Estate televisiva 2024: solo palinsesti per riempire gli spazi tra un blocco pubblicitario e l’altro

La mia disaffezione per la televisione generalista gratuita in chiaro, che è ormai cronica
durante la programmazione autunnale, invernale e primaverile, diventa asfissiante
durante l’estate fatta di repliche e di programmi e conduttori che nemmeno sotto l’ombrellone risultano accettabili.

Rai, Mediaset, La7, TV8 e tutto il cucuzzaro di reti marchiate Warner Bros Discovery hanno coperto i palinsesti estivi con gli avanzi di magazzino.

I pochissimi programmi in prima visione Rai sono gli stessi titoli da tempo immemore lasciati in balia della inesistente fantasia di inamovibili direttori di genere che ripetono all’infinito modelli produttivi obsoleti.

È in Rai, d’estate, che un numerosissimo gruppo di autori e conduttori di secondo piano trovano inspiegabilmente posto in televisione.

Mediaset con le sue telenovelas turche e, nientepopodimenoche, Enrico Papi. Il nulla certificato.

La7 con repliche di documentari, film, Eden di Licia Colò e gli insopportabili Marianna Aprile e Luca Telese da evitare tutte le sere in access primetime.

TV8 con i filmetti d’amore, repliche viste e riviste di 4 Hotel e 4 Ristoranti. Una noia assillante.

Così come tutte le reti Warner Bros Discovery che propongono repliche di format del 2016, quando va bene.

Tutti gli editori televisivi in estate più che in autunno-inverno-primavera hanno in comune l’esigenza di riempire in qualche modo gli spazi tra un blocco pubblicitario e l’altro.

Non ha alcun senso guardare la televisione in estate.

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