Cari direttori di tutte le reti televisive, l’attentato alla scuola di Brindisi ed il terremoto nelle province di Modena e Ravenna hanno reso il fine settimana televisivo particolarmente triste. Come avviene sempre in queste occasioni avete, chi più chi meno, adattato i palinsesti alle esigenze informative dei vostri colleghi direttori di tg. Sul web ci sono state le solite polemiche se fosse opportuno mandare in onda o meno trasmissioni come La prova del cuoco (registrata) e Amici di Maria De Filippi (in diretta con pensiero iniziale di solidarietà e cordoglio per l’attentato alla scuola di Brindisi). La sera di sabato c’è stata la finale di Champions League e ieri quella di Coppa Italia di Calcio (con il minuto di silenzio iniziale). In casi straordinari come questi il problema non è tanto gestire l’opportunità di andare in onda con trasmissioni di intrattenimento leggero nell’immediatezza dei fatti, quanto gestire l’opportunismo con cui verranno trattati i due temi a partire da oggi e per tutta la settimana nei contenitori-talk show. Cari direttori di tutte le reti televisive, ormai siete bravissimi a rispondere alle critiche riguardanti i casi di breaking news che irrompono nella vita organizzata in palinsesti delle emittenti tv. Siete meno bravi a non far diventare tali eventi più brutti di quello che sono. Già molti vostri colleghi dei telegiornali rendono la materia particolarmente difficile da digerire se vi ci mettete pure voi con le vostre chiacchere da salotto televisivo, le tragedie assumono toni grotteschi. Il compito dei telespettatori in questi casi è molto più facile del vostro e consiste nell’evitare i tg e le trasmissioni televisive che non aggiungono nulla alle notizie e non contribuiscono a spiegare quello che è accaduto ma vanno in onda solo per riempire blocchi tra uno spazio pubblicitario e l’altro.