A proposito del primissimo piano di Elisa Isoardi a Uno Mattina

Cara Elisa Isoardi, il primissimo piano è sempre di più una rarità televisiva che pochi registi osano perché pochi televip lo reggono; tu sei fra quelli che ancora se lo possono permettere. La definizione delle immagini televisive ha raggiunto livelli di eccellenza anche quando non sono full hd e i volti dei personaggi televisivi non hanno più segreti per i telespettatori. Se la telecamera si avvicina troppo al volto, si vede tutto. Dall’imperfezione del trucco all’imperfezione del chirurgo; dall’imperfezione dovuta all’età all’imperfezione genetica; dalla perfezione genetica ai segni di una semplice alzataccia mattutina. Tu vai in onda di primissimo mattino come co- conduttrice di Uno Mattina su Rai 1 e quindi i tuoi primissimi piani sono “a rischio”.

Come tutti i televip, ti sottoponi alle sedute di trucco e parrucco indispensabili non solo per essere di bell’aspetto ma anche per sostenere le esigenze tecniche rispetto alle luci e alla taratura delle telecamere. Della tua conduzione di questa mattina, mi è rimasto impresso in particolare il giochino che fanno i cameraman di Uno Mattina con il tuo primissimo piano. Quando lanci la pubblicità o un altro spazio della trasmissione, il cameraman che ti sta inquadrando fa una zoomata rapida in entrata che  termina sul tuo primissimo piano (nella telefoto, il più riuscito di questa mattina). Tu sai che il regista chiederà ai cameraman di fare “il giochino” e attendi con professionalità e anche con la consapevolezza che quel momento si imprimerà nel telespettatore come un piacevole attimo di estetica televisiva che, per chi fa tv, è importante. Cara Elisa Isoardi, se è vero che da un lato devi dire grazie a madre natura, visto che pur essendo ancora una giovane conduttrice non sei una ragazzina, dall’altro lato devo darti atto di essere coraggiosa ad accettare il “giochino dei primissimi piani”. Qualche piccola ruga, sotto agli occhi, comincia a vedersi e potresti benissimo imporre di non essere ripresa così in dettaglio. Invece tu, sei lì, immobile e sorridente, in attesa che la zoomata arrivi a termine e si compia questo piccolo rituale della regia di Uno Mattina. Negli ultimi anni, il telespettatore si è dovuto abituare a vedere alcune tue colleghe conduttrici illuminate come delle statue votive perché ciò attenuerebbe sui loro volti l’evidenza dei segni del tempo che passa. E’ legittima anche questa scelta ma da telespettatore devo dire che l’ho sempre considerata un artificio inutile, uno degli esempi in cui il rimedio è peggio del problema. Quando tra qualche anno anche tu non reggerai più il primissimo piano spero proprio che non ti farai illuminare come una statua votiva. Cara Elisa Isoardi, per oggi mi fermo alla gradevolezza del tuo primo piano quando lanci la pubblicità o gli altri segmenti di Uno Mattina. Dei tuoi primi piani che mi piacciono decisamente meno, quelli che ti fanno quando anche tu tratti i casi di cronaca nera, ne parliamo un’altra volta. E non considerarla come una critica personale visto che, da quando è in voga la moda di parlare di cronaca nera, in tutte le trasmissioni a tutte le ore, è impossibile distinguere il primo piano di un conduttore/conduttrice dall’altro: fate tutti le stesse brutte facce. E non c’è regia o trucco televisivo che tenga; l’unico rimedio ce l’ha in mano il telespettatore ed è quello di cambiare canale.

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