Ex on the beach: più che un incubo per i partecipanti è un incubo per i telespettatori

Cara direttore di Mtv Italia Antonella Di Lazzaro, ormai mi sono abituato agli alti e bassi del tuo palinsesto fatto di belle realtà come Pif Il Testimone, Modern Family e Ginnaste ma fatto anche di brutte realtà come tutti i reality americani che trasmetti. L’ultima produzione d’oltreoceano che hai deciso di regalare al tuo pubblico s’intitola Ex on the beach, la rivincita degli ex (il martedì alle ore 23 su Mtv Italia canale 8 Dtt. QUI le puntate on demand).


Non siamo al basso livello di Jersey Shore ma il filone è quello.

Il reality è ambientato su un’isola da sogno dove 8 sexy singles sono stati ingaggiati per vivere davanti alle telecamere una vita beata in cerca dell’amore. Il loro paradiso è durato solo 24 ore perché il reality è, nelle intenzioni degli ideatori, ad alto tasso di adrenalina sentimentale visto che sulla spiaggia arriveranno a turno tutti gli ex di tutti i concorrenti. Questo banale miscuglio televisivo alimenta il reality in un modo interessante non tanto per le storie che si sviluppano ma per quanto è in grado di alimentare le riflessioni autolesionistiche di tutti i telespettatori che sono stati ex o che hanno avuto ex. Chi ha pensato di basare un reality sul concetto di ex, per me è un genio. Nella figura dell’ex c’è un mix esplosivo di sentimenti, ricordi, rimpianti, desideri, passioni, delusioni, vittorie, sconfitte, gioia, pianto, angoscia, emozioni e tanto, tantissimo, altro ancora. Vedere uscire dall’acqua, come Ursula Andress in 007 Licenza di uccidere, un sirenetto o una sirenetta in qualità di ex, non alimenta solo l’inferno dei giovani palestrati e tartarugati protagonisti di Ex on the beach ma catapulta la mente del telespettatore in un abisso di sensazioni personali alle quali nessuno può serenamente rimanere indifferente. La potenza evocativa di Ex on the beach è dirompente. L’inquadratura rallentata con panoramica verticale dal basso verso l’alto dell’ex che esce dall’acqua, a prima vista, ti toglie la curiosità di vedere il volto dell’ex protagonista del reality ma dopo una frazione di secondo in quel volto ci rivedi i tuoi di ex. Non puoi fare a meno di personalizzare e chiederti che fine avrà fatto questa, quella, quell’altra, quell’altra ancora e quella che non mi ricordo il nome, ma mi ricordo il come, e via dicendo. Il problema è che non ti fermi a domande superficiali ma ti senti in dovere di psicoanalizzare il tuo passato sentimentale con effetti tutti da quantificare e qualificare. Cara direttore di Mtv Italia Antonella Di Lazzaro, Ex on the beach è la giusta punizione per chi guarda i reality americani proposti da Mtv Italia.

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