Ballarò e la Morale dell’immorale di Ennio Morricone

Caro Giovanni Floris, chi fa i tuoi risultati di ascolto ha sempre ragione; almeno nella logica televisiva. Sai bene però che una delle ragioni per cui hai tanto pubblico è che quel pubblico non ha più alcun punto di riferimento informativo sull’attualità politica in prima serata al di fuori di te. Stai capitalizzando al massimo anche l’incertezza creata dalla crisi economica e questo è uno dei tuoi meriti perché hai una formazione professionale specifica in materia economica. A questo va aggiunta la solidità della struttura redazionale e tecnica della trasmissione che si è consolidata al punto di diventare una certezza in quanto ad affidabilità. Da questo punto di vista, Ballarò è proprio come Porta a Porta di Bruno Vespa e Che tempo che fa di Fabio Fazio; una certezza per la Rai ed il suo pubblico. Ecco dunque il perché non hai ritenuto di apportare modifiche sostanziali ad una trasmissione che a mio avviso già nella passata edizione mostrava rughe ed acciacchi (al termine di questo post ripubblico il post del 12 maggio 2011 pubblicato su carotelevip.splinder.com). Anzi a dire il vero una modifica l’hai apportata: la sigla ha un nuovo arrangiamento (e su questa grande novità hai basato la campagna promozionale per lanciare l’edizione  2011/2012 del programma). A proposito di musica. E’ ormai una consuetudine che ad accompagnare il servizio iniziale del programma ci sia come sottofondo musicale il tema principale del vecchio sceneggiato La Piovra composto da Ennio Morricone ed intitolato “La Morale dell’immorale”. Quel servizio fa parte del pacchetto introduttivo al dibattito così composto: tu che commenti dei cartelli con dati e riassunti dei temi; il servizio-copertina giornalistico con le interviste a politici e cittadini sul tema del giorno; la pubblicità; la copertina ironica di Maurizio Crozza. Ieri il servizio di Alessandro Poggi è iniziato da Piazza S. Pietro. Poggi ha fermato un passante che ha snocciolato compiutamente tutti i danni che secondo lui Monti sta facendo ai ceti medio-bassi. Attacco ad effetto della musica di Morricone (come sempre). L’intensità evocativa di quella colonna sonora è tale ancora oggi ed è impossibile non associarla al più grande sceneggiato della storia Rai sulla mafia. Il passante continua a snocciolare e nel frattempo il montaggio mostra il corteo di auto di Monti con la sua scorta che esce dalla Città del Vaticano dopo l’incontro con il Papa. Il corteo auto-motociclistico presidenziale va perfettamente a tempo con gli archi della “Morale dell’immorale” di Morricone tratta dalla Piovra. Gli archi, ritmati, insistenti e ridondanti sottolineano tutta la drammaticità anche della rassegna stampa internazionale con i titoloni sulla stangata-declassamento di Standard and Poor’s sui rating della zona Euro. Il tuo inviato aspetta Pierferdinando Casini all’uscita della Camera dei Deputati. Sta andando al pranzo al quale lo ha invitato Monti insieme ad Alfano e Bersani e gli fa queste due domande: 1) “Malgrado le bocciature bisogna ancora essere ottimisti?”; 2) “La ricetta Monti è ancora valida?”. Il sottofondo della “Morale dell’immorale” di Morricone tratta dalla Piovra si abbassa leggermente per consentire alle parole di Casini di emergere in tutta la loro limpidezza: 1) “Il pessimismo non si addice né agli uomini politici né ai cristiani…; 2) “Non credo che ci avveleni…”. La musica risale di volume mentre l’inquadratura segue l’ingresso di Casini a Palazzo Chigi assediato da fotografi ed operatori tv. Stessa scena con Bersani che però il tuo inviato intervista dopo il pranzo istituzionale. Sta scendendo la sera sulle piazze della politica e il cadenzare deciso della “Morale dell’immorale” di Morricone tratta dalla Piovra si trasforma da evocativo in inquietante. Ora ci sono le immagini delle proteste dei tassisti contro la liberalizzazione delle licenze. La musica si alza per poi tornare bassissima perché il microfono di Poggi si allunga verso Silvio Berlusconi che proferisce il verbo del PdL sulla liberalizzazione delle licenze delle farmacie. La “Morale dell’immorale” di Morricone tratta dalla Piovra è nella sua parte lento-andante-melodico-ritmata scandita da leggerissime percussioni: parla Umberto Bossi. Salto la risposta. Anche perché siamo alla fine del servizio-copertina politica e nella musica prevale il pianoforte, ideale introduzione al dibattito neo-melodico che orchestrerete in trasmissione. Caro Giovanni Floris, e basta con questa “Morale dell’immorale” di Morricone tratta dalla Piovra; è musica del 1984! Perché non usi Soul food to go dall’album Brazil dei Manhattan Transfer? Che almeno è del 1987!

da carotelevip.splinder.com del 12 maggio 2011

Le rughe e gli acciacchi di Ballarò

Caro Giovanni Floris, Ballarò sta invecchiando male. Puntata dopo puntata si vede sempre di più la necessità di dare un passo nuovo al programma. Ormai è una consuetudine per me abbandonarti dopo la copertina di Maurizio Crozza. Raramente poi durante la serata torno a seguirti stabilmente. I temi, gli ospiti, le tue battute, gli applausetti, le faccette ed i sorrisetti del pubblico di parte dietro agli esponenti dei vari schieramenti, sono più noiosi delle decine di cartelli con i sondaggi che ci mostri. La scenografia è invecchiata, la sigla è invecchiata, la grafica è invecchiata, il tuo modo di condurre è invecchiato. Tutta la trasmissione è invecchiata, e anche tanto, se a fare rumore è la gaffe del ministro La Russa che a microfono acceso (e mentre tu ti rivolgevi ad un altro ospite) ricorre al suo assistente per colmare la propria ignoranza politica chiedendogli “Chi è Lukashenko?”. Caro Giovanni Floris, ogni anno puntualmente di questi tempi si vocifera di una possibile chiusura di Ballarò per motivi politici ma, se il prossimo anno non darai una rinnovata generale al programma, non ci sarà bisogno di nessun intervento esterno; l’effetto Ballarò si sta esaurendo. So che è dura, dopo anni di lavoro per crearsi un proprio spazio in tv nel duro mondo dell’informazione politica, consolidarsi e resistere alle pressioni e alle intromissioni. Però l’onestà professionale viene prima del vittimismo professionale e dovrebbe esserti chiaro che continuando così non fai altro che indebolire Ballarò. Dunque, per te quest’anno i compiti per le vacanze saranno particolarmente impegnativi ed importanti. Caro Giovanni Floris, non puoi permetterti il lusso di ripresentarti a settembre con lo stesso Ballarò. Alè!

8 risposte a "Ballarò e la Morale dell’immorale di Ennio Morricone"

  1. Tecla 18 gennaio 2012 / 23:05

    Parole sante, caro Televip.
    tecla

  2. viga1976 18 gennaio 2012 / 10:21

    manhattan transfert nella nostra tv,epperò,portano sfiga:han fatto fuori tutti i talenti di x factor che hanno cantato qualcosa di loro!^_^
    Meglio non perdere la trasmissione per una sigletta.
    Io metterei la società dei magnaccioni,che è mejo!

    • akio 18 gennaio 2012 / 11:04

      più sfiga di così ci tocca il fallimento!

  3. margueritex 18 gennaio 2012 / 10:11

    non guardo la tele, ma questo post è fantastico!

    • Massenzio 18 gennaio 2012 / 13:34

      Io invece la tv la guardo, e questo post è REALMENTE fantastico! Chapeau.

      • akio 18 gennaio 2012 / 15:52

        masso!!! nel post c’è un po’ del tuo stile i tuoi post mi influenzano…. ahahaha! grazie comunque.

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