Una puntata di G’Day meno divertente di una telepromozione

Cara Geppi Cucciari, non sono fra i moltissimi che ritengono G’Day la migliore trasmissione dell’anno e che ti ritengono il personaggio televisivo rivelazione dell’anno. Dopo la puntata di G’Day di ieri, spero che sia tu che la trasmissione abbiate perso qualche credito verso il pubblico. Hai ospitato l’ex ministro della gioventù Giorgia Meloni. In questo periodo di lacrime e sangue per la manovra economica che colpisce gli italiani, trovo fuori luogo la presenza dei politici dell’ex governo nelle trasmissioni politiche, figuriamoci in una trasmissione divertente o pseudo tale. Se poi l’ex membro del governo si presenta dicendo “che ora mi sento meglio perché sono più rilassata” riferendosi al fatto di non avere più la gravosa responsabilità di governare, allora sento una fitta, per fortuna solo psicosomatica, al fegato. La sensazione di fitta si trasforma in principio di rabbia nel momento in cui scopro che l’ex ministro è tua ospite per promuovere il suo libro, “un saggio”, sottolinei tu. Il massimo di ironia e presa in giro che tu ed i tuoi autori riuscite ad architettare è un puerile quanto scontato giochetto sul titolo del libro che è già infelice di suo “Noi crediamo” (viaggio nella meglio gioventù d’Italia). La tua feroce battuta è che i titoli dei prossimi due libri della Meloni saranno “Noi obbediamo” e “Noi combattiamo”. La Meloni è molto più che rilassata; è felicemente compiaciuta di essere ospitata come saggista in una delle trasmissioni più simpatiche della tv. Ma più di ogni cosa è orgogliosa di duettare con te, di sfruttare l’effetto simpatia che le stai regalando e di rispondere ad ogni tua lievissima carezza verbale con la sua prolungata risatella cesarona. L’eccesso di trucco e la pessima acconciatura la fanno somigliare alla Raffaella Carrà versione Gianfranco D’Angelo-Drive in, ma l’ex ministro è talmente rilassata che si permette anche di provare a fare la spiritosona mettendoti in mezzo con l’aiuto dell’altro ospite Diego Della Palma. La Meloni ti è talmente simpatica che da lei accetti tutto e il massimo della opposizione che riesci a manifestarle è una frase durissima: “Mi state rovinando la carriera. Finisco a fare le telepromozioni”. Cara Geppi Cucciari, la puntata di ieri di G’Day è stata molto meno divertente di una qualsiasi telepromozione quindi gli esperti di marketing non credo ti riterrebbero all’altezza del genere.

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5 risposte a "Una puntata di G’Day meno divertente di una telepromozione"

  1. Regina Samo 4 febbraio 2012 / 17:49

    Cara Geppi.
    Grazie mille per darci ogni sera una spontanea risata. Le tue battute son sempre fortissime e sei simpatica e divertente. Non ti perdo mai,
    Ciao
    Regina e Giovanni

  2. viga1976 17 dicembre 2011 / 08:53

    non mi è mai piaciuta,vabbè ma questo potrebbe essere un mio problema visto che per comicità al femminile mi piacciono:Franca Valeri,Sabina Guzzanti-quanno che non sta a sbroccà-Caterina Guzzanti,Paola Cortellesi.
    Giupy è una battutara scontatissima degno prodotto di quella robba da poracci che è zelig,visto che va di moda liberalizzare perchè non ci liberalizzano da comicastre e ministre per carità silviesca ?Ridicoli senza gloria,a natale sugli schermi italiani

    • akio 17 dicembre 2011 / 10:50

      eppure la critica la ritiene una “novità”! a me sembra tale e quale a quando faceva zelig. franca valeri? inarrivabile!

  3. massenzio 16 dicembre 2011 / 13:44

    Una tempo, erano i personaggi della tv ad entrare in politica, usando il mezzo come trampolino di lancio verso altre carriere: da Carla Gravina a Scotti, da Staller a Michelini. Negli ultimi anni si è invertita invece la rotta, sono i politici ad essere entrati nella tv come personaggi di una fiction. La fascistella della Garbatella (!!) segue la tendenza, la si trova dovunque, come la Nipotessa o Gasparri o Cicchitto o il Letta nipote. sempre a recitare la stessa parte. La povera Cucciari si è adeguata, ma che non sia pane per i suoi denti lo hai ben evidenziato (anche se la battuta non è malaccio, dai. Rispetto a quelle di Antonio Ricci diventa quasi letteratura “alta”……..)

    • akio 16 dicembre 2011 / 14:56

      però i diritti d’autore li dovrebbe pagare a nonno benito!

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