Bruno Vespa e Papa Francesco che si porta dietro la targa SCV 1

Caro Bruno Vespa, quando devi fare un Porta a Porta Speciale su un papa, ti esalti. Papa Francesco sta facendo impazzire di gioia i mass media regalandogli immagini straordinarie di cui parlare in tutte le salse. L’apoteosi di questa prima parte del suo pontificato, già così intenso dal punto di vista mediatico, è la settimana dedicata alle giornate mondiali della gioventù di Rio de Janeiro 2013. Tu le stai raccontando come sempre con il tuo entusiasmo quasi cardinalizio senza trascurare alcun aspetto, da quello religioso a quello sociale, senza lasciar cadere nel vuoto nessuna parola papale, senza perdere l’occasione di sottolineare ogni sfumatura, anche quella apparentemente più insignificante.

Il viaggio di papa Francesco a Rio finora è stato caratterizzato da tre immagini molto forti: papa Francesco che sale la scaletta dell’aereo portandosi da solo il bagaglio a mano; papa Francesco su un’utilitaria che rimane bloccato nel traffico di Rio con il finestrino aperto e le persone accalcate intorno all’auto che lo salutano e gli toccano le mani; papa Francesco che incontra gli abitanti delle favelas. Nei prossimi quattro giorni chissà quali e quante altre immagini entreranno nell’archivio storico di questo papa. A chi come me si chiede perché in occasione di eventi come questo la Rai si affida a te per gli speciali sul papa, basta veder pochi minuti di come tu riesci a valorizzare ogni secondo delle immagini papali. Ieri il papa ha usato di nuovo l‘utilitaria con cui è rimasto imbottigliato nel traffico il primo giorno e tu eri in diretta mentre il suo corteo raggiungeva l’eliporto per prendere l’elicottero che lo avrebbe portato a Copacabana per il suo primo incontro con i giovani. Quando hai visto spuntare il corteo papale, ti sei immediatamente reso conto che il papa aveva preso di nuovo l’utilitaria (la sta alternando con la jeep bianca scoperta) e allora non c’hai visto più lasciandoti andare all’estasi da commento per esaltare ancora una volta questo gesto così forte del papa dei poveri:

“Ecco! Ecco un corteo! Eccolo qua. Questa è clamorosa! Stato Città del Vaticano 1! Quindi è proprio la sua! L’utilitaria! Ha fatto cambiare la targa! Roba dell’altro mondo! Pensavamo, uno finché gli dà un passaggio va bene ma che poi… è incredibile! Ma se la porta dietro la targa? Se la porta dietro e la attacca all’utilitaria di servizio. E’ sempre la macchina più modesta del corteo. Quindi proprio una inversione. Quelle della scorta sono più strutturate, magari sono anche blindate, e lui continua ad avere il finestrino aperto. Là non funziona l’aria condizionata o non gliene importa niente, io non lo so”.

Caro Bruno Vespa, ecco dove si vede il grande giornalista. Papa Francesco ci sta abituando ad immagini forti come quella di portarsi la borsa da solo. E allora tu che fai? Amplifichi le potenzialità evocative dei gesti del papa fantasticando su dei gesti semplici ma rivoluzionari che potrebbe fare. Chissà quanti come me si sono finalmente dati una risposta ad un interrogativo che ci assillava da quando abbiamo visto il papa salire la scaletta dell’aereo con la borsa in mano. Cosa ci sarà dentro quella borsa? Perché se la porta da solo? Caro Bruno Vespa, grazie a te io una risposta credibile me la sono data. Papa Francesco in quella borsa aveva la targa SCV1 da poter montare e smontare a proprio piacimento sull’utilitaria di servizio o sulla papa mobile ufficiale.

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