È sempre mezzogiorno: è sempre la stessa pappa

È sempre mezzogiorno ha riportato al successo Antonella Clerici nella sua dimensione naturale di un programma culinario di mezzogiorno ed ha riportato Rai 1 ad ascolti paragonabili (non in numeri assoluti) agli anni d’oro della Prova del cuoco.
Avere la certezza di titoli affidabili è alla base della costruzione dei palinsesti di ogni editore televisivo.

I daytime sono strategici perché fidelizzano il pubblico tutti i giorni e una rete può costruire e mantenere il proprio zoccolo duro di audience.
L’opulenza degli addobbi dello studio è stata da subito una caratteristica della “casa nel bosco” necessaria per trasmettere un’aria di festa anche quando festa non è. Nelle intenzioni, ostentare allegria e serenità è il primo obiettivo del programma.
E per quello zoccolo duro di audience (il 16% circa) sicuramente l’effetto viene ottenuto. Così non è per chi come me guarda il programma una volta ogni tanto ed in particolare nel periodo delle feste di Natale. Ogni volta è una delusione.
Non mi trasmette allegria ma solo la fredda standardizzazione dei meccanismi di un format rigido. Ogni blocco del programma è freddo nonostante l’apparente atmosfera giocosa. Un contrasto forte tra il rappresentato ed il percepito.
Alla prima puntata del programma il 29 settembre del 2020 ebbi la sensazione che, dopo la pausa della Prova del cuoco condotta da Elisa Isoardi, fosse tornato il calore della conduzione di Antonella Clerici nel mezzogiorno di Rai 1.
Credo che su quella mia prima impressione abbia influito troppo il confronto con la glaciale conduzione di Elisa Idoardi. Guardo È sempre mezzogiorno oggi e non riesco a trovargli un pregio.
È un programma di cui, nonostante l’esplosione di colori della scenografia, percepisco il triste monocolore sbiadito della televisione che ripete se stessa all’infinito, ovvero, fino a quando gli ascolti non scenderanno intorno al 12%.
È tutto un già visto e un già sentito e il camouflage boscaiolo-multicolor non riesce a renderlo digeribile.
Antonella Clerici è nel suo ma quel suo è stantio e, francamente, noioso.

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