Il 2024 avrebbe dovuto essere l’anno dei festeggiamenti dei 100 anni della radio e dei 70 anni della televisione italiana di cui la Rai è la rappresentazione storica.
È stato l’anno in cui la Rai ha mostrato tutta la sua decadenza come servizio radiotelevisivo assoggettato alla politica e come media company che pensa principalmente ad aumentare gli introiti pubblicitari abbassando il livello della programmazione, oggi indistinguibile da quella della peggiore tv commerciale.
L’anno televisivo 2024 è stato il simbolo della cronica crisi di idee che affligge la dirigenza e gli autori della Rai.
Sul fronte della conduzione, la Rai ha scelto Stefano De Martino come punta di diamante e simbolo della nuova generazione di professionisti a cui intende dare spazio e gli ha affidato Affari Tuoi, il programma dei pacchi. Che pacco!
Milly Carlucci e il suo Ballando con le stelle (show record di ascolti nel sabato sera di Rai 1) sono i simboli della Rai immobile in cui prevalgono le polemiche e i “casi” da dare in pasto ai social media e da spalmare sui talkshow aziendali per intere, estenuanti, settimane.
Una Rai che ha fatto diventare una certa Rossella Erra un personaggio del sabato sera. Le sue discussioni con Selvaggia Lucarelli sono la versione Rai dei siparietti tra Sabrina Ferilli e Giovannino a Tu sì que vales su Canale 5: la fine del sabato sera televisivo.
Le rarissime eccezioni in cui la Rai presenta programmi di qualità rivolti al grande pubblico non bastano a risollevare il livello generale dei palinsesti. Un esempio in negativo su tutti: le centinaia di ore che la Rai ha dedicato anche nel 2024 alla vivisezione dei casi di cronaca nerissima.
Se è vero che la Rai opera in regime di concorrenza con le emittenti commerciali è anche vero che la Rai non riesce a produrre show di un livello qualitativo differente dalle TV commerciali per fare gli ascolti necessari a contrastare quel genere di concorrenza.
L’anno 2024 della Rai, simbolo storico della televisione italiana, non è stato all’altezza dell’anniversario dei 70 anni.
E visto come è messa a livello gestionale-dirigenziale è chiaro che non potrà fare meglio nel 2025.