Carlo Conti ha annunciato, in un video con la diretta interessata, che Laura Pausini sarà la co-conduttrice “ma anche solo conduttrice” per tutte le 5 serate del Festival di Sanremo 2026.
Non sono un fan della Pausini cantante e men che meno della Pausini intrattenitrice televisiva come nel caso del programma Laura & Paola co-condotto con Paola Cortellesi su Rai 1 nel 2016.
Pertanto questo annuncio è la pietra tombale sulla possibilità che io possa seguire il Festival. Vedrò le esibizioni dei cantanti nelle clip di Rai Play ma non ce la posso proprio fare a seguire uno show di oltre 4 ore per 5 sere di seguito in cui ogni 5 minuti compare la Pausini.
Perché? Perché la ritengo egoriferita, fanatica, invadente, esagerata e il Festival diventerà il Festival della Pausini: una pausineide fastidiosa e forzatamente ridanciana. Un insopportabile one star show.
Sarà presentata come la “regina” del Festival, come la star internazionale che torna sul palco che l’ha lanciata e se ne appropria senza controllo e, soprattutto, senza autocontrollo.
Già li vedo gli autori a scriverle battute e sketch in target nazional-romagnolo-popolare da tramandare a Techetechetè (se lo rifaranno, dopo le sonore bastonate negli ascolti che gli ha inflitto La ruota della fortuna l’estate scorsa).
Già lo vedo Carlo Conti allontanarsi alla chetichella dal Festival (dovrebbe essere il suo ultimo Festival, così dice al momento) mettendosi in un angolo per mandare avanti la conduttrice Pausini in tutta la sua tronfietudine.
Già li vedo i collaboratori dell’eroico stilista che la vestirà, inventarsi li mejo tagli di stoffa per rendere indimenticabili le sue entrate sul palco (o almeno televisivamente accettabili).
Già le vedo le inquadrature al pausiniano chitarrista smanicato che si sente Eric Clapton.
Già li vedo i dirigenti Rai guardare il soffitto facendo gli indifferenti al primo sfondone, più o meno grave o greve, che la cantante romagnola inevitabilmente farà.
E poi tutti i programmi del daytime Rai che da oggi fino a fine febbraio ci sconquasseranno tutto lo sconquassabile con la Pausini di qua e la Pausini di là.
Quello che dopo l’annuncio del cast di cantanti in gara si preannunciava come un Festival poco interessante, con la scelta di farlo diventare una pausineide tendente alla pausinitudine, diventa in un attimo un Festival da evitare senza se e senza ma.
Tutte le volte che Laura Pausini è stata super ospite al Festival
(dal 2001 al 2022, sei volte. Sai che novità vederla all’Ariston!) io ho cambiato canale. Stavolta sarà più semplice: non guarderò il Festival.
Aspetto direttamente il Festival di Sanremo del 2027 che a questo punto spero sia condotto da Stefano De Martino e Emma Marrone.
Pensa te come sto messo.