70 anni di televisione Rai: gli auguri del telespettatore ed abbonato, Akio di Caro Televip

Cara Rai, auguri per i tuoi ed i nostri 70 anni di trasmissione televisiva. Io quest’anno festeggerò i miei 60 anni quindi dire che fai parte della mia vita è la pura verità.
Per te ho un amore appassionato e sincero. Un amore che oggi mi fa più soffrire che gioire.
Soffro nel vederti inseguire le logiche della televisione commerciale. Soffro nel vedere i troppi programmi di basso livello qualitativo che, ai miei occhi, offuscano il tanto di bello e di eccellenza che produci e trasmetti.

La Rai che oggi, 3 gennaio 2024, festeggia i 70 anni dall’inizio delle trasmissioni televisive ufficiali, è lontana molto più di 70 anni dalla Rai delle origini. Non solo perché in 70 anni è cambiato il mondo ma soprattutto perché la televisione pubblica fatica a fare della qualità assoluta un principio da cui non dovrebbe prescindere.

Se è vero che la qualità della programmazione televisiva della Rai oggi è alta, è anche vero che non raggiunge l’eccellenza che dovrebbe essere il suo obiettivo primario.
Anzi, troppo spesso e prolungatamente, la programmazione Rai è uguale alla offerta della tv commerciale.

Il potere di Rai Pubblicità sta debordando e con la riduzione del canone di altri 20 euro, diventerà un potere pressoché assoluto. La Rai continua anche ad essere dipendente dalle logiche della spartizione politica. In ciò è una tv di stato più vecchia dei suoi 70 anni.

È la tv di Stato ed è controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ma questo non dovrebbe voler dire che la politica, di governo, di maggioranza, di opposizione e di minoranza, deve deciderne la linea editoriale per tramite di dirigenti “in quota” a questa o a quella rappresentanza politica. Pretendere che non sia più così è l’atto di amore più esplicito che si possa esprimere verso la Rai.

La Rai “Tele-Meloni” non è più colpevole della Rai “Tele-Renzi”, “Tele-Grillini”, “Tele-Kabul”, “Tele-PD”, “Tele-Padania”, “RaiSet”, “TeleSilvio”. È l’espressione indissolubile del suo mediocre tempo politico e volente o nolente ne diventa la rappresentazione.

Ci vorrebbero grandi donne e uomini capaci, indipendenti, determinati, di elevatissimo spessore umano e professionale alla direzione di una Rai economicamente solida, artisticamente originale, creativa e culturalmente stimolante. Una Rai che fosse vincente sul mercato nazionale ed internazionale, una Rai media company vera, capace di produrre contenuti moderni e attuali in tutti i generi televisivi senza rinunciare in nessun caso alla qualità e all’eccellenza di cui può e deve essere un modello assoluto di riferimento.

Cara Rai TV, ti amo. Auguri di cuore per i tuoi 70 anni dal tuo telespettatore e abbonato sessantenne Akio di Caro Televip.

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