Enrico Mentana e la maratona elettorale del 2015

Caro Enrico Mentana, ieri sera mi sono addormentato con te che nello speciale TgLa7 per le elezioni regionali del 2015 iniziavi la tua maratona notturna facendo il terzo grado al sondaggista Fabrizio Masia che sfornava i primi exit pool. Questa mattina mi sono svegliato e tu eri ancora in onda per dare i risultati quasi definitivi. Ho dormito sonni tranquilli pensando che tu vegliavi sui risultati elettorali non facendoti sfuggire nemmeno uno zero virgola di punto percentuale. Stavolta però alla maratona elettorale hai voluto dare un significato anche editoriale. A poche ore dalla messa in onda, uno sciopero dei lavoratori di La7 ha messo a rischio la diretta elettorale e tu hai minacciato le dimissioni da direttore del TgLa7:

“Da settimane scandiamo il conto alla rovescia per queste elezioni regionali, tutti i leader hanno affollato le nostre trasmissioni per la campagna elettorale, e oggi che infine si arriva al traguardo, uno sciopero rischia di cancellare l’intero lavoro, l’intero appuntamento, l’intera reputazione di una rete votata all’attualità, all’informazione, al resoconto puntuale dei passaggi politici fondamentali. A dieci ore dalla partenza della maratona elettorale, voglio solo dire una cosa molto semplice: se non andrà in onda da domani non sarò più il direttore del tg de La7. Non per capriccio o per minaccia, ma per la mera constatazione che con l’assenza dalla scena in queste 48 ore noi abdicheremmo platealmente e inescusabilmente al nostro ruolo, perdendo in un sol colpo tutta la reputazione conquistata in cinque anni di lavoro durissimo in cui ci siamo imposti come la tv della realtà, della diretta, dell’informazione pulita” (da corriere.it del 31/5/15).

Nel lancio che hai fatto durante il TgLa7 delle ore 20 hai ringraziato i lavoratori di La7 che hanno rinunciato allo sciopero e anche l’editore che giovedì li incontrerà per parlare della vertenza in atto. Caro Enrico Mentana, dunque la maratona per le elezioni regionali 2015 passerà alla storia di La7 come quella in cui tu hai puntato i piedi per difendere gli ultimi 5 anni di lavoro in cui avete costruito, a tuo dire, l’identità di La7. A me questo tuo aut aut è sembrato un bel po’ esagerato. L’assenza di La7 nella notte elettorale delle regionali 2015 non avrebbe significato “abdicare” al ruolo che La7 ha ed ha avuto nel racconto politico degli ultimi 5 anni. Forse la passione per le maratone televisive ti ha un po’ preso la mano e senti di dover alimentare la macchietta che di te fa Maurizio Crozza come conduttore di maratone televisive. La tua anima di battutaro certe volte abdica alla tua anima di quello che si prende troppo sul serio. Caro Enrico Mentana, l’ultima volta che hai dato le dimissioni da direttore di un telegiornale (il Tg5) lo hai fatto perché Canale 5 non ti mandò in onda in prima serata con il tuo Matrix speciale sulla morte di Eluana Englaro preferendo non rinunciare al Grande fratello. Ho ripensato a quelle dimissioni, ben più motivate, quando questa mattina al risveglio ti ho sentito dire “sono le 6 e 10” per poi dare il via all’ennesimo collegamento con il Viminale per l’ennesimo elenco di dati “quasi” definitivi. E mi son detto (parafrasando Mandrake in Febbre da cavallo) che minacciare le dimissioni da direttore di un telegiornale per difendere una diretta notturna di uno spoglio elettorale regionale è una delle sciocchezze più grandi da quando l’uomo ha inventato il giornalismo.

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