Shark Tank, il business talent show che in 5 minuti risolve la pratica di avvio di una impresa

Cara direttore di Italia 1 Laura Casarotto, tra i nuovi format che hai ereditato dal tuo predecessore c’è Shark Tank (il giovedì alle 21.15) un business talent show semplice e sbrigativo: degli imprenditori offrono un’idea o un prodotto ad altri imprenditori che seduta stante decidono o meno se investire nei progetti acquistando quote societarie.

I cinque imprenditori “squali” che valutano le proposte degli imprenditori “girini” sono: Gianluca Dettori (dpixel), Fabio Cannavale (lastminute), Gianpietro Vigorelli (pubblicitario), Luciano Bonetti (Foppa Pedretti) e Mariarita Costanza (Macnil-Zucchetti).

Gli imprenditori che propongono idee e prodotti da finanziare spiegano in 5 minuti la loro proposta, chiedono un finanziamento, rispondono alle domande degli squali, accettano o meno le offerte, rilanciano sperando di intenerire gli squali che quando sono interessati ad un progetto comunque squaleggiano e chiedono maggiori quote azionarie di quelle proposte dal “girino”. Cara direttore di Italia 1 Laura Casarotto,  Shark Tank dovrebbe illustrarci secondo quali logiche gli imprenditori di successo investono il proprio denaro per finanziare imprenditori che sperano a loro volta di diventare di successo. La necessità di sintetizzare le trattative per le esigenze televisive non rende un buon servizio alle finalità del programma. Do per scontato che gli imprenditori “squali” ed i loro staff abbiano già analizzato in dettaglio i progetti su cui poi decidono o meno di investire perché se così non fosse, Shark Tank darebbe queste due impressioni: o gli imprenditori “squali” sono dei maghi e basta loro la scarna presentazione televisiva di 5 minuti per decidere come investire 100.000 euro, oppure sono dei veri e propri giocatori d’azzardo. Ma il telespettatore non ha il tempo di concentrarsi su questo dettaglio fondamentale perché Shark Tank è un programma che cattura grazie al montaggio incalzante di una lunga e varia serie di proposte imprenditoriali che compongono una puntata. Le idee, interessanti o meno, con o senza potenziale, innovative e già viste, presentate da imprenditori più o meno brillanti, vengono ben assemblate al montaggio e i 5 squali mostrano doti televisive di ottimo livello ben valorizzate dalla regia. I 5 squali fanno sempre le stesse valutazioni e domande ma le espressioni dei loro volti davanti alle varie fasi di presentazione dei progetti sono il vero spettacolo di questo format basico. Cara direttore di Italia 1 Laura Casarotto, in un momento di crisi economica in cui la capacità delle imprese di investire è ritenuta fondamentale per lo sviluppo del Paese, un programma come Shark Tank offre a 5 imprenditori “squali” l’opportunità di farsi pubblicità investendo dei soldi come finanziatori di idee e prodotti di un business talent show televisivo. Per chi come te viene dalla direzione marketing di Mediaset deve sembrare un grande prodotto televisivo. Ma non lo è. Quello che Shark Tank ci mostra è il solito “miracolo” ad uso e consumo delle telecamere. Quello che Shark Tank non ci mostra è il percorso impervio che un imprenditore con un progetto affronta oggi in Italia per ottenere i finanziamenti dalle banche che nel nostro sistema economico rimangono i principali “squali” dai quali ottenere i soldi necessari per avviare una impresa. Shark Tank questo non ce lo può mostrare perché non basterebbero 5 minuti ed un buon montaggio per rendere l’idea e di certo non sarebbe un programma divertente.

 

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2 thoughts on “Shark Tank, il business talent show che in 5 minuti risolve la pratica di avvio di una impresa

  1. Sergio Calamandrei ha detto:

    Peraltro in questo tipo di operazioni la somma investita e la quota acquistata sono sì, importanti, ma non sono l’elemento centrale della trattativa. Contano moltissimo anche le clausole che regolamentano la direzione dell’impresa e le modalità di uscita (concordate sin dall’inizio) dell’investitore. Conta anche come viene messo il capitale (quote, sovrapprezzo, finanziamento soci, ecc.). Concordo sul fatto che per forza i progetti devono essere stati pre-esaminati. Oppure forse è vero il contrario: l’offerta dell’investitore fatta d’istinto in trasmissione non è vincolante ed è subordinata all’esito di un successivo esame approfondito dell’affare (magari c’è scritto in piccolo da qualche parte nei titoli di coda). Comunque il programma fornisce diverse indicazioni interessanti sugli aspetti che occorre valutare quando si vuole mettere in piedi un’impresa.

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