Anna Praderio e l’arresto di George Clooney ben diverso da quello degli altri divi di Hollywood

Cara Anna Praderio, appena ho saputo da twitter che George Clooney è stato arrestato (e subito rilasciato) a Washington, durante una manifestazione pacifica davanti all’ambasciata del Sudan, la prima persona a cui ho pensato sei stata tu; mica Elisabetta Canalis! Come dice Clooney nello spot di internet superveloce? “Immagina, puoi!”. Ed io ti ho immaginata nella redazione del Tg5 nel momento in cui hai appreso la notizia. In te ci sarà stato un mix di sensazioni: dall’eccitazione della giornalista che si occupa di spettacolo alla eccitazione della giornalista che ha intervistato tante volte Clooney non celando al pubblico una passione professionale per lui. Ma il mix emozionale avrà subito lasciato il campo al tanto lavoro giornalistico che una bomba di notizia come quella richiede. Ti ho immaginata, posso? alzare freneticamente il telefono per parlare con il montatore dei tuoi servizi e chiedergli di setacciare l’archivio video alla ricerca dei brani delle tue interviste in cui ti parla del suo impegno civile. E poi gli spezzoni tratti da Michael Clayton e da Le idi di Marzo. E poi, ovviamente la registrazione dai circuiti internazionali e dalla rete delle immagini dell’arresto. Oddio, è vero! La rete! Cosa ha detto la rete! Anzi di più, cosa hanno scritto i colleghi attori di George sui loro twitter? Twitter? Ho detto twitter? Si, le foto dell’arresto di George sono state pubblicate su twitter prima che sugli altri media! Dirlo o non dirlo nel servizio? Mostrare o non mostrare George con le manette di plastica ai polsi? Cioè, voglio dire; è il tuo George quello che è stato ammanettato! Cara Anna Praderio, immagina, puoi! quanto ho atteso di vedere il tuo servizio nell’edizione del Tg5 delle 20 di ieri. E tu hai saputo sorprendermi dando al servizio un taglio che non mi sarei immaginato anche potendo. Ci hai spiegato perché George stava manifestando e ci hai fatto sentire dalla sua viva voce che “Bisogna agire subito in questa regione, altrimenti si rischia il disastro. Ho chiesto al presidente Obama di fare pressioni sulla Cina sostenitrice del regime di Karthoum per fermare gli stupri e le violenze sugli innocenti”. Ma il servizio ha preso un taglio praderiano quando non hai potuto fare a meno di sottolineare che l’arresto di George Clooney non è stato come altri arresti hollywoodiani: “Le immagini del suo arresto, avvenuto perché i manifestanti superavano la linea della polizia fuori dell’ambasciata, hanno fatto subito il giro del mondo come sempre accade quando una star del cinema va in prigione. Di solito i divi di Hollywood finiscono in manette per motivi ben diversi dall’impegno umanitario. Il “gladiatore” Russell Crowe è stato arrestato per avere scagliato un telefonino contro un portiere d’albergo a Manhattan. Johnny Depp per aver distrutto una camera d’hotel a New York agli inizi della sua carriera. Arresti per ubriachezza, come è successo alla bad girl Lindsay Lohan, o per vite spericolate. La vicenda di Clooney è diversa, l’attore spera che il suo fermo serva ad attirare l’attenzione pubblica sull’emergenza umanitaria in Sudan”. E per arricchire la diversità dell’arresto di Clooney ovviamente hai mostrato le immagini di Crowe, Depp e Lohan in manette. Cara Anna Praderio, chissà, forse sarebbe bastato dire perché Clooney è stato arrestato anziché fare quel confronto con i suoi colleghi arrestati per altri motivi. O forse, tu ed il tuo montatore non avete fatto in tempo a setacciare i vostri archivi alla ricerca dei brani delle tue interviste in cui ti parla del suo impegno civile. Immagino, posso?

3 risposte a "Anna Praderio e l’arresto di George Clooney ben diverso da quello degli altri divi di Hollywood"

  1. pietro 18 marzo 2012 / 13:24

    mi permetta una piccola obiezione.i sudanesi morivano prima e durante i tappeti rossi e mi chiedo come mai non abbia mai trovato un’attimo di tempo.tempo al tempo, finiti i tappeti rossi e le tremila interviste ha trovato il tempo per questa farsa che io ho trovato ridicola per il contesto e perche programmata in tutte le sue sfaccettature.e pur vero che il fine giustifica i mezzi ma fino ad ora l’unica cosa che e evidente e che i sudanesi continuano a morire e clooney continua a risultare un’uomo impegnato tappeti rossi e film permettendo.e questo una tipicita di clooney trova il tempo solo per le cose che gli rendono .

    • akio 18 marzo 2012 / 14:32

      liberamente… un supersaluto e un buon inizio di settimana!

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