Jersey Shore e la nobile arte della tragedia

Cara Alessia Marcuzzi, mentre tu ti affanni a far diventare dei personaggi temporanei i concorrenti del Grande Fratello 12, Mtv Italia manda in onda Jersey Shore, il reality tamarro che i personaggi li ha già creati ed affermati a livello internazionale. Il confronto è impietoso nei confronti dei concorrenti del GF: i tamarri di Jersey Shore sono molto più interessanti. L’esperimento di Jersey Shore sia dal punto di vista sociologico che dal punto di vista televisivo è molto più completo di una qualsiasi edizione del Grande Fratello per un motivo semplicissimo: i tamarri sono sempre gli stessi dalla prima edizione. Mentre voi del Grande Fratello vi dannate per cercare di creare dei personaggi di breve e media durata, Jersey Shore ha puntato sul cast fisso ed è stata una scelta vincente. Chi come me non guarda più da anni il Grande Fratello se venisse fulminato da una crisi di pietas e decidesse di interessarsi alla vita dei personaggi del GF avrebbe grandi problemi ad orientarsi nel marasma che avete creato: decine e decine di personaggi con centinaia di combinazioni narrative possibili. Impossibile raccapezzarsi. Jersey Shore anche se non lo segui per un anno, quando torni a vederlo (anche una puntata in replica che ti eri perso, ed io me ne sono perse parecchie!) ritrovi gli 8 tamarri intatti nel loro brodo sociale primordiale che urlano, si azzuffano, piangono, dicono parolacce, fanno sesso, vanno in discoteca, si azzuffano, piangono, dicono parolacce, fanno sesso, vanno in discoteca, dicono parolacce, fanno sesso, vanno in discoteca, all’infinito. Ieri in contemporanea con il GF12, sono andate in onda le due puntate della litigata strappatutto tra Ronnie e Sammi. Letti che volavano, parolacce e insulti pesantissimi che viaggiavano alla velocità dei neutrini, una stanza devastata e la fuga di Sammi che ha deciso di tornare a casa dalla mamma per ritrovare la pace e la serenità. E Ronnie? Dopo averle detto le parole più brutte che si possono dire ad una ragazza ora piange ripensando a quanto l’ama. Jersey Shore sa raggiungere vette tragiche paragonabili alle grandi tragedie shakespeariane e greche. Cara Alessia Marcuzzi, nulla più della mia scelta di ieri di preferire una puntata di Jersey Shore piuttosto che del Grande Fratello 12 conferma la tragica fine del vostro reality.

8 risposte a "Jersey Shore e la nobile arte della tragedia"

  1. yetbutaname 21 dicembre 2011 / 08:17

    non l’ho mai visto e non mi manca
    (né più né meno del grande fratello, commentato da mia madre molti anni fa con un: ma dategli una vanga in mano)
    ciao

    • akio 21 dicembre 2011 / 09:29

      nel caso di jersey shore sarebbe istigazione all’omicidio perchè quando litigano vola di tutto e la vanga sarebbe un’arma impropria! ciao yet!

  2. Fulvia 20 dicembre 2011 / 14:34

    il fatto che tu commenti jersey shore mi fa orrore…

    augurissimi fab, ci vediamo a gennaio 😀

    • akio 20 dicembre 2011 / 15:15

      in certi casi mi faccio orore da solo!

  3. Massenzio 20 dicembre 2011 / 11:15

    Fuggo come la peste certe cose: te lo dissi, Akio, che a volte vorrei avere il tuo stomaco, penso che potresti digerire pure le incudini….

    • akio 20 dicembre 2011 / 15:17

      ce l’ho duro… il telecomando…

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