Il candidato – Zucca presidente, una sit com per la quale non c’era bisogno di comprare un format francese

Caro direttore di Rai 3 Andrea Vianello, chi riesce a resistere fino alla fine del noiosissimo Ballarò condotto da Massimo Giannini, dovrebbe farsi due risate con la sit com Il candidato –  Zucca presidente che da ieri, per altre 19 puntate, chiuderà la trasmissione.

Io non riesco ad arrivare fino al termine della trasmissione, oggi però ho visto su Rai Replay la prima puntata de Il candidato.

Nelle intenzioni dovrebbe essere “La serie satirica che racconta in 20 puntate da 5 minuti, l’esilarante corsa alla presidenza del consiglio di Piero Zucca (Filippo Timi), un ex postino ingenuo, modesto e senza alcuna esperienza politica”. Nell’era di Grillo e dei grillini, di Renzi e dei renzini, di Berlusconi e dei berluschini, la micro sit com Il candidato dovrebbe farci ridere sull’assurdità della incompetenza dei politici italiani, sul populismo e sulla idiozia del mondo internet in cui gli incompetenti diventano delle star. E come lo fa? Lo fa attingendo a piene mani da internet e dalle centinaia di web sit com che lo affollano con grande successo. Il problema è che anziché avere il taglio del web, Il candidato ha il taglio di Camera Cafè, ovvero di una sit com di inizio anni 2000. E gli attori? Saranno dei giovani esordienti presi dalle accademie di recitazione? Ma, ovviamente, no! Sono gli attori delle solite fiction italiane tra cui spiccano Lunetta Savino, Antonio Catania e Bebo Storti con l’aggiunta di Filippo Timi, per il quale evidentemente i ruoli cinematografici sono già finiti. La sua interpretazione del postino che punta alla presidenza del consiglio è più irritante di un grillino che ripete a memoria l’ultimo post di Beppe Grillo. La presunta ironia con la quale questa sit com dovrebbe fotografare la drammatica situazione della attuale classe politica italiana è molto meno divertente dei protagonisti originali. Il candidato è una sit com che non riesce a superare il divertimento che procurano i tweet, le slide e i videomessaggi di Renzi, i viaggi in Corea del Nord della coppia Matteo Salvini e Antonio Razzi, la triste vita di Silvio Berlusconi con Dudù, i vecchietti di Cesano Boscone e il figlioccio Matteo Renzi. Il candidato è una sit com che per quanto possa sforzarsi non riuscirà mai a superare il divertimento che procura agli italiani il grillino Alessandro Di Battista che propone di dialogare con i terroristi dell’Isis. A tratti, quando il personaggio Piero Zucca guarda nel vuoto in cerca di risposte, sembra avvicinarsi alle espressioni del ministro Angelino Alfano ma l’intensità dell’originale è molto più divertente. Caro direttore di Rai 3 Andrea Vianello, l’unica cosa che mi fa ridere della sit com Il candidato è che avete dovuto acquistare un format francese per realizzarla.

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