Una marchesa in guanti bianchi star di Pechino Express 2

Caro Costantino Della Gherardesca, ho seguito la prima puntata della seconda edizione di Pechino Express nella speranza di poter riscrivere come l’anno scorso: “Pechino Express non è male. Tra i suoi pregi ci sono le location. La puntata indiana di ieri è stata un arcobaleno di immagini da documentario del National Geographic. Il montaggio è l’altro pregio indiscusso. La post-produzione di Pechino Express è curatissima e valorizza ogni fotogramma girato dalle troupe al vostro seguito (ottime anche le riprese e la regia, dunque)”. Tutto questo non l’ho visto nella prima puntata di Pechino Express 2. Capisco la necessità di dare spazio alla presentazione dei concorrenti e alle spiegazioni del meccanismo del gioco ma la produzione sa bene che sarebbe stato possibile dare maggior spazio alle immagini spettacolari delle location vietnamite. Fin dall’anteprima ho avuto la sensazione di una totale mancanza di spontaneità.

La produzione scrive in sovraimpressione: “Le coppie non sanno che Pechino Express sta per cominciare”. La sorpresa sui volti dei concorrenti è così esagerata da dare l’idea che sia fasulla. Per non parlare dei pranzi, dei pernottamenti e dei passaggi gratis (per centinaia di chilometri!) che i concorrenti riescono a scroccare ai vietnamiti semplicemente dicendo che stanno partecipando ad un importante programma televisivo. Caro Costantino Della Gherardesca, temo che la scelta di questa edizione sia quella di privilegiare la enfatizzazione dei personaggi che compongono il cast. Una scelta che ritengo autodistruttiva vista la debolezza del cast da soap opera. C’è Corinne Clery con il suo fidanzato fanciullo al quale urla di non urlare. C’è un energumeno tatuato che ha nel suo vocabolario solo la parola merda. C’è Massimo Ciavarro con suo figlio il cui unico pensiero è sfuggire ai continui tentativi di abbracciarlo da parte del padre. C’è una ex concorrente del Grande Fratello non so che numero che fa parte della coppia “le modelle” insieme ad un’altra ragazza a me sconosciuta; in confronto le veline Federica e Costanza della scorsa edizione sono Indiana Jones e Rambo. C’è una insignificante coppia di non vip in rappresentanza dei laureati italiani che fa riflettere sull’utilità di mantenere il valore legale del titolo di studio. Ci sono i due figli più piccoli de I Cesaroni che dicono di capirsi con uno sguardo e che alla prima difficoltà mostrano di non capirsi affatto (difficile capire quello che dicono se non siete romani). Ci sono i due olimpionici Sensini e Rosolino che riescono a battere tutti i record di antipatia. E poi c’è la vera star del programma: una marchesa con tanto di domestico al seguito. Dopo pochi minuti si capisce che la produzione punta tutto su di lei per fidelizzare il pubblico. Tu ti adegui e la riempi di certificazioni tipo “la marchesa è più comunista di Lenin”. Il personaggio della marchesa è talmente sopra le righe del comune senso del malore televisivo da catalizzare l’attenzione. La marchesa recita a soggetto perché è un soggetto. Piagnucola elemosinando l’ospitalità di un vietnamita dicendogli che lei è di stirpe reale. Cade in acqua nel tentativo di salire sul veliero dove l’attendi (qualche istante prima un concorrente aveva pronosticato il tuffo in acqua chiedendosi “come farà la marchesa a salire sulla barca?”; fatalità è caduta. Ma tu guarda un po’). Tutti gli altri concorrenti si dannano (nemmeno poi tanto) per fare qualcosa di indimenticabile ma la marchesa con i suoi guantini bianchi ha la meglio. Eccola al mercato del pesce mentre vende il frutto della pesca appena fatta con le sue manine guantate. Guadagna un sacco di soldi ma poi ecco il colpo di scena che tu sottolinei con sarcasmo: “Marchesa! Lei si è fatta scippare da una pescivendola vietnamita?”. Caro Costantino Della Gherardesca, ecco, se c’è una nota positiva in questa edizione di Pechino Express è proprio la tua conduzione. Se è vero che chiunque avrebbe potuto condurre Pechino Express meglio di Emanuele Filiberto è anche vero che nel piattume generale del programma  e del cast, tu sei l’unico che dà una pista alla marchesa. Demolisci puntualmente con cinica intelligenza ogni sua manifestazione nobiliare e la ridicolizzi sfoderando le tue espressioni malandrine. Stravinci il duello nobiliare quando, spaparanzato, sorseggi una birra “insieme a Twin e Chin, i due simpatici alcolisti avventori di questo tipico amaca bar”. Ma la tua ironia raffinata non è sufficiente a farmi digerire questa ennesima deludente produzione di Rai 2 che mi fa dire “presidente della Rai Tarantola e direttore generale della Rai Gubitosi, dove siete?”. La risposta me l’ha data su twitter Francesco Torto @il_letterino “stanno specchiandosi nel Leone d’oro di Rosi”. Caro Costantino Della Gherardesca, non sarebbe male se, sulla scia del successo veneziano di Sacro GRA, la Rai decidesse di ambientare la prossima edizione di Pechino Express sul Grande Raccordo Anulare di Roma. Ce ne sarebbero di colpi di scena da vedere. Altro che lo scippo della pescivendola vietnamita.

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6 risposte a "Una marchesa in guanti bianchi star di Pechino Express 2"

  1. Signor Ponza 10 settembre 2013 / 22:24

    Io invece lo apprezzo proprio per tutti questi motivi. Sono consapevole (ma penso lo siano tutti) che non sia un programma basato su spontaneità e naturalezza, ma che riesce comunque a unire in modo molto efficace divertimento o finto reality e aspetti quasi da documentario. Sicuramente una delle cose più nuove che si sono viste in questi ultimi anni.

    • akio 11 settembre 2013 / 05:29

      la prima edizione mi e’ piaciuta molto la seconda mi sembra diversa. forse perche’ non e’ piu’ una novita’

      • Signor Ponza 11 settembre 2013 / 08:31

        Ecco forse il mio giudizio è viziato dal fatto che la prima edizione l’ho seguita molto poco

      • akio 11 settembre 2013 / 10:51

        nel mio post dello scorso anno ne ho parlato bene e molte cose coincidono con le tue valutazioni positive. chissà forse con un cast più forte la ripetitività delle situazioni sarebbe stata meno evidente. la qualità delle riprese e del montaggio (e i tempi concessi alle clip non reality) sono decisamente inferiori, almeno per il momento.

  2. tecla 9 settembre 2013 / 09:30

    Non avevo visto l’edizione precedente e ci sono cascata. È falso come una moneta da tre euro. Non ho trovato antipatici gli olimpionici.

    • akio 9 settembre 2013 / 09:52

      ciao Tecla!!
      degli olimpionici ho trovato antipatico il modo con cui si sono rivolti all’insegnante “a casa tua, veniamo a dormire a casa tua!” piombando in classe e interrompendo la lezione.

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