dovuto esserci un momento indimenticabile?

Nell’era dei reel che fanno milioni di visualizzazioni sui social media sostituiti giorno dopo giorno da nuovi video virali e da challenge dimenticabili ma che tutti guardano, perché chi fa televisione dovrebbe sprecare le meningi per inventarsi qualcosa di nuovo, originale e appassionante?

Parliamo di una tv in cui il successo autunnale più significativo è La Ruota della Fortuna in access, quasi prime time.

Io durante i daytime rarissimamente mi fermo più di 5 minuti a cercare di trovare un programma da guardare.
In prime time non perdo nemmeno quei cinque minuti. Scelgo direttamente un film in streaming o ascolto dei podcast.

Nel mio caso, la televisione ha logorato chi l’ha sempre seguita e amata per oltre cinquant’anni.

Perdere un telespettatore come me per chi fa televisione è una colpa come quella che hanno i politici che portano i cittadini a non andare più a votare.

Cosa mi resta dell’anno televisivo 2025? Nulla, ma a gennaio comunque pubblicherò   “L’anno televisivo 2025 visto da Caro Televip”, il pdf da scaricare gratuitamente per i fedelissimi lettori di Caro Televip.

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