Laura Tecce è una “punta di diamante” delle nuova Rai. Il titolo del suo programma #underdog è ispirato ad una frase tratta dal discorso pronunciato alla Camera dei Deputati da Giorgia Meloni per il suo insediamento come Presidente del Consiglio: “Rappresento ciò che gli inglesi chiamerebbero l’underdog. Lo sfavorito, che per affermarsi deve stravolgere tutti i pronostici. Intendo farlo ancora, stravolgere i pronostici”. Il programma di Laura Tecce con un titolo così “accattivante” va in onda su Rai 2.
La rete che già ospitava Onorevoli confessioni, un programmino di seconda serata in cui Laura Tecce si distingueva per intervistare i politici a casa loro ed essere più gentile e avvolgente di Anna La Rosa.
“Certo che l’idea mi è venuta sentendo lei (ndr. Giorgia Meloni). Ma il programma non fa parte di nessun nuovo corso”.
(Dalla intervista rilasciata ad Antonella Baccaro su corriere.it del 11/5/2023)
Sapere che Underdog, pensato quando c’era Carlo Fuortes come AD Rai (dice Laura Tecce) non fa parte del nuovo corso politico, non mi rassicura. È il suo modo di fare le interviste che mi preoccupa. Ostenta la sicurezza di chi dà l’impressione di essere “IO”.
L’idea che mi sono fatto è che lei sia convinta di essere empatica e invece è solo antipatica. Dice di essere lei stessa una underdog. Non dice cosa succede ad una underdog dopo che è diventata una giornalista con un certo peso specifico proprio quando al governo del Paese c’è un centrodestra in cui la destra è preminente. Per lei che dichiara “Diciamo che sono di destra”, diciamo che esserlo non sarà certo un limite, anzi. Una personalità con un “IO” così evidente ed uno schieramento altrettanto certo può solo crescere in una Rai che si prepara allo spoils system del centrodestra dopo aver vissuto così tanti anni lo spoils system di centrosinistra e dei Cinque Stelle. Ma l’ “IO” di Laura Tecce che percepisco come tale, si schianta davanti alla realtà.
Quando dice “io vengo invitata in molti programmi perché esprimo posizioni che non sono di sinistra”, Laura Tecce mostra tutti i suoi limiti. Non viene invitata per quello che ha da dire ma perché non dice cose di sinistra e quindi serve per equilibrare?
È questa la sensazione che ho sempre avuto ogni volta che l’ho vista ospite di Otto e Mezzo di Lilli Gruber. Serviva una voce di destra e ha chiamato la Tecce che è una giovane professionista dichiaratamente di destra per equilibrare un programma di sinistra.
Ogni presenza televisiva di Laura Tecce non servirà a rafforzare il pensiero di destra ma eventualmente solo ad indebolirlo più di quanto l”IO” della stessa possa consapevolmente immaginare.
Una giornalista underdog lontana anni luce dal giornalismo watchdog.